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RFF 2023, la recensione di Wanted: tre donne si confondono e noi con loro

Wanted è un film di Fabrizio Ferraro che è stato presentato al Roma Film Festival 2023, ma che in realtà ci porta a confonderci e a non trovare più le coordinate.

L’opera sarebbe anche un coraggioso tentativo di citare la Nouvelle Vague, ma non riesce a raggiungere mai la vetta e porta lo spettatore a perdersi all’interno di meandri un po’ cervellotici.

Si intrecciano le vite di tre donne che si trovano a fuggire l’una dall’altra, a rincorrersi e a catturarsi. Non capiremo chi si trova a occupare il ruolo di vittima e chi invece è il carnefice. In realtà probabilmente i ruoli non esistono o semplicemente il meccanismo non funziona.

Fabrizio Ferraro aveva già dimostrato in passato di essere regista coraggioso, con film precedenti dove era riuscito a spingersi oltre e a farlo con maggior garbo rispetto a questo lavoro che gli sfugge un po’ troppo dalle mani. Mancano i contorni, le dinamiche si frastagliano e rischiano di regalarci qualche dubbio di troppo. Il pubblico rischia di trovarsi di fronte a un’opera che è incomprensibile e a tratti decisamente cervellotico.

Wanted, cosa non ha funzionato?

È un peccato perché Wanted avrebbe anche gli spunti per essere un film potente, prepotente, di quelli che rubano l’attenzione. Invece alla fine ci troviamo di fronte a un lavoro con troppi lati oscuri, che annoia, che porta a guardare l’orologio sperando che possano arrivare il prima possibile i titoli di coda.

Wanted, la recensione (VelvetCinema.it)

Sicuramente la situazione è un po’ sfuggita di mano in un contesto che troppo vuole rifarsi a un film di Paolo Sorrentino senza però riuscirci. Anche la recitazione è un po’ troppo teatrale, falsata, artefatta e questo rende ancor più difficile per lo spettatore trovare un mondo all’interno di 100 e passa minuti. Il compito più difficile per un regista è proprio quello e cioè riuscire a costruire un microcosmo e qui Ferraro sicuramente non ci è riuscito.

Rimane innegabile il talento del regista che ha dimostrato ancora una volta di avere molto coraggio. Stavolta ha saltato qualche passaggio proiettandosi verso un film troppo complicato e senza via d’uscita.

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Matteo Fantozzi

Matteo Fantozzi nasce a Roma il 10/12/1986. Nel 2005 consegue il diploma allo scientifico sperimentale Giulia Falletti di Barolo. Nel 2008 consegue la laurea al Dams con indirizzo regia a Roma Tre col massimo dei voti. Nel 2010 consegue la laurea specialistica in Cinema e tv nell’era del digitale a Roma Tre col massimo dei voti. Nel 2013 diventa giornalista pubblicista.

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