Non uccidere, Miriam Leone: “Valeria è una ragazza selvaggia”

Miriam Leone sta per tornare in tv. E stavolta il suo personaggio sarà molto diverso rispetto a quella femme fatale interpretata per 1992, fiction su Tangentopoli che ha sorpreso e anche fatto parecchio discutere. Capitolo chiuso, per il momento, anche se si tratta di una saga e dunque ne arriveranno altri (almeno due, a quanto pare). Presto, cioè dal prossimo 11 settembre, l’ex Miss Italia vestirà i panni di Valeria Ferro in Non uccidere, fiction trasmessa in prima serata su Raitre. Ne ha parlato al quotidiano La Repubblica, senza nascondere la soddisfazione sia per questo ruolo che per il lavoro fatto. La Ferro è un ispettore di polizia dal passato doloroso, “una ragazza selvaggia – racconta la Leone – cresciuta in una casa sul lago in mezzo al nulla“. E’ molto legata al fratello e conduce una vita serena fino a quando la mafia non uccide suo padre. E’ una bambina, Valeria, quando si consuma la tragedia. E cresce con una sorta di ossessione: trovare la verità, i responsabili, scoprire com’è andata veramente. Proprio tale ossessione la spinge a diventare una poliziotta, “anche se di fondo è un’anarchica“.

La Ferro perseguirà dunque il suo obiettivo principale, senza tuttavia venire meno al dovere della divisa. Si muoverà fra casi di stalking, uxoricidio, prostituzione minorile, persone scomparse e varie forme di violenza spesso consumate all’interno delle famiglie. Non uccidere è ambientata a Torino e riporta la fiction sul terzo canale della Rai dopo un bel po’ di tempo, mescolando crime e indagini psicologiche. Del cast fanno parte anche Monica Guerritore (alias la madre di Valeria), Thomas Trabacchi (capo della Ferro nonché suo fidanzato) e Gigio Alberti (compagno della madre). Saranno in tutto 12 episodi e ognuno di essi prevede anche la presenza di una “guest star”: fra gli altri vedremo Gianmarco Tognazzi, Domenico Diele e Mariella Valentini.

La Leone ha ottenuto questa parte in seguito a un provino piuttosto particolare, che si è subito tradotto in una sorta si sfida. Si è presentata all’appuntamento con un po’ di fard e un filo di mascara ma il regista Giuseppe Gagliardi (che ha anche diretto 1992) le ha “ordinato” di andare in bagno e levarsi tutto. Miriam s’è sciacquata la faccia, asciugandosela con una salvietta di carta: “Ero al mio peggio, ma secondo il suo punto di vista perfetta“. Poi ha dovuto togliere il rosso dai capelli, “troppa luce, li abbiamo scuriti”. E la parte è stata sua…

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