C'è un'isola greca fuori stagione, due donne che si ritrovano a fare i conti con il passato, e un regista che torna dopo undici anni con il suo terzo lungo
C’è un’isola greca fuori stagione, due donne che si ritrovano a fare i conti con il passato, e un regista che torna dopo undici anni con il suo terzo lungometraggio: bastano questi elementi per capire che ‘Sea of Glass’ non è il solito film da festival. Il sea of glass film di Alexis Alexiou è già passato da Edimburgo, sta girando a Salonicco e il 12 novembre 2026 arriverà nelle sale greche — un appuntamento che il cinema europeo d’autore farebbe bene a segnare sul calendario.
Per capire il peso specifico di Sea of Glass, bisogna partire da dove si era fermato Alexis Alexiou. Il suo secondo lungometraggio, Wednesday 04:45, risale al 2015: undici anni fa. Non è una pausa trascurabile, è quasi una generazione cinematografica intera. In un’epoca in cui i registi vengono misurati dalla cadenza delle uscite su piattaforma, Alexiou ha scelto di prendersi il tempo che serviva — e il risultato è un film che porta il peso specifico di chi non si è affrettato.
Il cinema greco contemporaneo ha attraversato stagioni molto diverse in questo arco di tempo. La Greek Weird Wave — quella corrente radicale e straniante che ha portato all’attenzione internazionale nomi come Yorgos Lanthimos — ha aperto spazi di visibilità che prima erano impensabili per la produzione locale. Alexiou si muove in un territorio contiguo ma distinto: meno ermetico, più radicato in una tradizione narrativa riconoscibile, eppure tutt’altro che convenzionale. Non a caso, il distributore che ha acquisito Sea of Glass è Weird Wave, la boutique greca che ha saputo posizionarsi come punto di riferimento per il cinema d’autore nel paese.
Definire il genere di Sea of Glass è già di per sé un esercizio interessante. I materiali ufficiali parlano di country gothic noir — una formula ibrida che mescola la tradizione del noir classico con quella tensione rurale e gotica che in letteratura ha prodotto capolavori come quelli di Flannery O’Connor, e nel cinema ha trovato espressioni memorabili in entrambe le sponde dell’Atlantico. Il sea of glass film di Alexiou porta questa formula in un contesto geografico preciso e molto evocativo: l’isola di Evia, la seconda isola per estensione della Grecia, ripresa però in una versione che raramente si vede sullo schermo — quella invernale, spopolata, fuori stagione.
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Le località balneari greche fuori stagione hanno qualcosa di intrinsecamente cinematografico: i colori si desaturano, i negozi abbassano le serrande, le strade si svuotano. Quello che d’estate è uno spazio di libertà e movimento diventa d’inverno un teatro chiuso, dove i rapporti umani si addensano e i segreti faticano a restare nascosti. È esattamente in questo tipo di paesaggio che Alexiou ambienta il suo road movie al femminile — e la scelta di Evia non è casuale. L’isola è abbastanza vicina ad Atene da essere percepita come ordinaria, ma abbastanza isolata da risultare claustrofobica quando la stagione turistica finisce.
Il film segue due donne che si ritrovano in questo resort balneare fuori stagione e si trovano a fare i conti con il passato, con gli stereotipi familiari e con la pressione soffocante di una comunità provinciale chiusa. È una storia di incontro e resistenza, di legami che si formano là dove nessuno se li aspetterebbe — il tipo di dinamica narrativa che il cinema ha esplorato in molte forme, ma che qui trova una collocazione geografica e atmosferica del tutto originale.
Alexiou non nasconde i propri riferimenti, e questa è già una scelta autoriale precisa. Sea of Glass si dichiara ispirato a due opere fondamentali che, messe insieme, restituiscono il doppio DNA del progetto. Da un lato c’è The Postman Always Rings Twice — il romanzo di James M. Cain del 1934, portato sullo schermo in diverse versioni celebri, che è uno dei testi fondativi del noir americano: passione, tradimento, violenza, e una provincia americana che non perdona. Dall’altro c’è Thelma & Louise, il film di Ridley Scott del 1991 con Susan Sarandon e Geena Davis, che ha ridefinito il road movie al femminile e la rappresentazione della solidarietà tra donne sullo schermo.
Mettere insieme questi due riferimenti dice molto di quello che Alexiou sta cercando di fare. Il noir di Cain porta con sé un senso di destino ineluttabile, di trappole sociali da cui è quasi impossibile uscire — ma anche una tensione sessuale e psicologica che attraversa i rapporti di potere. Thelma & Louise, invece, è una storia di fuga e di riappropriazione, di due donne che scelgono di non stare alle regole del gioco. La sintesi greca di questi due mondi, ambientata su un’isola fuori stagione, è una proposta che stuzzica la curiosità di qualunque cinefilo.
Vale la pena ricordare che il sea of glass film si inserisce in una lunga tradizione di cinema europeo che ha saputo reinterpretare il noir americano attraverso paesaggi e sensibilità locali — dai film di Claude Chabrol in Francia alla tradizione scandinava, fino alle rivisitazioni iberiche. La versione greca di Alexiou porta con sé qualcosa di specificamente mediterraneo: quella luce che può essere tanto abbagliante quanto oppressiva, e quella cultura del silenzio e dell’onore che in certi contesti provinciali è ancora una gabbia reale.
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Il percorso internazionale di Sea of Glass è iniziato nell’estate del 2026 con la premiere fuori concorso all’Edinburgh International Film Festival. Edimburgo è uno dei festival europei più antichi e rispettati — non ha la stessa visibilità di Cannes o Venezia, ma ha una storia lunga e una capacità di valorizzare il cinema d’autore che viene da tradizioni cinematografiche meno mainstream. Presentare un film fuori concorso a Edimburgo significa scegliere la visibilità critica senza la pressione della competizione — una scelta che spesso si addice ai film che puntano sulla qualità della ricezione piuttosto che sui premi.
Dalla Scozia, il sea of glass film è poi approdato al Thessaloniki International Film Festival, che è il principale appuntamento del cinema greco e uno dei più importanti del Mediterraneo orientale. Salonicco ha una vocazione particolare per il cinema d’autore europeo e per i film che cercano di dialogare tra tradizioni diverse — è il contesto ideale per un’opera come quella di Alexiou, che si rivolge prima di tutto al pubblico greco ma aspira chiaramente a una circolazione internazionale.
Il 12 novembre 2026 è la data da segnare: Sea of Glass uscirà in release limitata nelle sale greche. La distribuzione è affidata a Weird Wave, la boutique distributiva greca che negli ultimi anni si è affermata come uno dei soggetti più interessanti nel panorama della distribuzione indipendente europea. Il nome stesso — Weird Wave — è un omaggio esplicito alla corrente che ha reso il cinema greco famoso nel mondo, e la scelta di Alexiou come autore da sostenere dice molto sulle ambizioni della casa.
Una release limitata in Grecia non è necessariamente un limite: per un film di questo tipo, con un percorso festivaliero già avviato, la sala è spesso il punto di partenza per una circolazione internazionale più ampia — attraverso i mercati dei festival, le vendite estere e, in prospettiva, le piattaforme di streaming specializzate in cinema d’autore. Il fatto che Sea of Glass abbia già attirato l’attenzione di Variety — la bibbia del cinema internazionale — suggerisce che il film stia generando un interesse che va ben oltre i confini greci.
Undici anni dopo Wednesday 04:45, Alexis Alexiou torna con un’opera che ha tutto per sorprendere: un genere ibrido e coraggioso, un paesaggio insolito, riferimenti colti portati con leggerezza, e una storia al femminile che il cinema greco non aveva ancora raccontato in questi termini. Chi ha la possibilità di seguire il film nel suo percorso festivaliero — o di aspettare che raggiunga le sale e le piattaforme internazionali — ha davanti un appuntamento che vale la pena non perdere. Per approfondire il progetto, il punto di riferimento resta la copertura di Variety, che ha seguito il film fin dalle prime fasi della produzione.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
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