Paolo Borsellino Essendo Stato: il ricordo di Rai1

19 luglio 1992, la strage di via D’Amelio in cui Paolo Borsellino perse la vita, insieme a 5 agenti della sua scorta. La Rai per il 24esimo anniversario della sua morte manda in onda Paolo Borsellino Essendo Stato.

Un film documentario per non dimenticare il magistrato, diventato simbolo della lotta contro la mafia. Una strage che ha colpito l’Italia intera facendo di Paolo Borsellino un martire che ha sacrificato la propria vita in nome dello Stato. Un docu-film con filmati d’archivio e immagini ricostruite per raccontare la storia di Paolo Borsellino e la sua vita. In onda il 19 luglio 2016, su Rai Storia (ore 21:30) e su Rai1 (ore 23:15, il programma rientra, come ha ricordato il Direttore Generale Campo Dall’Orto, in quelle produzioni di servizio pubblico.

Paolo Borsellino Essendo Stato

Presente nel film documentario Paolo Borsellino Essendo Stato di Ruggero Cappuccio anche parte del discorso che Paolo Borsellino tenne il 31 luglio del 1988, in occasione di una convocazione da parte del CSM (Consiglio Superiore della Magistratura), con l’amico e collega Giovanni Falcone. Oltre quattro ore di discorso in cui il magistrato condannò con convinzione l’inadeguatezza dei mezzi messi in campo dallo Stato contro la mafia. Contento dell’omaggio Rai anche il Presidente del Senato Pietro Grasso che ha voluto condividere un ricordo personalissimo del magistrato su Facebook:

“Sapeva sempre trovare la forza e le ragioni per continuare nel proprio lavoro, anche quando i rischi connessi alla professione avevano lasciato spazio alla certezza che presto sarebbe stato ucciso. Il ricordo della sua inesauribile tenacia mi conforta quando la mente si concentra sui pezzi di verità che mancano per ricomporre la storia dietro la stagione delle stragi: ventiquattro anni diventano improvvisamente un tempo lunghissimo e doloroso, un fardello insopportabile che scuote la coscienza di tutti i cittadini che hanno a cuore il presente e il futuro del nostro Paese”. E ancora: “Le vittime innocenti della mafia, gli uomini e le donne delle forze dell’ordine caduti, le persone che facevano il tifo per Giovanni e Paolo ai tempi del maxiprocesso e che non hanno smesso di impegnarsi per la legalità chiedono a gran voce che sia fatta giustizia. Lo dobbiamo a ciascuno di loro, a noi stessi, alla memoria di Paolo e di chi ha perso la vita onorando il rischioso compito di proteggerlo: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina, Vincenzo Fabio Li Muli”.

Photo Credits Facebook

 

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