Charlie Kaufman, uno che ha capito come si fa cinema

Charlie Kaufman è sicuramente uno che ha capito come si fa cinema. Regista di tanti capolavori è ancora osteggiato da parte del pubblico.

Per poterlo amare e seguire bisogna avere un background cinematografico rilevante, di spessore. Perché lui è uno che racconta storie e lo fa in una maniera davvero difficile da capire a tutti.

Lo potremmo paragonare a un moderno Federico Fellini, con gli spunti decontestualizzanti di Jean Luc Godard, semplicemente è un grande appassionato di cinema che è riuscito a entrare nello star system hollywoodiano senza storpiare, almeno per ora, il suo modo di fare cinema. Riuscendo a rimanere nel cinema d’autore si è approcciato con intelligenza a un modo di fare cinema commerciale che in realtà non lo è per niente.

Ed è così che sono nati tanti capolavori, in grado di regalarci film di spessore internazionale e abili ad arrivare al cuore del pubblico ma solo di una parte. Perché per comprenderlo Kaufman ci vuole una certa dimestichezza col mezzo e una certa esperienza in film di settore. Sarà interessante vedere cosa sta preparando, perché finora non ne ha sbagliata una.

Kaufman e il cinema decontestualizzato

C’è un certo cinema antinarrativo che fa rima tantissimo con quello che ha realizzato finora Charlie Kaufman. Nato a New York il 19 novembre del 1958 ha iniziato la sua carriera come sceneggiatore riuscendo a scrivere dei lavori molto interessanti. Tra questi c’è sicuramente Essere John Malkovich di Spike Jonze uscito nel 1999. Nel 2004 arriva l’esplosione perché vince l’Oscar alla migliore sceneggiatura originale per Michel Gondry con il quale ha scritto il film.

Charlie Kaufman il regista
Charlie Kaufman, sa come fare cinema (ANSA) VelvetCinema.it

La massima espressione dell’artista arriva quando fa il regista e gli viene data in questo senso massima libertà. Nel 2008 dirige Synecdoche, New York con protagonista il compianto Philip Seymour Hoffmann. Si tratta di un film complesso da seguire ma che ti entra sotto la pelle e si attacca senza più riuscire a uscirne. Arriva poi nel 2015 il film d’animazione, Anomalisa, un altro prodotto di assoluto livello.

Il film però che lo consegna alla leggenda è sicuramente Sto pensando di finirla qui del 2020 uscito direttamente su Netflix in piena Pandemia e lavoro di una complessità straordinaria. Il plot twist e il cambio di marcia ci mostra una versione migliorata, se possibile, di David Lynch. Il regista capisce come si fa cinema e gioca con lo spettatore regalandoci un prodotto di assoluto impatto e con una forza scenica davvero incredibile.

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