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5 film sconvolgenti su Netflix: il cinema degli eccessi disponibile in streaming

L’emergenza sanitaria ci ha costretti a modificare radicalmente le nostre abitudini. La necessità di passare il tempo a casa ha di conseguenza spinto ciascuno di noi a trovare modi alternativi per impiegare le proprie giornate. Ammettiamolo, la soluzione su cui la maggior parte delle persone ha deciso di ripiegare è stata proprio lo streaming. E Netflix è sicuramente il primo nome che viene in mente.

Addentrandosi nei meandri della piattaforma, si possono trovare contenuti variegati, di diversi generi e per tutti i gusti. Continuando a cercare più a fondo, tuttavia, è possibile scorgere anche film più “selettivi“, per definirli in altro modo, non adatti a una grande platea. Si tratta di pellicole che, per certi versi, sono state definite controverse, suscitando reazioni di perplessità e, talvolta, di shock, in chi le ha viste. Di seguito, dunque, riportiamo quelli che, a nostro avviso, sono i 5 film più sconvolgenti su Netflix.

5. Animas (José F. Ortuño, Laura Alvea, 2018)

Basato sull’omonimo romanzo di José F. Ortuño, che si è occupato anche della sceneggiatura e della regia insieme a Laura Alvea, Animas è un thriller-horror dai risvolti inaspettati. Abraham (Iván Pellicer) e Álex (Clare Durant) sono i giovani protagonisti. I due amici, accomunati da un’infanzia segnata dagli abusi, si danno forza l’un l’altro, fino a quando lui comincerà a frequentare Anchi, una coetanea. L’ingresso della ragazza nelle loro vite segnerà una rottura nell’equilibrio tra i personaggi principali. Álex comincerà infatti ad avere comportamenti autodistruttivi, in un vortice che la getterà sempre più nella follia. La pellicola, targata Netflix, gioca su atmosfere claustrofobiche, assistendo inoltre a forti contrasti cromatici, con il fine di restituire una sensazione di alienazione.

4 Il buco (El hoyo, Galder Gaztelu-Urrutia, 2019)

Thriller di matrice spagnola, Il buco è ambientato in una strana prigione spagnola sviluppata in altezza, in cui i detenuti dei piani alti si nutrono in maniera migliore rispetto a quelli dei piani sottostanti. I piani sono messi in comunicazione attraverso un buco, tramite il quale passa il cibo. Una situazione che comincerà a stare stretta a Goreng, volontario che entrerà nella prigione e si adopererà affinché le cose cambino. La pellicola Netflix, diretta da Galder Gaztelu-Urrutia gioca particolarmente sull’austerità della prigione, conferendo anche in questo caso un forte senso di alienazione e claustrofobia. Il film offre inoltre una riflessione sul concetto di lotta di classe, arricchita tuttavia da dettagli visivi alquanto espliciti.

3 Pelle (Pieles, Eduardo Casanova, 2017)

A tratti film surrealista, a tratti d’avanguardia Pelle ha sicuramente colpito il pubblico. Il film gioca molto a livello visivo, mostrando personaggi con evidenti deformità fisiche, in una sorta di omaggio a Freaks di Tod Browning. Storie diverse tra di loro, la pellicola mostra la reciproca difficoltà nell’integrarsi, in una trama che offre un progressivo distacco dalla realtà. Ma che, al contempo, ragiona sulla voglia di sentirsi appagati e soddisfatti di se stessi.

2 The Neon Demon (Nicolas Winding Refn, 2016)

Diretto da Nicolas Winding Refn, è stato sicuramente tra i film più controversi del 2016. Presentato in concorso al Festival di Cannes 2016, The Neon Demon ha ricevuto forti contestazioni durante la proiezione, tra fischi e urla. Le vicende, incentrate sulla giovane Jesse (Elle Fanning), aspirante modella, cominciano a prendere una brutta piega nel momento in cui la ragazza si ritrova ad aver successo, a scapito di altre colleghe, prive di scrupoli. Fotografia eccelsa e un uso delle luci che richiama (esplicitamente) il Suspiria di Dario Argento impreziosiscono le scene controverse del film. In un misto tra intimità e violenza esplicite, Refn non ci fa mancare proprio nulla.

1 Love (Gaspar Noé, 2015)

Bisogna ammetterlo, a Gaspar Noé piace suscitare scalpore. Il controverso regista di Irréversible e Climax ha presentato in occasione del Festival di Cannes 2015 la pellicola, che ha ovviamente creato scandalo. Il film mostra il rapporto controverso tra Murphy (Karl Glusman) e Electra (Aomi Muyock), giunto al termine dopo che lui l’ha tradita con Omi (Klara Kristin), rimasta poi incinta. Love ne ripercorre le vicende mostrando, senza esclusione di colpi, le vicissitudini private in scene non simulate di intimità che hanno fatto gridare allo scandalo. Come, d’altronde, per ogni lungometraggio diretto dal regista francese.

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Lorenzo Cosimi

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