Trieste Film Festival 2024: il grande cinema dell’Est arriva in Italia
Ogni anno, a gennaio, quando il resto del mondo del cinema è ancora alle prese con i postumi degli Oscar e i bilanci dell’anno precedente, Trieste si trasforma nella capitale italiana del cinema europeo orientale. Il Trieste Film Festival 2024 ha confermato ancora una volta questa vocazione unica: nove giorni di proiezioni, incontri, scoperte e sorprese che fanno di questa manifestazione uno degli appuntamenti più preziosi per chi ama il cinema senza filtri e senza compromessi. Mettetevi comodi, perché c’è molto da raccontare.
Un festival nato da una scommessa visionaria
Prima di immergersi nell’edizione 2024, vale la pena capire cosa rende il Trieste Film Festival un caso pressoché unico nel panorama festivaliero italiano. Fondato nel 1989, il festival è nato da un’intuizione precisa e coraggiosa: portare in Italia il cinema di una parte d’Europa che, in quegli anni di cambiamenti storici epocali, stava vivendo una stagione cinematografica straordinaria ma quasi del tutto ignorata dalla distribuzione commerciale occidentale.
Trieste, città di confine per eccellenza, crocevia di culture, lingue e storie, era la scelta geografica più ovvia e al tempo stesso più poetica. Una città che guarda a Est con naturalezza, che ha nel suo DNA la complessità mitteleuropea, che sa cosa significa essere ponte tra mondi diversi. Da quella scommessa iniziale sono passati trentacinque anni, e il festival non ha mai smesso di crescere, di affinarsi, di sorprendere.
La trentacinquesima edizione, quella del Trieste Film Festival 2024, svoltasi dal 19 al 27 gennaio 2024, è arrivata con tutto il peso e il prestigio di una storia lunga quanto la caduta del Muro di Berlino. Non è un dettaglio secondario: il festival è nato insieme alla nuova Europa, e ne ha seguito le trasformazioni con uno sguardo attento e appassionato che pochi altri possono vantare.
La vocazione: il cinema dell’Europa centrale e orientale
Il Trieste Film Festival è riconosciuto come la principale vetrina italiana dedicata al cinema dell’Europa centrale e orientale. Questa definizione, apparentemente tecnica, nasconde in realtà un universo cinematografico di straordinaria ricchezza. Parliamo di cinematografie che spesso faticano a trovare spazio nei circuiti distributivi tradizionali, di registi che lavorano in condizioni produttive difficili ma con una libertà creativa e una profondità tematica che raramente si trova altrove.
Il cinema dell’Est Europa ha una tradizione lunghissima e gloriosa — basti pensare alla scuola ceca, alla nouvelle vague polacca, al cinema ungherese, alle grandi stagioni del cinema romeno o bulgaro — e il festival di Trieste ha il merito storico di avere tenuto viva questa tradizione in Italia, anche nei momenti in cui il mercato non sembrava interessato. Oggi, con la crescente attenzione internazionale verso certe cinematografie — si pensi all’esplosione del cinema romeno nei festival di tutto il mondo — quella scommessa appare ancora più lungimirante.
Il programma del festival non si limita ai lungometraggi di finzione: documentari, cortometraggi, retrospettive, sezioni speciali e incontri con i cineasti completano un’offerta che è insieme cinefila e culturale, capace di offrire al pubblico non solo film ma vere e proprie finestre su realtà geografiche, storiche e sociali spesso poco conosciute.
Wild Roses: le voci femminili al centro del programma
Una delle sezioni più significative e identitarie del Trieste Film Festival 2024 è stata senza dubbio Wild Roses, la sezione dedicata alle registe europee. Il nome stesso — rose selvatiche — evoca qualcosa di preciso: una bellezza non addomesticata, una creatività che cresce fuori dai recinti, spesso in condizioni difficili ma con una forza espressiva che non si lascia contenere.

La sezione Wild Roses è molto più di una concessione alla rappresentanza di genere: è una scelta editoriale precisa che riconosce come le cineaste dell’Europa centrale e orientale stiano producendo un cinema di altissimo livello, spesso più coraggioso e innovativo di quello dei colleghi maschi. Le loro storie affrontano temi come l’identità , il corpo, la memoria, la violenza, la solidarietà femminile, con uno sguardo che è allo stesso tempo intimo e universale.
Questa sezione rappresenta anche un impegno concreto del festival verso la promozione di voci sottorappresentate nel panorama cinematografico internazionale. Non è un segreto che le registe, in Europa come nel resto del mondo, abbiano ancora oggi difficoltà maggiori nell’accedere ai finanziamenti, alla distribuzione e alla visibilità critica. Il Trieste Film Festival, con Wild Roses, prende una posizione chiara: queste voci meritano di essere ascoltate, e il festival si fa carico di amplificarle.
La presenza di questa sezione nel programma 2024 ha attirato l’attenzione di istituzioni e organizzazioni europee che sostengono la formazione e la carriera dei giovani professionisti del cinema, confermando come il festival operi in una rete di relazioni culturali e istituzionali che va ben oltre i confini italiani.
Il pubblico e l’atmosfera: perché Trieste è diversa
Chi ha avuto la fortuna di partecipare al Trieste Film Festival almeno una volta sa che c’è qualcosa di speciale nell’aria di questo festival. Non è la grandiosità di Venezia, non è il glamour di Cannes, non è la frenesia di Berlino. È qualcosa di più intimo, più autentico, più vicino all’essenza di cosa significa amare il cinema.
Le sale della città si riempiono di un pubblico misto: cinefili incalliti, studenti universitari, curiosi, professionisti del settore, giornalisti, distributori. Ma tutti condividono una disposizione comune: quella di essere lì per scoprire qualcosa di nuovo, per lasciarsi sorprendere, per vedere film che probabilmente non troveranno mai nelle multisale dei centri commerciali. È questo spirito di apertura e curiosità che rende il festival di Trieste un’esperienza difficile da replicare altrove.
Le code davanti alle sale, le discussioni accese nei bar del centro storico, gli incontri improvvisati con registi e attori che si aggirano per la città senza bodyguard né entourage: tutto questo contribuisce a creare un’atmosfera che è insieme popolare e colta, accessibile e profonda. Il cinema come fatto collettivo, come esperienza condivisa, come strumento di conoscenza e di empatia.
Trieste stessa è una scenografia perfetta per questo tipo di festival. La città , con la sua architettura asburgica, il suo lungomare ventoso, i suoi caffè storici, le sue librerie, i suoi palazzi che sembrano custodire storie di secoli, è il palcoscenico ideale per un festival che parla di confini, di identità , di incontri tra culture diverse. Passeggiare per il centro storico durante i giorni del festival è un’esperienza che mescola cinema e vita reale in modo quasi magico.
Il sostegno ai giovani professionisti del cinema
Il Trieste Film Festival 2024 non è solo un evento di proiezioni: è anche un importante momento formativo e professionale per i giovani cineasti e professionisti del settore. Il festival ha da sempre dedicato attenzione alla formazione delle nuove generazioni, creando spazi di incontro, workshop, masterclass e occasioni di networking che sono preziosi soprattutto per chi muove i primi passi nel mondo del cinema.
In questo senso, la collaborazione con istituzioni europee che supportano i giovani professionisti del cinema rappresenta una delle dimensioni più interessanti e meno raccontate del festival. Non si tratta solo di portare film in sala, ma di costruire reti, di creare opportunità , di mettere in contatto talenti emergenti con professionisti affermati, di facilitare coproduzioni e scambi culturali che possono dare vita a progetti cinematografici nuovi.
Questa vocazione formativa si inserisce perfettamente nella missione più ampia del festival: non solo celebrare il cinema dell’Europa centrale e orientale, ma contribuire attivamente al suo sviluppo futuro, sostenendo i cineasti che domani porteranno avanti questa tradizione straordinaria.
Perché il cinema dell’Est Europa conta (e conta sempre di più)
Negli ultimi anni, il cinema dell’Europa centrale e orientale ha conquistato una visibilità internazionale crescente. I festival di Cannes, Berlino e Venezia hanno premiato con sempre maggiore frequenza film provenienti da Romania, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovenia, Croazia e altri paesi della regione. I film di questa area geografica hanno una capacità particolare di raccontare la complessità del reale senza semplificazioni, di affrontare temi difficili — la storia, la memoria, il trauma, la transizione politica e sociale — con una profondità e un rigore che spesso mancano al cinema commerciale occidentale.

Il documentario, in particolare, è un genere in cui il cinema dell’Est Europa eccelle. Storie di comunità , di individui, di luoghi marginali raccontate con uno sguardo che non giudica ma osserva, che non semplifica ma complica, che non rassicura ma interroga. Sono film che chiedono allo spettatore uno sforzo attivo, una disponibilità all’incontro con l’alterità , una volontà di uscire dalla propria zona di conforto. Ed è esattamente per questo che valgono la pena.
Il Trieste Film Festival è da trentacinque anni il luogo in cui questo cinema trova in Italia la sua casa principale. Per chi vuole capire l’Europa di oggi — le sue contraddizioni, le sue speranze, le sue ferite ancora aperte — non c’è strumento migliore di questi film. E non c’è festival migliore di Trieste per scoprirli.
Per approfondire la storia e il programma del festival, potete consultare Film Fest Report, media partner ufficiale della trentacinquesima edizione, o le informazioni istituzionali pubblicate dalla Central European Initiative, che ha sostenuto il festival nel suo impegno verso i giovani professionisti del cinema.
Come prepararsi per le prossime edizioni
Se il racconto di questa edizione vi ha acceso la curiosità — e sarebbe strano il contrario — la cosa migliore che potete fare è cominciare a prepararvi per le prossime. Il Trieste Film Festival si svolge ogni anno a gennaio, e la programmazione viene solitamente annunciata con alcune settimane di anticipo. I biglietti per le singole proiezioni sono generalmente accessibili, e il festival offre anche abbonamenti e pass giornalieri che permettono di ottimizzare la propria presenza.
Ma la preparazione ideale non è solo logistica: è anche culturale. Prima di arrivare a Trieste, vale la pena esplorare il cinema dell’Europa centrale e orientale attraverso i canali disponibili — piattaforme di streaming, rassegne cinematografiche locali, dvd e blu-ray di edizioni specializzate. Più si conosce questo cinema, più la scoperta al festival diventa ricca e stratificata.
Potete anche seguire i canali social e il sito ufficiale del festival per restare aggiornati sulle novità , le retrospettive e gli ospiti annunciati. Il Trieste Film Festival ha una presenza digitale attiva che permette di restare in contatto con la comunità del festival anche al di fuori dei giorni di programmazione.
Un festival che è anche una dichiarazione d’amore
In fondo, il Trieste Film Festival — e la sua edizione 2024 ne è la conferma più recente — è prima di tutto una dichiarazione d’amore. Un amore per il cinema nella sua forma più pura, più libera, più scomoda. Un amore per l’Europa nella sua complessità , nella sua diversità , nelle sue contraddizioni irrisolte. Un amore per Trieste, città che non ha mai smesso di essere un crocevia, un punto di incontro, un luogo dove le storie si intrecciano e si trasformano.
Trentacinque edizioni sono una storia lunga, ma il festival non mostra segni di stanchezza. Al contrario, ogni anno riesce a sorprendere, a rinnovarsi, a trovare nuove voci e nuove storie da raccontare. Il Trieste Film Festival 2024 ha dimostrato ancora una volta che questo cinema — quello dell’Est, quello delle donne, quello dei margini — non è un cinema di nicchia per pochi eletti, ma un cinema necessario per tutti. Un cinema che, se gli si dà la possibilità di essere visto, ha il potere di cambiare il modo in cui guardiamo il mondo. E non è poco.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








