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La vera storia dietro Dogman di Matteo Garrone [VIDEO]

Dogman di Matteo Garrone ha ottenuto grande successo e riconoscimento sia nazionale che internazionale. Presentato all’ultimo Festival di Cannes, Marcello Fonte, protagonista del film, ha anche vinto il premio come miglior interpretazione maschile. Ma quale è la vera storia de “Er Canaro” della Magliana a cui Garrone si è liberamente ispirato?

Matteo Garrone per il suo ultimo film Dogman, presentato in concorso al Festival di Cannes 2018, si è liberamente ispirato ad un fatto di cronaca degli anni ’80, quello che rese noto all’intera Italia il delitto perpetrato da “Er Canaro” della Magliana. Ecco la vera storia dietro il film di Garrone:

Vittima dell’orribile omicidio è Giancarlo Ricci, 27 anni, ex pugile e ragazzo poco raccomandabile con legami con la banda della Magliana, interpretato nel film da Edoardo Pesce. L’omicida invece è Pietro De Negri (Marcello Fonte) che nel quartiere aveva una toelettatura per cani. Alle 7 del mattino del 19 febbraio del 1988, un allevatore che stava portando i suoi cavalli a pascolare nella Buca, considerata la discarica del quartiere, vide, tra vecchi frigoriferi e televisori rotti, una colonna di fumo alzarsi da quello che sembra un cumulo di stracci. Il cadavere mutilato e bruciato di un uomo sulla trentina si scoprì sotto gli stracci. Era Giancarlo Ricci. La polizia subito cercò le ragioni dell’omicidio nell’ambiente della mafia e della droga . Un paio di giorni dopo, invece, De Negri confessò di aver ucciso Ricci e di averlo torturato per almeno sette ore prima che morisse. Negli interrogatori dopo l’arresto e in un memoriale scritto dal carcere De Negri raccontò i dettagli più scabrosi: l’insospettabile omicida disse di aver aperto il cranio di Ricci e di avergli fatto “lo shampoo al cervello”, usando un prodotto che usava per lavare i cani.

Così aveva raccontato il delitto lo stesso De Negri: “Volevo far rassomigliare la sua faccia a quella di un cane e così gli ho anche tagliato le orecchie come facevo ai dobermann. Sembrava uno zombie. Non moriva mai. Alla fine, esasperato, gli ho aperto la bocca con una chiave inglese, rompendogli i denti, e l’ho soffocato mettendogli dentro tutto quello che gli avevo amputato. Poi l’ho portato tra i rifiuti, dove si meritava, e gli ho dato fuoco”. Il vero motivo per cui “Er Canaro” uccise il pugile rimane ancora un grande mistero. Nel 1988, De Negri viene arrestato, ma al momento delle sevizie era sotto l’effetto della cocaina, quindi incapace di intendere e di volere e dopo otto mesi di carcere, il 12 maggio, viene rilasciato. Condannato poi a 24 anni, è tornato libero nel 2005.

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Melania Baroncini

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