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Hereafter, quando Clint Eastwood ha provato a crescere ma ha fallito

Clint Eastwood è un grandissimo regista, ma sicuramente ha anche lui le sue pecche. La più grande è quella di non essere mai uscito dall’epoca della Grande Hollywood. Hereafter ha segnato un punto di rottura.

Con questo film il regista ha provato a dare un taglio netto col passato, modernizzandosi in un periodo di evoluzione che poi ha lasciato perché aveva drammaticamente fallito.

Hereafter, Clint Eastwood ha fallito? (Youtube Warner Bros. Italia) VelvetCinema.it

Il film esce nel 2010 l’anno dopo Invictus L’invincibile e prima di J.Edgar, riuscendo a dare un taglio diverso alla storia del cinema del regista. Si tratta di un lavoro in cui prova a sperimentare nuove tecnologie, lo fa con coraggio ma non gli riesce. E la conferma che qualcosa non ha funzionato è evidente viene fuori dalla scelta successiva di ritornare sui suoi passi e rispolverare il cinema della Golden Age.

Perché se a Eastwood si può muovere una critica c’è sicuramente il fatto che si ritrova ormai da anni a raccontare storie diverse con gli identici stilemi quelli di un cinema che non esiste più e che non è credibile agli occhi del pubblico. Proprio per questo in molti hanno criticato il suo operato considerandolo un regista superato, passato, ormai finito. Lui però con grande caparbietà continua a fare film anche ora che le primavere passate sono veramente molte sulla schiena. Ma torniamo ora a parlare di Hereafter.

Hereafter, tutto quello che c’è da sapere

Hereafter è tratto da un soggetto di Peter Morgan che ha curato anche la sceneggiatura. Clint Eastwood, oltre alla regia, ha curato anche la produzione insieme a Robert Lorenz e Kathleen Kennedy. Nel cast troviamo come attore protagonista Matt Damon nel ruolo di George Lonegan e al suo fianco Cecile de France e altri interpreti davvero di assoluto livello come Jay Mohr, Lyndsey Marshal e Bryce Dallas Howard.

Hereafter, Clint Eastwood errore (Youtube Warner Bros. Italia) VelvetCinema.it

La trama ci porta alla storia di Marie vittima di un’esperienza premorte che le cambia la vita. George invece è un operaio di quarant’anni che parla con i defunti. Marcus infine perde una persona a lui cara così all’improvviso. Le loro tre sofferenze si incroceranno in un percorso davvero strano e sicuramente molto doloroso per tutti.

Diventa dunque molto interessante analizzare da vicino un lavoro fatto con un certo criterio che però si perde dietro a trovate che sono intelligenti ma non si reggono in piedi. Il film dunque va per forza di cose bocciato.

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Matteo Fantozzi

Matteo Fantozzi nasce a Roma il 10/12/1986. Nel 2005 consegue il diploma allo scientifico sperimentale Giulia Falletti di Barolo. Nel 2008 consegue la laurea al Dams con indirizzo regia a Roma Tre col massimo dei voti. Nel 2010 consegue la laurea specialistica in Cinema e tv nell’era del digitale a Roma Tre col massimo dei voti. Nel 2013 diventa giornalista pubblicista.

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