Categorie: Recensioni

L’ultimo lupo, il film che che lascerà di stucco grandi e piccini

E’ uscito ieri, giovedì 26 marzo, nelle sale cinematografiche italiane L’ultimo lupo, il nuovo film di Jean-Jacques Annaud con Shaofeng Feng, Shawn Dou, Shwaun Dou, Ankhnyam Ragchaa e Yin ZhuSheng. Il protagonista è Chen Zhen, uno studente di Pechino che va nelle zone interne della Mongolia per insegnare ad una tribù di pastori. Il ragazzo si trova a contatto con una realtà completamente diversa dalla sua e così capisce che è lui a dover imparare ancora tanto sulle libertà e sul lupo, ovvero la creatura più importante delle steppe. Così quando un giorno Chen trova un cucciolo di questa razza decide di addomesticarlo: i problemi arrivano quando il governo decide di eliminare a qualunque costo tutti i lupi presenti nella regione.

Annaud ci mette il cuore nella realizzazione dei suoi film e questo si vede. La trama è semplice (alcuni diranno banale), visto che ci ritroviamo di fronte ad un classico scontro tra buoni e cattivi. Persone ed animali (in questo caso il lupo, che viene rappresentato come una specie di divinità). Sul grande schermo di storie del genere ce ne sono state davvero tante, eppure questa ha quel quid in più che fa la differenza. I sentimenti sono sicuramente al primo posto e mettono addirittura in secondo piano la vicenda vera e propria. L’amore che può nascere tra un uomo ed un lupo commuove tutti gli spettatori. Ma non è solo questo a tenere incollato il pubblico alla poltrona del cinema.

In realtà sono le immagini a lasciare di stucco. E’ impossibile non rimanere incantati alla visione dei paesaggi della Mongolia con una fotografia perfetta curata da Jean Marie Dreujou. La decisione di usare il meno possibile il green screen ha reso infatti possibile un realismo maggiore, per cui chiunque guarda il film si ritrova immerso in quel mondo così lontano, ma allo stesso tempo così vicino. Centoventuno minuti che scorrono come se nulla fosse. Sicuramente una pellicola da non perdere.

Foto by Facebook

Condividi
Samantha Suriani

Toglietemi tutto, ma non la musica, il buon cibo…e la tinta rossa. Potrei diventare pericolosa.

Pubblicato da
Samantha Suriani

Recenti

  • Oscar

Minotaur di Zvjagintsev rappresenterà la Russia agli Oscar 2027

Minotaur, il dramma russo di Andrey Zvyagintsev vincitore del Gran Premio a Cannes 2026, concorre…

26 Settembre 2026
  • Oscar

Oscar 2027: Italia sceglie tra Succederà questa notte, L’estranea e Primavera

Il 23 settembre 2026 l'Italia sceglie il film per gli Oscar 2027 nella categoria Film…

23 Settembre 2026
  • Miti

Un tram che si chiama Desiderio: 75 anni di sfida alla censura di Kazan

Scopri come Un tram che si chiama Desiderio di Kazan nel 1951 sfidò i censori…

22 Settembre 2026
  • Festival di Venezia

Venezia 2026: Woman Unknown vince il Leone d’Oro, Mathilde Arcel Coppa Volpi

Woman Unknown di May el-Toukhy vince il Leone d'Oro all'83a Mostra del Cinema di Venezia…

21 Settembre 2026
  • Eventi

Lucca Film Festival 2026: Moretti, Refn e i grandi nomi del cinema europeo

La 22ª edizione del Lucca Film Festival 2026 (26 settembre - 4 ottobre) riunisce Nanni…

20 Settembre 2026
  • Festival di Venezia

Falling House, Mohsen Gharei a Venezia 83: la violenza patriarcale in una prigione domestica

Falling House di Mohsen Gharei alla Mostra di Venezia 83 trasforma la casa in prigione…

18 Settembre 2026