Lucy, il film di Luc Besson che ha diviso la critica

Nella filmografia di Luc Besson, Lucy non è certo uno dei primi titoli che vengono in mente. Tuttavia può essere interessante recuperarlo.

Luc Besson è uno dei registi francesi di maggior profilo nel panorama internazionale. La sua filmografia comprende Nikita, Léon, Taken, e molti altri film di spessore. Un altro titolo del regista che ha fatto molto parlare di se sia in positivo che in negativo è Lucy, un film che ha diviso tremendamente sia il pubblico che la critica.

Lucy, il film che ha diviso la critica
Locandina di Lucy di Luc Besson – ANSA – velvetcinema.it

Lucy è un film del 2014 diretto da Luc Besson e prodotto da Europa Corp. Al centro della vicenda troviamo Lucy (Scarlett Johansson), chiamata così in onore della più antica primate mai scoperta, che lavora come corriere della droga per un potente boss di Taipei, Taiwan, per una consegna da fare in Europa. Alla ragazza viene inserito chirurgicamente un pacco della potente droga sintetica CPH4, ma in seguito a un colpo il pacco si rompe e Lucy comincia ad assorbire la droga direttamente nell’organismo.

L’effetto sul corpo della ragazza è quello di sbloccare le attività latenti del cervello umano, permettendole di sviluppare delle capacità superumane come la telepatia, la telecinesi e la capacità di viaggiare mentalmente nel tempo. A questo si aggiunge anche una sempre più marcata perdita di emozioni e un rapido deterioramento del corpo che la porteranno presto alla morte. Lucy prima si vendica dei suoi capi e poi a fare ricerche sulla sua condizione e contatta il professor Samuel Norman (Morgan Freeman), esperto dell’ambito, per capire come evitare che il suo corpo si deteriori e salvarsi.

Un film che si ama o si odia

Lucy, il film che ha diviso la critica
Scena tratta da Lucy, con Scarlett Johansson – ANSA – velvetcinema.it

Il film di Besson parte dal famoso quanto male interpretato concetto del “gli esseri umani usano solo il 10% del loro cervello“. Besson immagina come potrebbe svilupparsi la mente umana qualora venisse sbloccato il suo pieno potenziale, ma lo fa in un modo così tanto volto allo spettacolare fine a se stesso e sopra le righe che non ha convinto tutti.

I recensori lo hanno considerato fin da subito un film intrattenente, ma un po’ sciocco nel suo raccontare una super-donna i cui poteri saltano di logica più e più volte in un contesto che diventa via via sempre più assurdo. Sebbene i primi recensori del film lo considerino tutto sommato una prova positiva per il regista, il grande divario tra i critici più permissivi e quelli più severi rendono la media dei voti un poco entusiasmante 6.

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