altadefinizione.tv torna online dopo il sequestro della Guardia di finanza

Come un’araba fenice, altadefinizione.tv è risorto dalle sue ceneri. Stiamo parlando del noto portale per film streaming che era riuscito a veicolare oltre 115mila visitatori unici al giorno, ottenendo dalle varie pubblicità introiti di circa mille euro (sempre al giorno). Aveva anche scalato il ranking nazionale entrando nella top 100 dei siti più visitati in Italia. Poiché faceva della distribuzione di materiale protetto da copryright la sua fonte di guadagno (si parla di migliaia di opere audiovisive, molte delle quali recentissime e offerte in alte definizione), qualche giorno fa e al termine di una complessa indagine – dal nome in codice #Shelter – la Guardia di Finanza di Lecco l’ha chiuso e posto sotto sequestro. Con sollievo di molti operatori del settore. Sollievo che, tuttavia, è durato fin troppo poco. Perché i pirati sono già tornati online. Con il medesimo nome e database e, pare, con diversi titoli attualmente presenti nelle sale. Una procedura nemmeno troppo difficile per chi ci sa fare con la tecnologia.

In pratica è cambiato soltanto il dominio: non è più .tv, ovvero quello che contraddistingue le isole Tuvalu, bensì .li. Cioè il dominio di primo livello nazionale assegnato al Liechtenstein. E voilà, il gioco è fatto. Si ricordi, inoltre, che la piattaforma in questione è nata con il sito filmstream.me, dunque siamo già al terzo cambiamento. La Guardia di Finanza di Lecco – in sinergia con la Procura e le due federazioni, Fpm e Fapav, che tutelano i contenuti audiovisivi e combattono la pirateria musicale e multimediale – aveva trovato la reale ubicazione dei server ospitanti, l’oscuramento delle pagine ha fatto il paio con la denuncia del responsabile (un pregiudicato milanese), tuttavia adesso tutto il lavoro fatto risulta vanificato. E bisogna ricominciare daccapo.

Fino a quando non verranno individuati i tasselli relativi alla nuova architettura informatica, il sito è libero di continuare a macinare visite…

Impostazioni privacy