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I diavoli al cinema dal 19 ottobre 2026: cosa sapere

C’è un film che per decenni ha fatto paura — non nel senso del brivido facile, ma nel senso più profondo e scomodo del termine: paura di guardarlo, paura di distribuirlo, paura persino di lasciarlo integro. I diavoli di Ken Russell, capolavoro maledetto del 1971, torna finalmente sul grande schermo grazie a una straordinaria riedizione cinematografica. Per chi si interessa a i diavoli cinema 2026, le date da cerchiare in rosso sono quelle del 19, 20 e 21 ottobre: tre giorni soltanto, in cinema selezionati, per vedere — forse per la prima volta in assoluto — il film così come il suo autore lo aveva concepito oltre cinquant’anni fa.

Un film nato sotto una cattiva stella — e rimasto lì per mezzo secolo

Per capire perché questo evento sia così eccezionale, bisogna ripercorrere la storia tormentata di un’opera che non ha mai smesso di fare discutere. I diavoli è un film del 1971 co-prodotto, scritto e diretto da Ken Russell, liberamente tratto dall’omonima trasposizione teatrale di John Whiting, che a sua volta si basava sul romanzo storico I diavoli di Loudun di Aldous Huxley. Al centro della storia c’è una vicenda realmente accaduta: la presunta possessione demoniaca di massa che scosse un convento di Orsoline nella cittadina francese di Loudun nel 1634.

Russell non si limitò a ricostruire quell’episodio con fedeltà documentaristica: lo trasformò in un atto d’accusa feroce, visivamente esplosivo, contro la complicità tra Chiesa e potere politico. Il risultato fu un film che scandalizzò censori e distributori in tutto il mondo, subendo tagli, divieti e manipolazioni che ne alterarono profondamente la struttura. Per decenni, la versione integrale così come Russell la aveva immaginata rimase inaccessibile al grande pubblico, relegata in archivi e proiezioni rarissime.

La Director’s Cut restaurata in 4K: cosa vedremo nei cinema

La riedizione che arriva nelle sale italiane nell’ottobre 2026 non è una semplice rimasterizzazione tecnica: è la restituzione di un’opera nella sua forma autentica. La versione restaurata in 4K è la Director’s Cut integrale, finora inedita per il grande pubblico, così come concepita da Ken Russell nel 1971. La ricostruzione di questa versione fu realizzata nel 2004 sotto la supervisione dello stesso regista e del montatore Michael Bradsell, il che conferisce all’operazione una legittimità filologica difficilmente contestabile: non si tratta di un’interpretazione postuma, ma di un lavoro condotto con chi quel film lo aveva costruito fotogramma per fotogramma.

👉 Leggi anche: I diavoli (The Devils): al cinema dal 19 ottobre 2026

Vedere I diavoli in questa forma significa dunque confrontarsi con l’intenzione originale di Russell nella sua interezza, senza le mutilazioni imposte dalla censura. Per chi ha conosciuto il film soltanto attraverso le versioni circolate nel corso degli anni — spesso incomplete e di qualità tecnica discutibile — l’esperienza in sala promette di essere qualcosa di radicalmente diverso. Il restauro in 4K garantisce una resa visiva all’altezza di una fotografia firmata da David Watkin, direttore della fotografia Premio Oscar, capace di creare immagini di una bellezza perturbante che amplificano ogni eccesso e ogni momento di raccoglimento con pari intensità.

Un cast e una troupe che hanno fatto la storia del cinema

Parlare de I diavoli significa anche parlare di alcune delle presenze più straordinarie del cinema britannico degli anni Settanta. Oliver Reed interpreta Urbain Grandier, il sacerdote al centro dello scandalo di Loudun: un uomo ambizioso, contraddittorio, capace di grandezza e di debolezza in egual misura. Reed portò in quel ruolo tutta la sua fisicità magnetica e una profondità emotiva che ancora oggi lascia senza parole. Al suo fianco, Vanessa Redgrave nei panni di Suor Jeanne des Anges, la priora ossessionata da Grandier: una performance di una potenza devastante, che Redgrave costruisce attraverso il corpo e lo sguardo in modo che raramente si è visto replicare.

Ma il film è anche il luogo in cui un giovane Derek Jarman fece il suo debutto nel lungometraggio come scenografo. Il futuro regista di Sebastiane e Caravaggio disegnò per Russell una Loudun immaginaria e straniante — bianca, geometrica, quasi astratta — che contribuisce in modo determinante all’effetto allucinatorio del film. È impossibile non vedere in quelle scenografie il germe di un’estetica che Jarman avrebbe sviluppato per tutta la sua carriera: la collaborazione con Russell fu, in questo senso, una palestra fondamentale.

Il percorso del restauro: da Cannes a Bologna, fino alle sale italiane

Prima di arrivare nei cinema italiani nell’ambito de i diavoli cinema 2026, la Director’s Cut restaurata ha percorso un cammino significativo nel circuito dei festival e delle rassegne di qualità. Il film è stato presentato al 79º Festival di Cannes, uno dei palcoscenici più autorevoli al mondo, dove la sua apparizione ha riacceso l’interesse della critica internazionale e confermato la statura del film come opera imprescindibile della storia del cinema. Successivamente, il restauro è passato per Il Cinema Ritrovato di Bologna, la manifestazione dedicata proprio al recupero e alla valorizzazione del patrimonio cinematografico, dove ha potuto raggiungere un pubblico di cinefili e studiosi particolarmente sensibile a questo tipo di operazione.

Questo percorso non è casuale: sottolinea come la riedizione de I diavoli non sia un semplice evento commerciale, ma un progetto culturale che ha ricevuto il riconoscimento delle istituzioni cinematografiche più prestigiose. Arrivare nelle sale italiane dopo Cannes e Bologna significa portare al pubblico un’opera già validata dal giudizio dei più esigenti.

👉 Leggi anche: Una giornata maledettamente buona: al cinema dall'11 ottobre 2026

Dove e quando vedere il film: le proiezioni in programma

Per chi vuole vivere l’esperienza de I diavoli in versione integrale e restaurata, le opportunità in Italia sono limitate ma ben definite. Le proiezioni confermate si svolgono in due sedi:

  • Il Cinema La Compagnia di Firenze ospita le proiezioni il 19 e 20 ottobre 2026, in lingua originale. Si tratta di una delle sale d’essai più importanti del centro Italia, perfetta per un’opera di questo calibro.
  • Il Cinema Teatro 4 Mori propone proiezioni il 19, 20 e 21 ottobre alle ore 19.00, in versione originale sottotitolata in italiano: una scelta che permette di godere delle performance di Reed e Redgrave nella loro lingua autentica, senza la mediazione del doppiaggio.

La finestra di programmazione è deliberatamente stretta — tre giorni al massimo — il che rende queste proiezioni un evento da non rimandare. Chi ha già perso occasioni simili in passato sa bene quanto sia raro che opere di questa rarità tornino in sala a breve distanza. Per informazioni aggiornate sulla programmazione e per verificare eventuali ulteriori cinema aderenti, è possibile consultare la pagina ufficiale del Cinema La Compagnia.

Perché questo film conta ancora, cinquantacinque anni dopo

La domanda che molti si pongono di fronte a una riedizione come questa è legittima: perché un film del 1971 dovrebbe interessare il pubblico di oggi? La risposta, nel caso de I diavoli, è meno scontata di quanto sembri. Il film di Ken Russell non è soltanto un documento storico su come il cinema potesse essere radicale e trasgressivo in quell’epoca: è un’opera che denuncia meccanismi di potere — la strumentalizzazione della religione, la costruzione del capro espiatorio, la complicità tra istituzioni ecclesiastiche e politiche — che non appartengono affatto soltanto al Seicento francese.

La vicenda di Loudun nel 1634 diventa nelle mani di Russell una metafora universale: l’individuo schiacciato da forze che lo usano e lo distruggono, la massa manipolata dall’isteria collettiva, il potere che si serve del sacro per legittimare l’arbitrio. Sono temi che Aldous Huxley aveva già individuato nel suo romanzo, che John Whiting aveva tradotto per il teatro, e che Russell aveva portato sullo schermo con un’urgenza visiva e politica che non si è affievolita. Vedere il film oggi, nella sua versione integrale e restaurata, significa confrontarsi con un’opera che non ha perso nulla della sua capacità di disturbare e di interrogare.

Tre giorni, poche sale, un’opera che per decenni è stata tenuta lontana dagli occhi del pubblico nella sua forma completa: I diavoli torna al cinema con tutta la forza di un film che non ha mai smesso di essere necessario. Mettetevi comodi — o forse no.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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Redazione Velvet

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