Come ammazzare il capo 2, più azione e meno risate: scelta giusta o passo falso?

Uscirà nelle sale cinematografiche italiane oggi, giovedì 8 gennaio, Come ammazzare il capo 2, sequel del fortunato Come ammazzare il capo e vivere felici, diretto da Seth Gordon nel 2011 che ha incassato 209.6 milioni di dollari in tutto il mondo, di cui 2,215 milioni in Italia (434.000 euro registrati nel primo weekend). Con il secondo lungometraggio andrà ancora meglio? Questa volta il regista è cambiato: si tratta di Sean Anders che firma anche lo script insieme a John Morris, John Francis Daley e Jonathan Goldstein. Quali cambiamenti avrà apportato dietro la macchina da presa? Prima di tutto bisogna chiarire qual è la trama: tornano come sempre protagonisti Jason Bateman, Charlie Day, Jason Sudeikis, Jennifer Aniston, Jamie Foxx e Kevin Spacey.

Chris Pine e Christoph Waltz sono invece le due new entry. Nick (Bateman), Dale (Day) e Kurt (Sudeikis) sono stanchi di essere dei lavoratori frustrati e per questo motivo decidono di diventare boss di loro stessi lanciando una nuova attività. Nelle loro vite entra però un investitore che li mette tutti in mezzo ad una strada, rubandogli così l’idea. I tre sono disperati e senza alcuna risorsa legale: l’unica scelta è quella di mettere in atto un piano criminale, ovvero quello di rapire il figlio maggiore dell’investitore e chiedere come riscatto proprio di riottenere il controllo della loro azienda.

In realtà di sequel questo film ha ben poco a parte i personaggi, infatti la storia di questa pellicola potrebbe tranquillamente essere vista senza sapere cos’è accaduto nel lungometraggio originale. Ovviamente il pubblico si è affezionato a questi ruoli, ma questa volta li vedrà sotto una veste completamente inedita. Le sfumature caratteriali sono le stesse, ma sarà il loro comportamento a stravolgere le aspettative. Infatti Anders ha preferito puntare sull’azione, rispetto all’ironia. Non mancano battute goliardiche, ma sono sicuramente in minoranza rispetto al precedente. Decisione giusta o passo falso? Evitare di ripetere alcuni errori del primo film è stata sicuramente una mossa azzeccata, anche se in questo modo il regista potrebbe deludere chi si aspetta di andare al cinema e gustarsi una pellicola di sole risate. La narrazione scorre comunque senza problemi e sembra impossibile trovare qualche difetto a livello di sceneggiatura. Il botteghino premierà l’azzardo?

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