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A Napoli non piove mai: Sergio Assisi debutta alla regia

Sergio Assisi ce l’ha fatta. Il suo grande desiderio sta per realizzarsi. Quale? Facciamo un passo indietro fino all’inizio del 2013. A febbraio la Q Production, dello stesso Sergio Assisi, ha reso pubblica la decisione di produrre il primo lungometraggio. Un film scritto dallo stesso Sergio e suo ipotetico debutto alla regia: per tradurre l’ipotesi in realtà era necessario trovare i fondi. Ebbene, grazie al crowfunding – ovvero all’acquisto delle quote da parte di chiunque fosse interessato – il traguardo è stato raggiunto. Sono così cominciate pochi giorni fa le riprese di A Napoli non piove mai, commedia low budget che promette leggerezza e divertimento ma il cui obiettivo è anche quello di raccontare la parte più bella del Sud. Il suo cuore e i suoi tesori nascosti. Quella parte del Sud che non smette di inseguire i propri sogni.

Il protagonista di A Napoli non piove mai è Barnaba (Assisi), un quarantenne napoletano che trascina le giornate senza concludere nulla e che soffre della sindrome del bamboccione. “Svolge – è scritto nella sinossi ufficiale – una vita tra l’affetto della mamma e i contrasti con un padre padrone convinto che il posto statale sia ancora la salvezza. Si lamenta di tutto, ma si bea del suo essere meridionale, reagendo alla precarietà della vita con strafottenza e pigrizia, come se tutto fosse un gioco“. Dopo l’ennesimo diverbio in famiglia Barnaba decide di andare via di casa. L’ha già fatto in altre occasioni, ma stavolta pare determinato a non tornare più indietro. Cerca quindi ospitalità presso alcuni amici e viene accolto da Antonio, ex compagno di scuola. L’ex secchione delle medie.

Orfano alla nascita e lasciato dalla futura moglie sull’altare, Antonio soffre della sindrome dell’abbandono. Non ha smaltito quella delusione d’amore e tenta addirittura il suicidio. Il suo lavoro d’impiegato è fonte di frustrazioni e lui non riesce a reagire. L’arrivo di Barnaba, inevitabilmente, stravolgerà la sua vita. Poi entrerà in scena Sonia, che invece sconvolgerà la vita di entrambi. E’ una pittrice talentuosa e sogna di sfondare con la sua arte, ma a sua volta è affetta dalla sindrome di Stendhal: “Sviene ogni qualvolta fissa un’opera d’arte o quando è presa dall’entusiasmo di spiegarne agli altri un qualsiasi concetto“.

Barnaba, Antonio e Sonia “cominceranno un percorso fatto di amicizia amore e di ritrovata allegria, che consentirà ad ognuno di loro di trovare la propria strada, anche attraverso gli intrecci con gli altri surreali personaggi che fanno da cornice ad una commedia dal lieto fine“. Il lieto fine non guasta mai, si sa…

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Redazione

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