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Romeo è Giulietta: Giovanni Veronesi rilegge William Shakespeare

Mettetevi comodi: Giovanni Veronesi rilegge William Shakespeare e lo fa a modo suo, con ironia, cuore e un cast da applausi. Romeo è Giulietta è la commedia italiana che non ti aspetti — e che vale assolutamente la pena scoprire.

Parliamoci chiaro: quando si sente dire “nuovo adattamento di Romeo e Giulietta” il rischio di alzare un sopracciglio è altissimo. La storia è stata raccontata in ogni salsa, in ogni epoca, in ogni lingua. Eppure Giovanni Veronesi — regista toscano con il dono naturale della commedia — riesce a trovare un angolo tutto suo, fresco e sorprendente, per rientrare in uno dei drammi più celebri della letteratura mondiale. Il risultato è Romeo è Giulietta, un film che porta la firma inconfondibile del cinema italiano quando è davvero in forma. Qui vi raccontiamo tutto: trama, cast, il senso profondo di questa rilettura e perché, se non l’avete ancora visto, dovreste rimediare al più presto.

Giovanni Veronesi, Romeo è Giulietta (ANSA) VelvetCinema.it

Da Shakespeare al cinema: una storia lunga più di un secolo

Prima di entrare nel vivo del film di Veronesi, vale la pena fare un passo indietro — anzi, parecchi passi. Il primo adattamento cinematografico di Romeo e Giulietta risale addirittura al 1908: un cortometraggio muto italiano diretto da Mario Caserini, con lui stesso protagonista e Maria Caserini nei panni di Giulietta. Un lavoro sperimentale, certo, ma già capace di dimostrare quanto questa storia esercitasse un fascino irresistibile anche sulle prime generazioni di cineasti.

Il salto di qualità arriva con il capolavoro di Franco Zeffirelli, con Olivia Hussey e Leonard Whiting: fotografia mozzafiato, costumi da sogno, una Verona che sembrava dipinta. Un film che ancora oggi regge benissimo la visione. Ma se parliamo di impatto culturale di massa, il titolo che risuona di più nell’immaginario contemporaneo è Romeo + Giulietta di William Shakespeare di Baz Luhrmann, con un giovanissimo Leonardo DiCaprio e Claire Danes: pistole al posto delle spade, neon, musica rock e una Verona Beach che sembrava uscita da un videoclip. Rivoluzionario, divisivo, indimenticabile.

Ora tocca a Giovanni Veronesi scrivere il suo capitolo in questa lunga storia. E la sua scelta è tanto semplice quanto geniale: non ambientare Shakespeare nel passato né nel futuro, ma portarlo dentro il mondo del teatro e del cinema stessi. Un meta-racconto che parla di arte, passione e identità — e che funziona benissimo.

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Romeo è Giulietta: la trama del film di Giovanni Veronesi

Al centro di Romeo è Giulietta c’è un regista teatrale di lungo corso — interpretato da un magistrale Sergio Castellitto — che si appresta a mettere in scena Romeo e Giulietta come ultimo, definitivo lavoro della sua carriera. Un’opera testamento, carica di aspettative e di ego. Le audizioni sono aperte, e tra le candidate spicca subito Vittoria, giovane attrice piena di talento e fuoco, interpretata da Pilar Fogliati. Peccato che il regista la escluda a causa di qualcosa legato al suo passato.

Vittoria, però, non ci sta. Determinata a ottenere la parte a tutti i costi, si ripresenta alle audizioni sotto falsa identità: si trasforma in Otto Novembre e si candida per il ruolo di… Romeo. Ottiene la parte. E da qui in poi, come si suol dire, le cose si complicano nel modo più divertente possibile.

È una commedia di equivoci nel senso più classico e nobile del termine — quella tradizione che va da Goldoni a Shakespeare stesso, passando per la commedia all’italiana che ha fatto la storia del nostro cinema. Veronesi conosce bene questi meccanismi e li manovra con mano sicura, senza mai perdere di vista il cuore emotivo della storia.

Il tema del travestimento: da Shakespeare a Veronesi, un filo diretto

Non è un dettaglio secondario che Vittoria si travesta da uomo per conquistare il palcoscenico: è il cuore concettuale del film. Shakespeare stesso era ossessionato dai travestimenti — basti pensare a Come vi piace, La dodicesima notte, Il mercante di Venezia. Veronesi raccoglie questo testimone e lo porta nel presente, interrogandosi su cosa significhi oggi recitare un ruolo che non ti appartiene, su quanto l’identità sia una costruzione e quanto il teatro — e il cinema — siano i luoghi per eccellenza in cui questa costruzione si smonta e si rimonta. Non male per una commedia che fa anche ridere di gusto.

Pilar Fogliati nel cast di Romeo è Giulietta (ANSA) VelvetCinema.it

Il cast: un parterre de roi del cinema italiano

Uno dei punti di forza più evidenti di Romeo è Giulietta di Giovanni Veronesi è la qualità del cast, che legge come un sogno per qualsiasi appassionato di cinema italiano. Oltre a Sergio Castellitto e Pilar Fogliati — coppia protagonista di rara efficacia, capace di reggere sia i momenti comici sia quelli più toccanti — il film può contare su:

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  • Geppy Cucciari, sempre precisa e capace di rubare la scena con naturalezza;
  • Margherita Buy, una garanzia assoluta di profondità e sfumatura;
  • Alessandro Haber, veterano del teatro e del cinema con un’energia tutta sua;
  • Maurizio Lombardi, attore in costante ascesa anche a livello internazionale;
  • Serena De Ferrari, volto fresco e sempre più riconoscibile del panorama contemporaneo.

Un ensemble così costruito non è un caso: Veronesi sa che la commedia vive o muore sulle spalle degli attori, e ha scelto i migliori disponibili. La chimica sul set si sente — e si vede.

Giovanni Veronesi rilegge William Shakespeare: perché questa scelta ha senso

La domanda che in molti si pongono è: perché Veronesi? E perché proprio Shakespeare? La risposta, a pensarci bene, è meno sorprendente di quanto sembri. Il regista pratese ha sempre avuto un debole per le storie d’amore complicate, per i travestimenti e gli equivoci — basti pensare alla saga de Il mio West o ai vari capitoli de Manuale d’amore. La struttura shakespeariana, con i suoi scambi d’identità e le sue passioni travolgenti, è un terreno fertilissimo per il suo stile.

La scelta di Giovanni Veronesi di rileggere William Shakespeare non è quindi un capriccio né un’operazione puramente commerciale: è un incontro tra due sensibilità che, a distanza di secoli, parlano la stessa lingua — quella dell’amore come forza caotica e irresistibile, capace di stravolgere ogni piano. Veronesi non tradisce Shakespeare: lo omaggia trasformandolo, che è esattamente quello che il Bardo avrebbe apprezzato di più.

Lo stile di Veronesi: commedia italiana con ambizioni

C’è un rischio concreto, con operazioni di questo tipo, di scivolare nella parodia facile o nell’omaggio sterile. Veronesi lo evita con mestiere. Il suo tocco è riconoscibile: dialoghi veloci, situazioni che si incastrano con precisione da orologiaio, spazio agli attori per respirare e improvvisare. Ma stavolta c’è qualcosa in più — una consapevolezza del peso culturale del materiale di partenza che si traduce in un rispetto sottile, mai pedante, per il testo shakespeariano. Le citazioni ci sono, ma non fanno mai il verso al professore di liceo.

Perché vale la pena vedere Romeo è Giulietta

Senza girarci troppo intorno: Romeo è Giulietta è esattamente il tipo di film di cui il cinema italiano ha bisogno. Una commedia ambiziosa, ben scritta, con un cast stellare e una regia che sa il fatto suo. Non è un adattamento fedele di Shakespeare — e non vuole esserlo. È una riflessione giocosa e appassionata su cosa significhi mettere in scena una storia d’amore immortale, su cosa si è disposti a fare per inseguire un sogno, su quanto il teatro e il cinema siano ancora luoghi magici dove le identità si moltiplicano e le emozioni si amplificano.

Il film è uscito il 14 febbraio — e sì, scegliere San Valentino come data di uscita è stata una mossa di marketing praticamente perfetta. Ma al di là della strategia, è un film che merita di essere visto, discusso, e magari rivisto. Se lo avete già incontrato in sala, è il momento di recuperarlo su piattaforma e godervelo con calma. Se ancora non l’avete visto: fatevi un favore.

FAQ su Romeo è Giulietta di Giovanni Veronesi

Chi ha diretto Romeo è Giulietta?
Il film è diretto da Giovanni Veronesi, regista italiano noto per Manuale d’amore e numerose commedie di successo. È la sua personale rilettura del dramma di William Shakespeare.
Chi sono i protagonisti di Romeo è Giulietta?
Il cast principale include Sergio Castellitto, Pilar Fogliati e Geppy Cucciari, con la partecipazione di Margherita Buy, Alessandro Haber, Maurizio Lombardi e Serena De Ferrari.
Di cosa parla il film Romeo è Giulietta?
Un regista teatrale cerca gli interpreti per la sua ultima messa in scena di Romeo e Giulietta. Un’attrice esclusa si ripresenta sotto falsa identità maschile e ottiene il ruolo di Romeo, dando vita a una commedia di equivoci ispirata a Shakespeare e ambientata nel mondo del teatro contemporaneo.
Romeo è Giulietta è un adattamento fedele di Shakespeare?
No: Giovanni Veronesi usa il dramma shakespeariano come punto di partenza per una commedia originale, non come trasposizione letterale del testo. Il risultato è un film che omaggia Shakespeare reinventandolo con ironia e affetto.
Quando è uscito Romeo è Giulietta?
Il film è uscito il 14 febbraio, in occasione di San Valentino — scelta quanto mai azzeccata per una storia d’amore, di equivoci e di palcoscenico.
Dove si può vedere Romeo è Giulietta oggi?
Dopo il passaggio in sala, il film è disponibile sulle principali piattaforme di streaming. Verificate la disponibilità sul vostro servizio preferito: ne vale decisamente la pena.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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Matteo Fantozzi

Matteo Fantozzi nasce a Roma il 10/12/1986. Nel 2005 consegue il diploma allo scientifico sperimentale Giulia Falletti di Barolo. Nel 2008 consegue la laurea al Dams con indirizzo regia a Roma Tre col massimo dei voti. Nel 2010 consegue la laurea specialistica in Cinema e tv nell’era del digitale a Roma Tre col massimo dei voti. Nel 2013 diventa giornalista pubblicista.

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Matteo Fantozzi

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