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La scuola più bella del mondo: Papaleo, De Sica e l’incanto dei bambini

Non avevo mai lavorato per un film così. Ho sempre fatto farsa. Che non rinnego, perché mi ha dato la popolarità. Però questo film è stato davvero qualcosa di speciale, sotto tanti punti di vista. Di solito sul set, in fondo, ogni attore è solo con il proprio personaggio. Stavolta no, stavamo bene insieme e non vedevamo l’ora di andare a mangiare tutti quanti intorno allo stesso tavolo. Rivederlo, poi, mi ha fatto venire in mente le pellicole degli anni Sessanta. C’è tanto ottimismo e di questi tempi è ormai una cosa rara: ci sono in giro troppi film incazzati. Sarà stato merito dei bambini. Assolutamente straordinari“. Christian De Sica è visibilmente soddisfatto, durante la conferenza stampa organizzata per presentare La scuola più bella del mondo, il nuovo film di Luca Miniero che sarà nelle sale dal 13 novembre e lo vede protagonista insieme a Rocco Papaleo. Nel cast anche Angela Finocchiaro, Miriam Leone, Lello Arena, Nicola Rignanese e Ubaldo Pantani.

LA SCUOLA PIU’ BELLA DEL MONDO, TRAILER UFFICIALE: GUARDA

De Sica interpreta Filippo Brogi, il preside di un’efficientissima scuola media toscana. Anche lui è super efficiente, molto attento all’immagine, forse un po’ falso, sicuramente ossessionato dalla competizione. E allora vuole vincere a tutti i costi la Coppa di scuola dell’anno, a tal fine si avvale dell’aiuto dell’irreprensibile, bella e single docente di Inglese Margherita Rivolta (la Leone) e cerca di organizzare un gemellaggio con degli studenti del Ghana. Il maldestro bidello dell’istituto (Rignanese), però, manda la richiesta all’indirizzo sbagliato. Ovvero a una scuola di Acerra, in provincia di Napoli. Una scuola in pessime condizioni, dove il preside Moscariello (Arena) organizza le riunioni in bagno, dove tutto sembra andare a pezzi, dove il prof Gerardo Gergale (Papaleo) in classe ascolta la musica con le cuffie anziché cercare di fare il suo mestiere (impresa che comunque sarebbe parecchio ardua, visto che gli studenti sono a dir poco ingovernabili) e la collega Wanda Pacini (Finocchiaro) ha perso ogni speranza.

Ignari dell’equivoco, i “napoletani” partono alla volta della Toscana. Il primo incontro è tutt’altro che idilliaco, con l’andar delle ore ci scappano pure un paio di morti (due papere, per l’esattezza), ma poi accade qualcosa. Accade che l’universo lustro e perfetto degli studenti che stanno “su” trova un modo per incontrare quello disordinato e coloratissimo degli studenti che stanno “giù”. Gli adulti insegnano ai ragazzini, i ragazzini insegnano agli adulti. Lungo il cammino c’è qualche ostacolo, ma il finale è lieto. Anche un po’ rumoroso, ma di un rumore positivo.

La scuola era un argomento che Miniero aveva e ha a cuore, perché “rivela molto delle caratteristiche della società di oggi“; certo, ancora una volta contrappone il Meridione con il Settentrione (impossibile non fare riferimenti ai suoi film precedenti Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord) e sceglie “un punto di vista meridionale“, come lui stesso lo definisce. Ma stavolta l’intento non è solo l’integrazione fra le opposte parti del Bel Paese, quanto l’importanza di ciò che accade fra i banchi di scuola e dei professori, figure in grado di condizionare – nel bene e nel male – i futuri uomini e le future donne.

Sulla scuola punta molto anche Papaleo ed è per questo che “non riesco a scherzare su quest’argomento più di tanto“, spiega. Lui conserva un ottimo ricordo di un professore di Filosofia che, in qualche modo, gli ha cambiato la testa. O perlomeno lo ha aiutato a scoprire tante cose di sé. E’ per questo che ha accettato con entusiasmo il ruolo propostogli da Miniero. Loro, fra l’altro, hanno un “idem sentire” e Papaleo si considera una “costola” del regista napoletano: “anzi, diciamo una costoletta va’“. Miriam Leone si è ritrovata ad affiancare questo cast e per lei – attrice emergente – è stato un privilegio. Descrive come idilliaca l’atmosfera creatasi sul set e pone l’accento sull’incanto regalato dai giovanissimi attori. Lello Arena se la ride, consapevole del tempo che passa ma per nulla insofferente a certe pieghe inevitabili. Chioma folta e grigia, barba folta e grigia, è un artista compiuto. E La scuola più bella del mondo mette insieme 4 generazioni sulle note dei 99 Posse, nella convinzione che tutto sia possibile. Tutto possa migliorare. Basta metterci il cuore.

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