Tobe Hooper, quando il cinema horror faceva davvero paura

Nei meandri del cinema horror ci sono tanti registi che oggi si sentono meno, ma che facevano film che spaventavano davvero. Tra questi c’è Tobe Hooper.

L’artista è riuscito a raggiungere il pubblico con una serie di film girati con prontezza e in grado di influenzare il mondo del cinema internazionale.

Fu maestro del genere horror, ma girò anche altro tipo di film in maniera sempre influente e attuale ancora oggi. Nato ad Austin il 25 gennaio del 1943 è scomparso nell’agosto del 2017 a Los Angeles. A nove anni gli viene regalata una macchina da presa a 8 millimetri che gli permette di imparare a socializzare con lo strumento cinema. 

Col passare del tempo riesce a confrontarsi sempre più con lo strumento, diventando negli anni settanta, angora giovanissimo, professore di un college americano come operatore di macchina per documentari. Il suo debutto cinematografico però è un insuccesso, Eggshells è un film drammatico che non riesce a entrare nel cuore del pubblico. Una sconfitta però che non lo fa rassegnare e lo porta a lavorare ancora su sé stesso per migliorare professionalmente.

Tobe Hooper e il suo successo

Il vero successo di Tobe Hooper, poi ineguagliato nella sua carriera, arriva nel 1974 quando gira Non aprite quella porta film che entra nella storia del cinema. Lavoro di livello internazionale è riuscito a trasformare il genere horror, dando una svolta anche grazie semplicemente alla scritta “tratto da una storia vera” che iniziarono tutti a utilizzare.

La storia di Tobe Hooper
Tobe Hooper e il suo cinema (ANSA) VelvetCinema.it

Da quel momento inizia a lavorare ad altri progetti anche se non troverà più quel livello di film. Nonostante questo si distinguono lavori di assoluto livello come per esempio Quel motel vicino alla palude con uno spaventoso Robert Englund, ma anche e soprattutto Poltergeist presenze demoniache.

Il regista riesce a far entrare nella mente del pubblico il terrore anche con pellicole meno riuscite come Il custode e La casa dei massacri che tra 2004 e 2005 siglano la fine della sua carriera senza considerare l’ultimo lavoro Djinn del 2013 che quasi nessuno ha visto. La sua storia non si ferma a film non riusciti, va oltre e regala sempre quel segno inconfondibile che gli vale il ricordo da parte del pubblico. E ancora oggi sono molti i registi che sottolineano come abbiano deciso di prendere la strada del cinema proprio seguendo le sue orme, il suo lavoro, il suo modo di fare.

E oggi che Tobe si è spento ricordarlo guardando il suo film è un dovere di ogni cinefilo.

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