Nuova sfida per Leonardo DiCaprio: in The Crowded Room avrà 24 personalità

Leonardo DiCaprio ci riprova e forse questo sarà l’anno buono per vincere il tanto atteso Oscar. L’attore ha infatti reso noto che sarà Billy Madigan in The Crowded Room (letteralmente “una stanza affollata”) il film che racconta la storia di un uomo affetto da ben 24 personalità differenti. Una parte che DiCaprio avrebbe voluto interpretare da circa 20 anni e che adesso potrà finalmente portare sul grande schermo. La sceneggiatura verrà scritta da Jason Smilovic e Todd Katzberg, mentre la produzione spetta alla Appian Way dello stesso DiCaprio in collaborazione con la New Regency. Non si sa ancora chi dirigerà il film né gli altri nomi del cast.

Si tratta dell’adattamento del libro scritto da Daniel Keyes The Minds of Billy Milligan, che racconta fatti realmente accaduti, pubblicato per la prima volta nel 1981. Il romanzo è ambientato al 27 ottobre del 1977, quando la polizia di Columbus, Ohio, arresta il ventiduenne Billy Milligan con l’accusa di aver rapito, violentato e rapinato tre studentesse universitarie. Billy ha vari precedenti penali e contro di lui ci sono prove schiaccianti. Ma, durante la perizia psichiatrica richiesta dalla difesa, emerge un’altra verità: Billy soffre di un grave disturbo dissociativo dell’identità. Nella sua mente convivono ben 10 personalità distinte, che interagiscono tra loro, prendono di volta in volta il sopravvento.

LEONARDO DICAPRIO E LE LETTERE PRIVATE DELLA SONY

Nel corso del processo, infatti, si manifestano il gelido Arthur, 22 anni, che legge e scrive l’arabo, il timoroso Danny, 14 anni, che dipinge solo nature morte, il violento Ragen, 23 anni, iugoslavo, che parla serbo-croato ed è un esperto di karaté, la sensibilissima Christene, 3 anni, che sa scrivere e disegnare, ma soffre di dislessia, e così via. Dopo tale scoperta e per la prima volta nella storia giudiziaria americana, il tribunale emette una sentenza di non colpevolezza per infermità mentale. Tuttavia Billy rimane un rebus irrisolto fino a quando, durante il ricovero in un istituto specializzato, a poco a poco non affiorano altre 14 identità autonome, tra cui spicca “il Maestro”, la sintesi della vita e dei ricordi di tutti i 23 alter ego. E sembra che, proprio grazie alla collaborazione di quest’ultimo, Daniel Keyes abbia potuto scrivere il libro.

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