Parla d’amore, e di tutti quei guai che un sentimento tanto profondo porta con sé, questa commedia autobiografica di Tonino Abballe che ha scelto di dirigere ma anche interpretare “Quel venerdì 30 dicembre”, appena uscita nelle sale cinematografiche italiane.
E’ la storia di un uomo che ha una tipografia dove stampa e realizza materiale per il grande schermo. Con lui lavorano sua moglie, la sua ex moglie e i suoi figli. La vita di questa famiglia allargata ha trovato un suo equilibrio e scorre in armonia fino a quando viene assunta una nuova assistente personale che sconvolgerà ogni logica familiare.
Amori si trasformeranno in amicizia, i legami verranno messi a dura prova, la passione travolgerà quello che sembrava un microcosmo perfetto. Co-direttore della pellicola Dario Germani, nel cast oltre a Tonino Abballe Claudia Salvatore, Valentina Ghetti, Maria Tona, Beatrice Faenza, Pietro Rebora e Francesco Russo.
“Con questa storia che ho voluto assolutamente trasformare in un film”, ha raccontato Abballe, “ho cercato di dimostrare che si può vivere in una famiglia allargata senza tribunali, giudici, avvocati, alimenti. Non è necessario che finisca tutto come nella “Guerra dei Roses”, ci vuole buon senso e una visione ampia della vita. Si può divorziare felicemente, lo dico con cognizione di causa”.
Il suo personaggio è quello di un uomo che vede i rapporti attraverso gli occhi di un bambino mai cresciuto. Il tema è delicato e attuale, quello del rapporto tra chi è appena arrivato e chi già c’era nelle famiglie “moderne”. C’è la tipografia a conduzione familiare che impegna la famiglia “vecchia” e quella “nuova”, c’è il lavoro che aumenta a dismisura, c’è l’esigenza di assumere una ragazza “nuova” che metterà d’accordo tutte e due le “consorti” nel metterela in difficoltà. Lei, la “neoassunta”, farà la sua parte portando scompiglio nella vita di tutti: perché, come succede nella vita vera, c’è sempre qualcosa che sfugge a ogni controllo
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