C’è qualcosa di particolarmente stimolante nel vedere una regista come Susanna Nicchiarelli scegliere come prossima sfida un graphic novel: il fumetto ha una sua grammatica visiva potentissima, e portarlo sul grande schermo senza tradirne l’anima richiede coraggio e una visione precisa. Ecco perché l’annuncio che il giorni felici film — tratto dall’omonimo graphic novel di Zuzu — è in concorso alla Festa del Cinema di Roma 2026 ha fatto drizzare le antenne a molti appassionati di cinema italiano.
Un’opera nata dalla pagina disegnata
Prima di parlare del film, vale la pena soffermarsi sulla fonte. Giorni felici è un graphic novel firmato da Zuzu, nome d’arte di una delle voci più interessanti del fumetto italiano contemporaneo. Il suo lavoro si distingue per un tratto personale e riconoscibile, capace di raccontare l’interiorità dei personaggi con una leggerezza apparente che nasconde profondità non banali. Scegliere di adattare questo tipo di materiale — non un romanzo, non una sceneggiatura originale, ma un fumetto con una sua estetica visiva già definita — è una dichiarazione d’intenti precisa da parte di Nicchiarelli.
Il cinema italiano ha un rapporto ancora timido con il fumetto come fonte d’ispirazione, soprattutto quando si tratta di graphic novel d’autore piuttosto che di grandi franchise. In questo senso, Giorni felici si posiziona come un progetto che tenta di aprire un dialogo più maturo tra le due arti, cercando non la fedeltà illustrativa ma la traduzione cinematografica di un universo narrativo e visivo.
Susanna Nicchiarelli: una regista che non si ripete
Chi conosce la filmografia di Susanna Nicchiarelli sa che ogni suo progetto è un cambio di registro. Dalla fantascienza malinconica di Cosmonauta al ritratto storico e musicale di Nico, 1988 — premiato a Venezia nella sezione Orizzonti — fino al più recente Miss Marx, la regista romana ha dimostrato di non avere paura di mescolare generi, epoche e linguaggi. È una cineasta che usa la Storia, la musica e la forma visiva come strumenti narrativi intercambiabili, non come gabbie.
Con Giorni felici, Nicchiarelli si confronta per la prima volta in modo diretto con il fumetto come testo di partenza. E lo fa portando il progetto in una delle vetrine più importanti del cinema italiano: la Festa del Cinema di Roma, alla sua ventunesima edizione. Non è una scelta neutra: Roma è la città della regista, ed è anche il festival che negli ultimi anni ha saputo costruire una sezione competitiva sempre più autorevole.
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Il concorso Progressive Cinema e la scelta di Roma
Giorni felici non è semplicemente “in concorso” alla Festa del Cinema: è inserito nella sezione Progressive Cinema, che rappresenta la scommessa più coraggiosa del festival, quella dedicata a opere che spingono i confini del linguaggio cinematografico e propongono sguardi non convenzionali sul presente. È una collocazione che dice molto sulle ambizioni del film e su come la direzione artistica del festival abbia letto il lavoro di Nicchiarelli.
Il fatto che un adattamento da graphic novel finisca in questa sezione — e non, per esempio, in una retrospettiva o in una sezione parallela — segnala che Giorni felici viene percepito come un’opera capace di dialogare con il cinema più sperimentale e contemporaneo. È un riconoscimento che pesa, e che alimenta l’attesa intorno al film.
La Festa del Cinema di Roma rappresenta ogni anno uno dei momenti più vivaci per il cinema italiano e internazionale, e la presenza di un’opera come questa nel programma competitivo conferma la vitalità della produzione nazionale.
Il cast: Carlotta Gamba e Riccardo Scamarcio
A dare corpo ai personaggi del graphic novel di Zuzu ci pensano due nomi di primo piano del cinema italiano. Carlotta Gamba, attrice che ha saputo costruirsi una reputazione solida grazie a scelte sempre attente e a interpretazioni di spessore, affianca Riccardo Scamarcio, presenza ormai imprescindibile nel panorama cinematografico italiano, capace di muoversi con disinvoltura tra generi e registri diversi.
La composizione del cast suggerisce un film che non vuole rinchiudersi in un pubblico di nicchia, ma ambisce a una fruizione più ampia, pur mantenendo la specificità artistica che ci si aspetta da un progetto come questo. Gamba e Scamarcio insieme a Nicchiarelli formano una triade che, sulla carta, promette tensione drammatica e qualità interpretativa.
Vale la pena ricordare che Nicchiarelli ha sempre lavorato con grande attenzione alla direzione degli attori: nei suoi film precedenti, le performance sono quasi sempre il punto di forza, il motore emotivo attorno al quale si costruisce tutto il resto. Non c’è ragione di pensare che Giorni felici faccia eccezione.
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La distribuzione affidata a Lucky Red
Un altro elemento che contribuisce a definire il profilo del progetto è la scelta del distributore. Giorni felici sarà distribuito da Lucky Red, uno dei marchi più rispettati nel panorama della distribuzione cinematografica italiana, da sempre attento a portare nelle sale opere di qualità, sia italiane che internazionali.
Avere Lucky Red al proprio fianco significa, tra le altre cose, una distribuzione curata e una comunicazione in linea con il posizionamento artistico del film. Non è un dettaglio secondario: spesso, per opere di questo tipo, la differenza tra un successo e un’uscita silenziosa la fa proprio la capacità del distributore di trovare il pubblico giusto e di costruire intorno al film la giusta aspettativa.
Questo vale ancora di più per un adattamento da graphic novel, un formato che in Italia ha ancora bisogno di essere raccontato al grande pubblico, di essere presentato come qualcosa di più di una curiosità per addetti ai lavori.
Perché questo film conta per il cinema italiano
Al di là dei nomi e dei premi, Giorni felici interessa perché rappresenta un tentativo concreto di allargare il perimetro del cinema italiano d’autore. Portare un graphic novel — con tutta la sua specificità visiva e narrativa — sul grande schermo, in concorso in una sezione dedicata al cinema progressivo, è un gesto che parla di un’industria che, almeno in alcuni suoi esponenti, non ha paura di rischiare.
Susanna Nicchiarelli è da anni una delle registe più interessanti del panorama nazionale proprio perché non si è mai accontentata di replicare formule vincenti. Ogni film è una domanda nuova, un territorio inesplorato. E il giorni felici film, con la sua origine fumettistica e la sua collocazione nella sezione Progressive Cinema della ventunesima Festa del Cinema di Roma, sembra destinato a confermare questa traiettoria.
Distribuito da Lucky Red, con Carlotta Gamba e Riccardo Scamarcio davanti alla macchina da presa, e con l’universo visivo di Zuzu come punto di partenza, Giorni felici è uno di quei film da tenere d’occhio: il tipo di opera che può sorprendere, dividere, far discutere — e che, nel migliore dei casi, lascia il segno. Mettetevi comodi: questo è esattamente il tipo di cinema di cui vale la pena parlare.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








