C’è un nome nel mondo dell’animazione che, ogni volta che torna, fa drizzare le antenne ai cinefili più attenti: LAIKA. Lo studio di Portland ha costruito la propria leggenda a colpi di stop-motion visionaria, personaggi indimenticabili e una capacità rara di parlare ai bambini senza mai smettere di emozionare gli adulti. Ebbene, il wildwood film 2026 che sta per arrivare nelle sale italiane — Wildwood – I segreti del bosco proibito — è esattamente il tipo di evento che merita di essere vissuto al cinema, grande schermo e buio totale, senza scorciatoie. L’appuntamento è fissato per il 22 ottobre 2026, distribuito da Notorious Pictures, e già la premiere italiana al festival Alice nella Città il 14 ottobre ha acceso l’entusiasmo di chi ha avuto la fortuna di vederlo in anteprima.
Un romanzo, un bosco proibito e una storia che aspettava il grande schermo
Tutto nasce da un libro. Nel 2011, Colin Meloy — frontman dei Decemberists — e la sua compagna Carson Ellis, illustratrice di talento, pubblicano Wildwood, primo volume di una trilogia young adult ambientata in un bosco misterioso alle porte di Portland. Il romanzo costruisce un universo fantastico denso, con fazioni in conflitto, creature straordinarie e una protagonista capace di tenere testa a tutto. Per quindici anni quel libro ha aspettato la sua trasposizione cinematografica; adesso, grazie alla penna di Chris Butler e alla macchina artigianale di LAIKA, quella storia diventa finalmente immagine in movimento.
La trama segue Prue, una ragazza che assiste a qualcosa di inimmaginabile: un volo di corvi rapisce il suo fratellino e lo porta oltre i confini della città, in un bosco proibito che nessuno dovrebbe attraversare. Prue non si arrende. Si addentra in quel territorio sconosciuto e scopre un universo nascosto, popolato da creature fuori dall’ordinario e attraversato da fazioni in lotta tra loro. La missione di salvataggio diventa un viaggio di formazione, con tutto ciò che questo comporta: alleanze inattese, tradimenti, scelte che pesano. È il classico schema dell’avventura coming-of-age, ma filtrato attraverso la sensibilità visiva e narrativa che ha reso LAIKA un nome unico nel panorama dell’animazione mondiale.
La firma di Travis Knight e il peso di una carriera
Dietro la macchina da presa — o meglio, dietro l’infinita pazienza richiesta dalla stop-motion — c’è Travis Knight, regista e figura centrale nella storia stessa di LAIKA. Il suo esordio alla regia, Kubo e la spada magica del 2016, è ancora oggi considerato uno dei vertici assoluti dell’animazione in stop-motion: un film che univa la bellezza formale di certa animazione giapponese alla profondità emotiva delle grandi fiabe occidentali, ottenendo una nomination all’Oscar per il Miglior Film d’Animazione — come, peraltro, tutti i lungometraggi prodotti da LAIKA nella loro storia. Non è un dettaglio trascurabile: ogni singolo film dello studio ha ricevuto una nomination all’Academy Award per il Miglior Film d’Animazione. È un record di coerenza qualitativa che pochi studi al mondo possono vantare.
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Knight, nel 2026, è tornato alla regia anche con Masters of the Universe, dimostrando una versatilità che spazia tra registri molto diversi. Con Wildwood, però, torna al territorio che conosce meglio: l’animazione artigianale, il fotogramma costruito a mano, la magia silenziosa e meticolosa della stop-motion. E la sceneggiatura affidata a Chris Butler — già autore di ParaNorman, altro titolo LAIKA di culto — garantisce una scrittura che sa bilanciare avventura, umorismo e profondità emotiva senza mai cedere alla superficialità.
La stop-motion di LAIKA: un’arte che non smette di stupire
Vale la pena fermarsi un momento su quello che significa, concretamente, fare un film in stop-motion nel 2026. Non si tratta semplicemente di una tecnica “antica” contrapposta al digitale: LAIKA ha sempre saputo ibridare il lavoro artigianale con le tecnologie più avanzate, creando un linguaggio visivo che è insieme antico e modernissimo. Ogni personaggio è costruito fisicamente, ogni scena viene animata fotogramma per fotogramma, ogni espressione facciale è il risultato di ore di lavoro certosino. Il risultato ha una texture, una presenza quasi tattile, che il CGI più sofisticato fatica a replicare.
Per Wildwood – I segreti del bosco proibito, la sfida è particolarmente ambiziosa: il romanzo di Meloy ed Ellis è ricco di ambientazioni diverse, creature bizzarre, paesaggi che cambiano registro visivo a ogni capitolo. Tradurre quella varietà in stop-motion richiede una capacità produttiva e una visione artistica fuori dal comune. Con una durata di 139 minuti, il film si presenta come un’opera di respiro lungo, che non ha paura di prendersi il tempo necessario per costruire il suo mondo e i suoi personaggi. Non è un film pensato per tenere i bambini fermi venti minuti: è un’avventura vera, con la complessità narrativa che quella parola dovrebbe sempre implicare.
Il wildwood film 2026 apre Alice nella Città: un debutto italiano di prestigio
Prima di arrivare in sala il 22 ottobre, Wildwood – I segreti del bosco proibito ha già fatto la sua prima italiana in un contesto di tutto rispetto. Il film è stato scelto come film d’apertura della 24ª edizione di Alice nella Città, la sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma dedicata al cinema per ragazzi e famiglie. La proiezione inaugurale si è tenuta il 14 ottobre 2026 al Teatro Sistina di Roma, come Special Event Fuori Concorso.
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Alice nella Città è da anni uno dei festival europei più attenti alla qualità del cinema per giovani spettatori, e aprire la sua edizione con un film LAIKA non è una scelta casuale: è il riconoscimento di uno studio che ha saputo elevare l’animazione a forma d’arte senza mai perdere il contatto con il suo pubblico naturale. Per il wildwood film 2026, una vetrina del genere rappresenta il modo migliore per arrivare al grande pubblico italiano con la consapevolezza e l’attenzione che merita.
Il passaggio da Alice nella Città alle sale di tutta Italia, grazie alla distribuzione di Notorious Pictures, è dunque un percorso pensato con cura: prima il festival, poi il cinema. Un modo per costruire l’attesa senza bruciarla, per lasciare che il passaparola faccia il suo lavoro prima che le luci si spengano in migliaia di sale contemporaneamente.
Perché vale la pena non perderlo
Ci sono film d’animazione che si vedono e si dimenticano, e ci sono film d’animazione che restano. LAIKA ha sempre lavorato nella seconda categoria: Coraline, Kubo e la spada magica, ParaNorman sono titoli che i cinefili citano ancora oggi con rispetto e affetto genuino. Wildwood – I segreti del bosco proibito arriva con tutte le premesse per inserirsi in quella lista.
La fonte letteraria è solida: il romanzo di Colin Meloy e Carson Ellis ha costruito un universo narrativo ricco e originale, con una protagonista femminile forte e un immaginario che non si appoggia ai soliti archetipi. La regia di Travis Knight garantisce una visione coerente e ambiziosa. La sceneggiatura di Chris Butler assicura che quella visione trovi una forma narrativa efficace. E la tecnica di LAIKA — ogni fotogramma un piccolo miracolo artigianale — promette immagini che difficilmente si dimenticheranno in fretta. Per approfondire la storia e la filmografia dello studio, il sito ufficiale di LAIKA è il punto di partenza più completo.
Con 139 minuti di durata, Wildwood non è un film da consumare distrattamente su uno schermo piccolo: è pensato per il buio di una sala, per quella sospensione del tempo che solo il cinema sa dare. Dal 22 ottobre 2026, nelle sale italiane con Notorious Pictures, il bosco proibito apre i suoi cancelli. Mettetevi comodi, spegnete il telefono e lasciatevi portare dall’altra parte.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








