Bud Spencer e Terence Hill: la drammatica fine della storica coppia

Mario Girotti ricorda lʼattore con pochissime e commosse parole: “Ho perso il mio amico più caro”. La storia di una coppia che mancherà a molti.

Avevano partecipato entrambi come comparse in un film senza mai incontrarsi, ma quando si videro fu “amore a prima vista”. A partire dagli “Spaghetti Western”. A seguito della notizia della morte del suo amico Bud, Mario Ghirotti, alias Terence Hill, lo ha ricordato con poche, pochissime, parole piene di emozione e rispetto: “Ho perso il mio amico più caro, sono sconvolto.” Sul loro primo incontro racconta: “Dovevo essere in coppia con un altro attore che la sera prima di girare si è fatto male e così è stato chiamato lui. Il destino. Siamo l’unica coppia a non aver mai litigato. E proprio perché non c’era invidia siamo diventati amici. A differenza mia, aveva studiato per recitare. Io non ho fatto scuole né accademie. Ma alla fine anche una scimmia impara a recitare” – ha dichiarato l’attore al Corriere della Sera.

Bud_Spencer_Terence_Hill

Carlo Pedersoli e Mario Girotti si incontrano sul set di “Dio perdona io no” nel 1967. I due decideranno, al termine delle riprese, di cambiare i propri nomi sui manifesti per attrarre il pubblico e Pedersoli sceglierà il suo in omaggio alla birra Bud e all’amato Spencer Tracy. Il successo del film è più che lusinghiero, ma sarà l’episodio successivo, “Lo chiamavano Trinità” del 1970 a consacrare il successo personale della coppia. Un vero e proprio colpo di fulmine con il pubblico che si ripeterà, senza sconti nè cali, per altre 16 volte nel complesso.

Anni di amore per il cinema e di un amicizia che superava ogni confine, oscurata solo da un velo di amarezza: “In Italia io e Terence Hill semplicemente non esistiamo – Ha dichiarato Bud – nonostante la grande popolarità che abbiamo anche oggi tra i bambini e i più giovani. Non ci hanno mai dato un premio, non ci invitano neppure ai festival”; tragica realtà per coloro che vengono considerati come gli italiani più famosi all’estero. Sono il simbolo di un Paese. Gli eroi di una generazione e la drammatica rappresentazione di un merito che, infine, non gli è stato mai veramente riconosciuto.

Photo Credits: Facebook.

Gestione cookie