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Deva Cassel e il Fantasma dell’Opera: quando l’amore immortale torna al cinema

C’è un titolo che già da solo evoca atmosfere gotiche, palcoscenici avvolti nella penombra e amori destinati a bruciare per sempre: L’amore immortale, il film diretto da Alexandre Castagnetti che ha fatto il suo ingresso trionfale alla Festa del Cinema di Roma 2026 con una protagonista che porta sullo schermo tutta la grazia di una ballerina e la presenza magnetica di una stella nascente. Parliamo di Deva Cassel, volto centrale di questo atteso adattamento liberamente ispirato al mondo creato da Gaston Leroux, e di un film che si candida a essere uno degli eventi cinematografici più discussi della stagione autunnale italiana.

Un classico gotico riletto per la Parigi di oggi

Quando si parla di Le Fantôme de l’Opéra, la mente corre inevitabilmente a un immaginario preciso: candelabri, maschere, catacombe buie sotto un teatro sontuoso, la voce di una soprano che risuona nell’oscurità. Castagnetti e la co-sceneggiatrice Camille Fontaine hanno avuto il coraggio — e la lucidità — di spostare tutto questo nella Parigi dei giorni nostri, senza però tradire l’anima romantica e perturbante che Leroux aveva infuso nel suo romanzo originale. Il risultato, stando a quanto emerge dalla presentazione in anteprima, è un reimagining moderno, romantico e fantastico che non si limita a spolverare un classico, ma lo reinterpreta con una sensibilità tutta contemporanea.

La scelta della contemporaneità non è solo una trovata scenografica. Ambientare la storia oggi significa confrontarsi con un pubblico che conosce già mille versioni del Fantasma — dal romanzo del 1910 al celeberrimo musical di Andrew Lloyd Webber, fino ai vari adattamenti cinematografici — e che quindi va sorpreso, coinvolto, sedotto in modo nuovo. Castagnetti sembra aver puntato proprio su questo: prendere un mito letterario intramontabile e chiedersi cosa succederebbe se lo calassimo nelle strade, nei teatri e nelle ossessioni del presente.

Deva Cassel è Anastasia: una ballerina tra arte e mistero

Al centro de l’amore immortale film c’è Anastasia, una giovane ballerina che entra a far parte del prestigiosissimo Opéra de Paris. Deva Cassel porta sullo schermo questo personaggio con una fisicità che si intuisce perfettamente calibrata al ruolo: la danza, la disciplina, la vulnerabilità di chi entra in un mondo grandioso e spietato. La trama si infittisce quando Anastasia si ritrova a provare un’opera maledetta intitolata L’Orpheus, che si dice sia stata composta dal Fantasma dell’Opera in persona — un dettaglio narrativo di grande efficacia, perché sovrappone due miti classici, quello del Fantasma e quello di Orfeo, creando una risonanza mitopoietica potente.

→ Leggi anche: Festa del Cinema di Roma: i film da non perdere della ventunesima edizione

Nel mezzo di tutto questo, Anastasia si innamora di un misterioso pianista, figura che nella migliore tradizione del gotico romantico è insieme affascinante e inquietante. È qui che l’amore immortale del titolo prende forma: non come sentimento sdolcinato, ma come forza oscura e irresistibile, capace di trascinare i protagonisti oltre i confini del razionale. Castagnetti e Fontaine sembrano aver costruito la sceneggiatura proprio attorno a questa tensione tra il mondo visibile dell’arte — il balletto, la musica, il palcoscenico — e quello invisibile dell’ossessione e del desiderio.

Un cast che mescola generazioni e talenti

Intorno a Deva Cassel, il film schiera un cast di tutto rispetto che attraversa generazioni diverse del cinema francese e non solo. Romain Duris, attore dalla carriera solidissima e dalla presenza scenica inconfondibile, affianca la protagonista in un ruolo che promette di essere uno degli elementi più intriganti della pellicola. Accanto a lui troviamo Julien de Saint Jean, Guillaume Diop, la danzatrice étoile Dorothée Gilbert — la cui presenza nel film è già di per sé una garanzia di autenticità nel racconto del mondo della danza classica — e poi ancora Leika Blanc-Franckard e Alex Auriant.

La scelta di coinvolgere Dorothée Gilbert, stella assoluta del balletto classico francese, non è un dettaglio da poco: significa che il film ha voluto radicare il proprio racconto in un ambiente autentico, non in una versione patinata e hollywoodiana della danza. Quando si mostra l’Opéra de Paris, lo si fa con rispetto e conoscenza dall’interno, e questo si sente.

Dalla Festa del Cinema alla sala: l’amore immortale film arriva in Italia

La presentazione alla Festa del Cinema di Roma 2026 ha rappresentato il battesimo ufficiale del film per il pubblico italiano, e la scelta della kermesse romana non è casuale. Roma è da sempre un palcoscenico ideale per i film che mescolano bellezza visiva, romanticismo e ambizioni artistiche — e L’amore immortale sembra incarnare esattamente queste qualità. L’anteprima ha acceso l’entusiasmo della stampa e degli spettatori presenti, alimentando l’attesa per l’uscita nelle sale.

Per quanto riguarda la distribuzione italiana, il film è un’esclusiva di Rai Cinema e sarà distribuito nelle sale da 01 Distribution: una combinazione che garantisce visibilità capillare sul territorio nazionale e che colloca L’amore immortale nel circuito del cinema di qualità che Rai Cinema ha sempre sostenuto con coerenza. La data esatta di uscita nelle sale non è ancora stata comunicata ufficialmente, ma l’anteprima romana di ottobre 2026 lascia presupporre un’uscita imminente.

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Gaston Leroux e il fascino eterno del Fantasma

Vale la pena soffermarsi un momento su Gaston Leroux e su perché il suo Fantasma continui, a oltre un secolo di distanza, a generare adattamenti, reinterpretazioni, musical, film. Le Fantôme de l’Opéra, pubblicato originariamente a puntate nel 1909-1910, è uno di quei romanzi che hanno saputo toccare qualcosa di universale nell’animo umano: il desiderio di essere amati nonostante la propria mostruosità, l’arte come unica forma di redenzione possibile, l’amore come forza capace di attraversare qualunque barriera — anche quella tra il mondo dei vivi e quello dell’ombra.

Castagnetti non cerca di replicare Leroux, ma di dialogare con lui. Il film è descritto esplicitamente come liberamente ispirato al mondo creato da Gaston Leroux: una dichiarazione di intenti precisa, che lascia libertà creativa pur mantenendo un legame riconoscibile con la fonte. È l’approccio giusto per portare un classico gotico nel presente senza snaturarlo e senza trasformarlo in un semplice esercizio nostalgico.

Chi vuole approfondire la storia del romanzo originale e le sue infinite declinazioni culturali può consultare le risorse dedicate sul sito di Repubblica dedicato alla Festa del Cinema di Roma, dove è disponibile anche il trailer ufficiale del film.

Una nuova generazione di volti per miti senza tempo

C’è qualcosa di significativo nel fatto che un mito letterario come il Fantasma dell’Opera venga oggi affidato a una protagonista giovane e al suo primo grande ruolo cinematografico di questa portata. Deva Cassel porta con sé un’eredità artistica importante, ma soprattutto porta una freschezza e una contemporaneità che il personaggio di Anastasia richiede. Non si tratta di sfruttare un nome o una genealogia, ma di scegliere il volto giusto per una storia che parla di giovinezza, di ambizione artistica e di incontri che cambiano per sempre.

Il cinema contemporaneo ha un rapporto complesso con i classici: li ama, li teme, a volte li tradisce e a volte li esalta. L’amore immortale, con la sua ambientazione parigina attuale, il suo cast mescolato tra veterani e nuovi arrivati, e la sua scelta di puntare su una protagonista capace di incarnare fisicamente il mondo della danza, sembra aver trovato una strada propria — né reverenziale né iconoclasta, ma genuinamente appassionata. E in fondo, è proprio questa passione che fa sì che certi amori — quelli tra il pubblico e le storie che lo hanno formato — restino davvero immortali.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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Redazione Velvet

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