La seconda stagione di Tredici (13 Reasons Why) è uscita solo lo scorso 18 maggio e non sono assolutamente finite le polemiche e le critiche di chi ha attaccato e continua ad attaccare la serie. L’amministratore delegato di Netflix Reed Hastings ha risposto alle critiche, ecco cosa ha detto.
L’uscita della seconda stagione di Tredici (13 Reasons Why) ha creato polemiche e critiche contro la serie tv, disponibile su Netflix. Le accuse erano state rivolte anche alla prima stagione. I più arrabbiati sembrerebbe essere i genitori statunitensi che colpevolizzano la serie e anche i produttori di mettere in scena i problemi degli adolescenti in maniera troppo cruda.
E’ intervenuto nella questione Reed Hastings, amministratore delegato di Netflix, che ha risposto così alle critiche: “La serie è controversa, ma nessuno è obbligato a vederla”. Hastings sarebbe intervenuto durante l’incontro con gli azionisti e avrebbe difeso a spada tratta la serie tv. Netflix, prima del debutto della seconda stagione, ha annunciato che ogni puntata della serie sarebbe stata introdotta da un video in cui i membri del cast invitano gli spettatori che stanno vivendo un periodo difficile a chiedere aiuto, indirizzandoli verso il sito 13reasonswhy.info in cui sono riportate informazioni e contatti utili.
Netflix si è posta sempre in maniera aperta nei confronti del suo pubblico e aveva già dichiarato che l’intento della serie era quella di aiutare gli adolescenti in crisi o che vivevano un momento difficile della vita ma non spingendoli verso il suicidio, come accaduto alla protagonista Hannah Baker, ma incoraggiandoli a chiedere aiuto. Inoltre, negli scorsi giorni è stata ufficializzata la terza stagione, ancora non si hanno notizie ufficiali sulla trama e sui personaggi. L’unica certezza sarebbe l’assenza definitiva di Katherine Langford, che su Intagram ha salutato per sempre Hannah.
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