Alec Baldwin, altri guai: finirà davanti al Gran Giurì

L’attore americano, accusato di omicidio colposo durante le riprese del film “Rust”, sarà giudicato da una giuria popolare composta da 23 elementi.

Nuovi e importanti fatti sono venuti a galla nel caso Alec Baldwin. Stando ai pm dello Stato del New Mexico, “ulteriori fatti sono venuti alla luce”. Per questo motivo Alec Baldwin finirà davanti a un Gran Giurì. Il tutto risale ovviamente all’epoca delle riprese del film “Rust“. In una dichiarazione, i procuratori speciali Kari Morrissey e Jason Lewis hanno dichiarato che porteranno il caso davanti ai 23 giurati entro i prossimi due mesi. Per l’esame delle accuse penali.

Dopo approfondite indagini negli ultimi mesi, sono venuti alla luce ulteriori fatti che riteniamo dimostrino che il signor Baldwin abbia commesso un crimine nella morte di Halyna Hutchins“, hanno affermato nella dichiarazione. “Crediamo che la linea di condotta appropriata sia quella di consentire a un gruppo di cittadini del New Mexico di determinare da qui se il signor Baldwin debba essere arrestato per affrontare un processo penale“.

L’avvocato di Baldwin, Luke Nikas, ha definito la decisione “fuori luogo” e ha detto che avrebbe discusso il caso in tribunale. “È un peccato che una terribile tragedia si sia trasformata in questo procedimento giudiziario fuorviante“, ha affermato. “Risponderemo a qualsiasi accusa in tribunale“. Halyna Hutchins, direttrice della fotografia di “Rust”, è stato uccisa durante le riprese del film, western girato vicino a Santa Fe. A toglierle la vita è stato un proiettile sparato dalla Colt .45 di Baldwin, che però ha sempre negato di aver tirato il grilleto. Nella stessa circostanza anche il regista, Joel Souza, è rimasto ferito.

Alec Baldwin, l’accusa di omicidio e la ricostruzione di quanto accaduto sul set

Dopo più di un anno di indagini, Baldwin è stato accusato di omicidio colposo lo scorso gennaio. Ma le accuse erano state ritirate in aprile, alla vigilia di un’udienza preliminare, dopo che gli avvocati della difesa dell’attore avevano sollevato dubbi sul corretto funzionamento della pistola. Da allora i pm speciali hanno inviato la pistola per ulteriori esami forensi. Ad un certo punto, hanno dichiarato attraverso una nota ufficiale che Baldwin sarebbe stato nuovamente accusato nel caso in cui fosse stato stabilito che la pistola funzionasse correttamente.

Alec Baldwin e George Stephanopoulos
L’intervista rilasciata da Alec Baldwin a George Stephanopoulos (velvetcinema.it) – Ansa Foto

Anche Hannah Gutierrez, l’armaiolo del film, è accusata di omicidio colposo e manomissione di prove nel caso. A febbraio verrà processata a Santa Fe e, se condannata, rischia fino a tre anni di carcere. Il caso ha subito una serie di intoppi legali: le accuse infatti iniziali prevedevano un aumento della pena a cinque anni per uso di arma da fuoco. Aumento poi abbandonato dal momento che è emerso che la legge non era in vigore al momento della sparatoria.

Andrea Reeb, il primo procuratore speciale, si è dimessa dal caso dopo che gli avvocati di Baldwin hanno sostenuto che non poteva essere d’aiuto sia come pubblico ministero che come legislatore statale. Mary Carmack-Altwies, il procuratore distrettuale eletto di Santa Fe, si è poi tirata indeitro quando un giudice ha stabilito che non poteva collaborare con un pubblico ministero speciale per gestire il caso.

Carmack-Altwies aveva detto che il suo ufficio era troppo a corto di personale per gestire il caso senza un aiuto esterno. Anche l’investigatore del procuratore distrettuale, Robert Shilling, ha scritto un’email criticando l’ufficio dello sceriffo di Santa Fe per aver gestito male le indagini.

A inviare quella email è stata inavvertitamente la difesa. Anche la Colt .45 è stata rotta durante i test dell’FBI nel 2022, spingendo la difesa a sostenere che le prove fossero state irrimediabilmente alterate.

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