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Favij, il re degli youtuber italiani protagonista di “Game Therapy”

Si chiama Lorenzo Ostuni, ha diciannove anni ed è lo youtuber italiano più famoso in Rete: questo nome a molti non dice niente, visto che il ragazzo è conosciuto con il nickname Favij. In meno di un anno il suo canale è riuscito a raccogliere quasi un milione e mezzo di iscritti con centinaia di video caricati riguardo i videogiochi. Il suo successo è così incredibili che l’Indiana Production di Fabrizio Donvito, Benedetto Habib e Marco Cohen (produttori anche de Il capitale umano di Paolo Virzì) ha pensato bene – secondo quanto riportato da AskaNews – di ingaggiarlo come protagonista di una pellicola dal titolo Game Therapy.

Ancora non è chiara la trama del lungometraggio, anche se visto il titolo avrà come tema centrale proprio il mondo dei videogames tanto amati da Lorenzo. Lui viene considerato addirittura lo youtuber più influente del Paese, tanto che Google ha voluto premiare il ragazzo torineselo con l’ambito YouTube Golden Button Award, un riconoscimento mai consegnato prima d’ora in Italia. “Non mi aspettavo questo premio, mi ha davvero sorpreso come tutto questo successo arrivato all’improvviso – ha dichiarato il ragazzo – Ho iniziato, come d’altra parte molti altri youtuber, a fare video solo per divertimento, ora sta diventando quasi un lavoro“.

Cosa c’è di più bello di trasformare una passione in un’attività che fa anche guadagnare? Ecco. Lui ci è riuscito. Diverse aziende hanno bussato alla sua porta per averlo come testimonial e proprio per questo motivo Ostuni si è già affidato ad un agente. Mica male per uno che fino a qualche tempo fa si trovava ancora al liceo. La sua passione per il mondo del web è iniziata a quattordici anni, iniziando a produrre video con alcuni amici. Due anni dopo “si è messo in proprio” e ha iniziato a creare il suo regno. “Giocava con Metal Gear Solid – ha detto Favij riguardo il papà – e io ho imparato ad amare questo mondo vedendolo giocare“.

Foto by Facebook

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Samantha Suriani

Toglietemi tutto, ma non la musica, il buon cibo…e la tinta rossa. Potrei diventare pericolosa.

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