C’è un momento in cui il cinema smette di essere soltanto mestiere e diventa qualcosa di più simile a un regolamento di conti con la propria storia. Per Nanni Moretti, quel momento si chiama Succederà questa notte, il film con cui il regista romano torna in gara alla Mostra del Cinema di Venezia dopo trentasette anni di assenza — e farlo nell’edizione numero ottantatré del festival, con una storia d’amore che mescola sentimento e politica, ha il sapore di un ritorno che nessun cinefilo si sarebbe aspettato, almeno non così, non adesso, non con questa leggerezza.
Un ritorno lungo trentasette anni: la ferita del 1989
Per capire cosa significa davvero nanni moretti venezia 83, bisogna fare un passo indietro nel tempo, fino all’estate del 1989. Quell’anno, Palombella Rossa — uno dei film più ambiziosi e personali della filmografia morettiana, un’opera che mescolava la crisi del Partito Comunista Italiano con la pallanuoto e il disagio esistenziale di un uomo che non riesce più a trovare le parole — venne escluso dalla competizione ufficiale della Mostra del Cinema di Venezia. Una ferita che, a quanto risulta da fonti documentate, Moretti non ha mai del tutto dimenticato.
Non si trattava di un film minore. Palombella Rossa è considerato da molti critici uno dei vertici della sua produzione, un film che anticipava il crollo delle ideologie di lì a poco e che raccontava con lucidità dolorosa la perdita del senso collettivo. Vederlo escluso dalla competizione veneziana fu, per molti, una scelta incomprensibile. Per Moretti, evidentemente, rimase una questione aperta.
Trentasette anni dopo, il regista romano torna al Lido — non fuori concorso, non in una retrospettiva celebrativa, ma in gara, nel cuore pulsante della competizione alla 83ª edizione della Mostra. È un gesto che ha il peso specifico di una risposta, anche se Moretti è l’ultimo a volerlo presentare in questi termini. Il cinema, del resto, parla sempre per chi sa ascoltarlo.
La storia: Matteo, Greta e il romanzo dell’amore contemporaneo
Succederà questa notte racconta la storia di Matteo, un libraio, e di Greta, un’attrice. Due figure che già nella loro professione portano il segno di un rapporto privilegiato con le storie altrui: lui le conserva, le vende, le custodisce tra scaffali; lei le incarna, le trasforma in carne e voce sul palco o davanti a una macchina da presa. Quando si incontrano, quello che nasce è qualcosa che il film esplora con la precisione e la tenerezza che ci si aspetta da un autore come Moretti, ma anche con una leggerezza che sorprende.
Il film è ispirato liberamente ad alcune storie tratte da Legami, la raccolta dello scrittore israeliano Eshkol Nevo. Non si tratta di un adattamento in senso stretto, ma di un punto di partenza narrativo che Moretti ha fatto proprio, reinterpretandolo attraverso la sua sensibilità e il suo sguardo sul mondo. Nevo è uno degli scrittori contemporanei più capaci di indagare le relazioni umane nella loro complessità quotidiana, e la scelta di attingere al suo universo dice molto sull’intenzione di Moretti: raccontare l’amore non come astrazione romantica, ma come pratica concreta, spesso difficile, sempre necessaria.
A interpretare i due protagonisti sono Louis Garrel e Jasmine Trinca. Garrel, figlio del grande Philippe e attore tra i più raffinati del cinema europeo contemporaneo, porta con sé una naturalezza malinconica che si adatta perfettamente alla figura del libraio Matteo. Trinca, romana, già diretta da Moretti in passato e presenza fissa del cinema d’autore italiano, incarna Greta con quella capacità di essere contemporaneamente vulnerabile e determinata che la distingue da quasi tutte le sue colleghe. La coppia funziona, e non è una sorpresa: sono due attori che sanno stare nel silenzio quanto nel dialogo, che sanno portare il peso di una scena senza sovraccaricarlo.
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Il “morettismo” come forma d’amore: politica e sentimento
Definire Succederà questa notte semplicemente una commedia romantica sarebbe riduttivo, e probabilmente Moretti stesso storcerebbero il naso. Il film viene descritto come una commedia romantica con elementi politici, e in questo binomio c’è tutta la cifra stilistica di un autore che non ha mai separato il privato dal pubblico, il sentimento dall’ideologia.
Quello che i critici hanno già cominciato a chiamare morettismo — quella particolare miscela di autobiografismo, ironia, impegno civile e autoanalisi che attraversa tutta la sua filmografia — qui si manifesta in una forma apparentemente più morbida, più aperta all’altro, meno autoreferenziale. Non è detto che questo sia un cedimento: può essere, al contrario, una maturazione. Un regista che a un certo punto della sua carriera decide di raccontare non solo se stesso ma anche qualcun altro, di lasciare spazio a una storia d’amore vera, con i suoi ritmi e le sue contraddizioni, è un regista che ha trovato una nuova fiducia nel cinema come strumento di comprensione del mondo.
Gli elementi politici non scompaiono, ma si integrano nella narrazione sentimentale invece di dominarla. In questo senso, Succederà questa notte sembra voler dimostrare che si può essere fedeli a una visione del mondo senza per questo rinunciare alla leggerezza, alla commedia, al piacere puro del racconto. È una scommessa rischiosa, ma è esattamente il tipo di scommessa che distingue i grandi autori dai comprimari.
Girare in autunno: un cambiamento nei ritmi di produzione
C’è un dettaglio apparentemente marginale che dice molto sul modo in cui Succederà questa notte è arrivato al Lido: Moretti ha girato questo progetto in autunno, rompendo con la sua consueta abitudine di lavorare in primavera. Non è un cambiamento banale. I ritmi di produzione di un regista sono spesso legati a logiche profonde — di ispirazione, di organizzazione del set, di rapporto con la luce e le stagioni — e modificarli significa aver trovato una ragione abbastanza forte da giustificare il cambiamento.
La scelta autunnale ha probabilmente influenzato anche l’atmosfera visiva del film. L’autunno porta con sé una luce particolare, più obliqua, più malinconica, con quelle sfumature dorate che si addicono perfettamente a una storia d’amore che non è tutta sole e ottimismo, ma che porta in sé anche il peso del tempo che passa e delle occasioni mancate. Se Succederà questa notte è davvero il film che sembra dai materiali visti finora, quella luce autunnale sarà una presenza narrativa a tutti gli effetti, non soltanto un dato tecnico.
Il fatto che il film sia riuscito a essere completato in tempo per la selezione veneziana — e non solo completato, ma selezionato in concorso — dice anche qualcosa sulla qualità del lavoro svolto. La Mostra del Cinema di Venezia non è avara di attenzioni verso i grandi autori, ma non regala nulla: la presenza in competizione è sempre il risultato di una valutazione artistica, non di un omaggio.
Louis Garrel e Jasmine Trinca: due universi che si incontrano
Vale la pena soffermarsi ancora sui due protagonisti, perché la scelta di Louis Garrel e Jasmine Trinca non è casuale né ovvia, e racconta qualcosa di preciso sulle intenzioni di Moretti.
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Garrel è un attore che porta con sé tutta la tradizione del cinema d’autore francese — il padre Philippe, la nouvelle vague come eredità genetica, una carriera costruita su film di Christophe Honoré, di Bernardo Bertolucci, di Michel Hazanavicius. Ha la qualità rara di sembrare sempre autentico, mai costruito, capace di abitare personaggi complessi senza mai tradire una sensazione di artificio. In Succederà questa notte, interpreta un libraio — un uomo che vive di parole altrui, che conosce mille storie ma forse fatica a scrivere la propria — e in questo c’è già una ricchezza di possibilità narrative che un attore come Garrel sa come sfruttare.
Trinca, dal canto suo, è una delle attrici italiane più complete della sua generazione. Ha lavorato con Marco Tullio Giordana, con Saverio Costanzo, con Matteo Garrone, costruendo una filmografia che è anche una mappa del cinema italiano contemporaneo. Interpreta Greta, un’attrice — e c’è qualcosa di sottilmente vertiginoso nel vedere un’attrice interpretare un’attrice in un film di Moretti, regista che ha sempre amato i giochi di specchi tra finzione e realtà . Trinca sa gestire questa doppiezza senza cadere nella trappola del meta-cinema gratuito: la sua Greta sarà un personaggio, non un esercizio di stile.
La coppia Garrel-Trinca funziona anche su un piano più semplicemente chimico: sono due attori che condividono una certa qualità di presenza, una capacità di essere intensi senza essere pesanti. Il loro è un cinema della sottrazione, dell’ellissi, dello spazio tra le parole — e questo è esattamente il territorio in cui Moretti si muove meglio.
Nanni Moretti a Venezia 83: cosa aspettarsi dalla proiezione
La presenza di nanni moretti venezia 83 in concorso è già di per sé un evento che polarizza l’attenzione della critica internazionale. Venezia, negli ultimi anni, ha dimostrato di saper premiare il cinema d’autore europeo senza complessi, e un film come Succederà questa notte — con il suo cast, la sua fonte letteraria, la sua ambizione di coniugare commedia e politica — è esattamente il tipo di opera che può catalizzare il dibattito durante la Mostra.
Non è detto che vinca il Leone d’Oro. Non è detto che debba vincerlo per essere importante. Ma la sua presenza in gara riapre una conversazione su Moretti che forse si era un po’ sopita, su un cinema italiano che sa ancora produrre autori capaci di sorprendere, di cambiare registro, di rischiare. E questo, in un panorama cinematografico spesso dominato dalle logiche delle piattaforme e dei franchise, ha un valore che va oltre qualsiasi riconoscimento formale.
Per chi ama il cinema — quello che fa pensare, che fa ridere e commuovere nello stesso respiro, che non ha paura di essere politico senza diventare un manifesto — Succederà questa notte è già uno degli appuntamenti imprescindibili di questa stagione. Il Lido aspetta da trentasette anni: la Biennale di Venezia ha finalmente riabbracciato uno dei suoi figli più complicati, e il cinema italiano è più ricco per questo.
Trentasette anni sono un tempo lungo. Sono abbastanza per dimenticare, per perdonare, o semplicemente per crescere fino al punto in cui certe ferite smettono di fare male e diventano materiale narrativo. Moretti ha scelto di tornare al Lido non con un film di rancori o di rivincite, ma con una storia d’amore. Forse è questa la risposta più elegante che potesse dare.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








