Sull’ondata delle accuse per molestie sessuali che mano a mano sta toccando diversi attori e registi statunitensi, ora tocca al newyorkese Woody Allen. Non si fa aspettare la reazione di Colin Firth che dichiara: “Non lavorerò mai più con lui”.
Dopo Harvey Weinstein, James Franco, Dustin Hoffman e Kevin Spacey ora è toccato anche al regista e sceneggiatore newyorkese Woody Allen esser accusato di molestie sessuali e lo fa la sua figliastra Dylan Farrow.
La reazione del mondo del cinema contro il regista e sceneggiatore di Provaci ancora Sam e Blue Jasmine non si è fatta attendere. Dopo Greta Gerwig (regista di Lady Bird), Ellen Page, Mira Sorvino, Rebecca Hall e Timothée Chalamet, anche l’attore inglese Colin Firth. Nessuno sembra più credere alle smentite di Allen né all’esito dell’inchiesta che tempo fa lo scagionò dalle accuse di molestie ai danni della figliastra. “Non lavorerò più con Woody Allen”, ha dichiarato Firth.
Anche Natalie Portman si scaglia duramente contro Allen e rivela di credere alle parole della sua figlia adottiva Dylan Farrow e al CBS Sunday Morning condotto da Oprah Winfrey l’attrice ha detto: “Siamo umani. Siamo tutti umani. E credo che si debba trattare gli altri da esseri umani e non dire che si rispetta una donna perché si ha una figlia, una moglie o una sorella, ma perché siamo uguali, a prescindere dai nostri legami. Meritiamo lo stesso rispetto degli uomini”. A dare man forte al regista arriva invece Alec Baldwin, il quale è apparso in film come Alice, To Rome with Love e Blue Jasmine, che tramite Twitter ha dichiarato: “Woody Allen è stato indagato da due stati senza ricevere mai una condanna. La rinuncia a lui e al suo lavoro, senza dubbio, ha qualche interesse. Ma per me è ingiusta e triste. Ho lavorato con Woody Allen tre volte ed è uno dei privilegi della mia carriera. È possibile supportare le vittime della pedofilia e insieme credere all’innocenza di Woody Allen? Credo di si. L’intenzione non è quella di ridurre o ignorare tali accuse. Ma accusare la gente di tali crimini dovrebbe essere fatto con cura. Così come il comportamento delle vittime”.
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