Pain Hustlers, ecco qual è la vera storia dietro il film drammatico di Netflix

Su Netflix è in arrivo un film che racconta la controversa storia di un’azienda farmaceutica che rovinò la vita di migliaia di persone.

Netflix sta accogliendo diversi nuovi titoli nel suo catalogo ultimamente e uno di quelli che ha generato più interesse mediatico è stato “Pain Hustlers – Il business del dolore”. Il film, in uscita il 27 ottobre, racconta la storia dell’ascesa e della caduta di una piccola azienda farmaceutica che fece la sua fortuna vendendo farmaci che contenevano oppioidi, una sostanza che crea una forte dipendenza.

“Pain Hustlers” è stato presentato in anteprima l’11 settembre al Toronto International Film Festival. Come molti film che raccontano storie reali, ha una struttura simile a un documentario, con personaggi intervistati da una persona non visibile e che si rivolgono direttamente alla camera. E per quanto la storia possa essere romanzata, purtroppo c’è molto di vero in quanto viene raccontato.

Una storia ispirata ad eventi tragicamente reali

Il film, diretto da David Yates (stesso regista di molti capitoli di Harry Potter), può contare su un cast formato da attori di primo livello, come Emily Blunt, Chris Evans e Catherine O’ Hara. L’impresa di Yates è quella di raccontare una storia molto lunga e controversa in circa due ore, dipingendo una realtà fatta di corruzione e ambizione capitalista.

in pain hustlers ci sono emily blunt e chris evans
Emily Blunt interpreta Liza Drake, una madre single che accetta un lavoro in un’azienda con un approccio decisamente poco etico (Foto ig@ Netflix) – velvetcinema.it

La storia raccontata nel film è emersa per la prima volta nel 2018, grazie a un articolo pubblicato sul New York Times Magazine. L’autore, Evan Hughes, raccontava le vicissitudini di Insys, un’azienda fondata dal miliardario John Kapoor. Che produceva e commerciava Subsys, un medicinale di grande successo.

Il problema è che Subsys era uno spray per il dolore oncologico che utilizzava il fentanyl come ingrediente principale. Cioè, una vera e propria droga. La storia è resa ancora più scandalosa dal fatto che l’azienda pare si servì di un vasto “programma di oratori” per aumentare le sue vendite. Cioè medici che venivano pagati per promuovere il prodotto ai colleghi. Sostanzialmente, pagava medici in giro per gli Stati Uniti per prescrivere ai pazienti una droga potenzialmente molto pericolosa. Nel 2020, Kapoor è stato condannato a 66 mesi di prigione per aver corrotto i medici.

Lo sceneggiatore del film, Wells Tower, ci tiene però a specificare che la storia del film si prende grandi libertà. Ad esempio, nessuno dei personaggi sullo schermo rappresenta fedelmente i dipendenti di Insys. “Questa non è affatto la storia di Insys in dettaglio“, ha spiegato il regista Yates. “Abbiamo sempre voluto che fosse una storia quanto più sovversiva, audace e diversa possibile. Volevamo soprattutto coinvolgere il pubblico nelle problematiche legate alla crisi degli oppioidi“.

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