Into the Woods, le fiabe più amate dei fratelli Grimm in chiave moderna sbarcano al cinema

E’ uscito nelle sale cinematografiche italiane ieri, giovedì 2 aprile, Into the Woods, trasposizione di Rob Marshall del capolavoro di Stephen Sondheim (ispirato dalle favole dei fratelli Grimm). I protagonisti sono Emily Blunt, James Corden, Anna Kendrick, Frances De la Tour, Mackenzie Mauzy, Lilla Crawford, Chris Pine, Johnny Depp, Daniel Huttlestone e Meryl Streep (quest’ultima candiata agli Oscar 2015 come Miglior attrice non protagonista proprio per questa interpretazione). La storia inizia con le vicende di un fornaio e sua moglie (interpretati rispettivamente da Corden e dalla Blunt) che non possono avere figli a causa della maledizione che ha lanciato loro la vicina di casa, nonché strega (la Streep), la quale a sua volta è stata colpita da un incantesimo della madre che le ha fatto perdere la giovinezza.

La loro vita s’intreccia a quella di Rapunzel (la Mauzy), “figlia” della strega che vive isolata in una torre, quella di Cappuccetto Rosso (la Crawford) che incontra il lupo (Depp) insidioso e alla moda, quella di Jack (Huttlestone) che arriva sopra le nuvole fra i giganti e quella di Cenerentola (la Kendrick) con la sua scarpetta. Vivere felici e contenti – come insegnano le favole – non è poi così facile, anche per colpa di una gigantessa vendicativa (la De La Tour) e di un principe (Pine) poco affidabile. Una valanga di personaggi. Forse troppi. Le storie di ognuno si mescolano con le altre e in maniera non troppo chiara: il regista non è riuscito a rendere il passaggio delle diverse storie lineare e pulito. C’è sempre qualche stacco di troppo che fa notare la differenza. C’è davvero tanta carne al fuoco e qualche errore è concesso.

Anche perché per il resto ci troviamo di fronte ad una pellicola mai noiosa e che trasporta il pubblico in un mondo incantato. Le interpretazioni degli attori sono perfette, tanto da togliere l’attenzione sulle pecche della regia (forse sarebbe stato meglio tagliare qualche sequenza lenta e superflua rispetto alle altre). La narrazione si basa principalmente sul canto, come ogni musical che si rispetti. Chi ama questo genere sicuramente si innamorerà del film, infatti la maggior parte dei dialoghi viene rappresentata con l’accompagnamento delle noti musicali. A volte i sogni diventano realtà. E’ questo il caso?

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