C’è un modo infallibile per capire quanto un festival ci tenga davvero all’animazione: guardare cosa sceglie per aprire i battenti. E la 24ª edizione di Alice nella Città — la sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma dedicata alle giovani generazioni — ha deciso di alzare il sipario nel modo più spettacolare possibile, affidando il titolo inaugurale a Wildwood, il nuovo film in stop-motion di Travis Knight prodotto da LAIKA. Un segnale fortissimo, per il panorama festivaliero italiano, che l’animazione di qualità non è più un genere da relegare nelle matinée per bambini, ma un cinema adulto, ambizioso e capace di dialogare con i migliori autori del grande schermo. Il connubio tra wildwood alice nella città 2026 promette di essere uno dei momenti più attesi dell’autunno cinematografico romano.
Alice nella Città 2026: ventiquattro edizioni di sguardi giovani e coraggiosi
Dal 13 al 25 ottobre 2026, Roma si trasforma ancora una volta nel punto di riferimento europeo per il cinema dedicato alle nuove generazioni. Alice nella Città è una realtà consolidata nel panorama festivaliero internazionale: nata come propaggine della Festa del Cinema, nel tempo ha conquistato una propria identità autonoma, capace di attirare titoli di prima grandezza e di costruire un dialogo autentico con il pubblico più giovane senza scendere mai a compromessi sulla qualità. La 24ª edizione porta con sé dodici film in competizione internazionale, una selezione che già nei titoli rivela una vocazione all’eterogeneità e all’ambizione. Il festival sa bene che il cinema per ragazzi non significa cinema facile: significa cinema necessario, capace di parlare di crescita, paura, meraviglia e identità con una sincerità che spesso il cinema “adulto” si dimentica di avere.
Scegliere Wildwood come film d’apertura non è dunque una decisione casuale. È una dichiarazione d’intenti precisa: l’animazione artigianale, quella che richiede anni di lavoro manuale e una visione autoriale rigorosa, merita lo stesso rispetto e la stessa vetrina dei film in live action più blasonati. E LAIKA, da questo punto di vista, è una garanzia assoluta.
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LAIKA e Travis Knight: l’artigianato dello stop-motion come forma d’arte
LAIKA è probabilmente lo studio di animazione in stop-motion più importante al mondo in questo momento. Ogni film che porta il suo marchio è il risultato di un processo creativo estenuante e meraviglioso insieme, in cui ogni singolo fotogramma viene costruito a mano, pupazzo per pupazzo, centimetro per centimetro. È un cinema che si vede e si sente: c’è una fisicità nelle immagini LAIKA che nessun rendering digitale riesce a replicare, una texture del reale che entra negli occhi e non li lascia più.
Alla guida di Wildwood c’è Travis Knight, figura di spicco nello studio e regista che conosce profondamente il linguaggio di questa forma d’arte. Knight porta con sé una sensibilità narrativa capace di bilanciare avventura e profondità emotiva, costruendo mondi che sembrano usciti da un sogno lucido — bellissimi e inquietanti in ugual misura. Con Wildwood, il regista si immerge in una storia di foreste magiche, fratelli da salvare e creature straordinarie, confermando la vocazione di LAIKA per le narrazioni che non temono di guardare in faccia l’oscurità.
La storia: Prue, Curtis e i segreti del bosco proibito
Al centro di Wildwood c’è Prue, una ragazza che si ritrova catapultata in un bosco magico dopo che il suo fratellino neonato viene rapito da un gruppo di corvi guidati da una misteriosa figura chiamata Alexandra. Al suo fianco c’è Curtis, e insieme i due si addentrano in un mondo selvaggio e meraviglioso, popolato di creature e misteri, per portare a casa il bambino scomparso. È una struttura narrativa archetipica — il viaggio dell’eroe, la discesa nel mondo altro, il legame familiare come motore dell’azione — ma nelle mani di LAIKA questi archetipi vengono sempre reinventati con una grazia visiva e una densità emotiva che li rendono freschi e urgenti.
A dare voce ai personaggi è un cast vocale di assoluto livello, che trasforma già la sola lettura dei nomi in un evento: Peyton Elizabeth Lee e Jacob Tremblay interpretano i due protagonisti, mentre intorno a loro si dispiegano talenti come Carey Mulligan, Mahershala Ali, Angela Bassett, Awkwafina, Jake Johnson, Charlie Day, Amandla Stenberg e Jemaine Clement. Un ensemble di questa portata dice molto sulle ambizioni del progetto: non si tratta di un prodotto pensato per fare cassa con i nomi, ma di un film che ha saputo attrarre attori seri, convinti dalla forza della storia e dalla reputazione dello studio.
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Wildwood ad Alice nella Città 2026: perché questa apertura conta
Nel contesto del festival romano, la scelta di Wildwood come titolo d’apertura di wildwood alice nella città 2026 ha un peso specifico che va oltre il singolo film. Significa che Alice nella Città continua a posizionarsi come uno degli spazi più sensibili e avvertiti d’Europa quando si tratta di riconoscere il valore artistico dell’animazione. In un momento in cui i grandi studios americani hanno in parte rallentato la produzione di animazione tradizionale e artigianale, LAIKA resiste e prospera proprio perché non ha mai ceduto alla tentazione del digitale facile. Ogni pellicola è una scommessa enorme in termini di tempo, risorse e passione — e il fatto che un festival come Alice nella Città scelga di aprire la sua 24ª edizione con questo tipo di cinema è un atto culturale oltre che curatoriale.
Per il pubblico romano e per i cinefili che seguono il festival, significa avere l’opportunità di vedere un film atteso su grande schermo, in un contesto di celebrazione collettiva del cinema. L’animazione in stop-motion, più di qualsiasi altro formato, guadagna qualcosa di speciale nella sala buia: la texture dei materiali, la luce che cade sui pupazzi, la profondità di campo costruita artigianalmente — tutto questo si amplifica su uno schermo grande, in una sala vera, con una platea che respira insieme. Per approfondire il programma completo della manifestazione, qui trovate tutti i dettagli sull’edizione 2026 di Alice nella Città.
Un autunno da non perdere per gli appassionati di animazione
Il fatto che Wildwood apra la 24ª edizione di Alice nella Città non è solo una buona notizia per i frequentatori del festival: è un indicatore di salute per l’intero ecosistema dell’animazione d’autore in Italia. Quando un festival di questa levatura decide di mettere in prima fila uno stop-motion artigianale prodotto da uno studio indipendente, con un cast vocale stellare e una storia che non ha paura della complessità, sta dicendo qualcosa di preciso al mercato e al pubblico: questo cinema merita attenzione, rispetto e una poltrona in prima fila.
Travis Knight e LAIKA hanno costruito negli anni una filmografia coerente e ambiziosa, e Wildwood si inserisce in questa traiettoria con tutta la forza di una storia ben raccontata e di un artigianato visivo senza eguali. Alice nella Città ha avuto il fiuto giusto, e l’edizione 2026 — con i suoi dodici film in competizione internazionale e un’apertura di questo calibro — si annuncia come una delle più ricche e stimolanti degli ultimi anni. Mettetevi comodi: l’autunno cinematografico romano è appena cominciato, e ha già un film da non perdere.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








