L’attesa è finita, il grande giorno è arrivato: da oggi, 22 ottobre 2015, Netflix è in Italia. Una sorta di rivoluzione che nel corso degli ultimi mesi è stata preparata con cura e i primi colpi sono già stati assestati: la prima serie nostrana prodotta dal colosso Usa della tv in streaming, per esempio, sarà Suburra. E scusate se è poco. A settembre, inoltre, è stato siglato un accordo con Vodafone per lanciare la principale rete televisiva online. Prossimamente, ne siamo sicuri, ci saranno altre novità di grande effetto. Perché il “grande effetto” è nello stile di Netflix. Ma cosa ne pensa il popolo italico? Che tipo di accoglienza è stata riservata a questo gigante americano? I pareri sono contrastanti.
Diciamolo subito, però: prevalgono gli entusiasmi. La maggior parte dei commenti in Rete – accompagnati dall’ormai familiare hashtag #ciaonetflix che per l’occasione ha di nuovo scalato le vette di Twitter – riflette uno stato d’animo a dir poco positivo e molte aspettative accompagnate dalla certezza che Netflix non le deluderà. L’interfaccia si scorre che è un piacere, la “ventata di aria fresca” è garantita, finalmente qualcosa a cui vale la pena di abbonarsi, si pregustano intere serate a guardare la tv sul divano con tanto di copertina sulle gambe, addirittura più di qualcuno ufficialmente saluta la propria vita sociale perché certo che il pacchetto di film e serie originali diventerà un tunnel senza uscita. Tuttavia c’è anche una fazione che nutre scetticismo, sia pur meno numerosa. E che ha già individuato i punti deboli.
Tutto sommato nulla di eclatante, senza una buona Vpn rispetto a Sky e Mediaset c’è solo il vantaggio di non usare Silverlight, un gran contenitori ma con pochi contenuti validi, ma quale Netflix è “meglio vivere”, tanto rumore per nulla. Impressioni a caldo, certo. La prova del nove ancora deve dare risultati concreti. La speranza comune, in ogni caso, è che ci siano benefici tangibili anche per l’economica nazionale: “Confidiamo – dichiara il sottosegretario con delega alle Comunicazioni Antonello Giacomelli – che Netflix investa nella produzione italiana di film e fiction, come ha già iniziato a fare, e contribuisca a farla conoscere nel mondo. Internet sta già cambiando il sistema televisivo e in pochi anni lo rivoluzionerà: è bene che anche la Rai si attrezzi e si muova in quella direzione, come i nuovi vertici Rai mi sembra stiano facendo“. Magari è la volta buona che si smuovono le acque…
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