C’è un film che per decenni è rimasto una ferita aperta nella storia del cinema, un’opera che la censura ha cercato di cancellare, mutilare, far dimenticare — e che invece non ha mai smesso di bruciare. I diavoli, capolavoro del 1971 firmato da Ken Russell, torna al cinema in una veste che nessuna generazione precedente alla nostra ha mai potuto vedere nella sua forma completa: la Director’s Cut restaurata in 4K arriva al Cinema La Compagnia di Firenze il 19 e 20 ottobre 2026, pochi giorni dopo il debutto nordamericano fissato al 16 ottobre. Mettetevi comodi: questa è una di quelle storie in cui il film stesso è solo la metà dell’avventura.
Per capire perché questo evento sia così straordinario, bisogna partire dall’inizio — dall’estate del 1971, quando I diavoli (The Devils) uscì nelle sale britanniche e americane tra scandali, sequestri e polemiche di proporzioni quasi bibliche. Ken Russell aveva preso la storia vera di Urbain Grandier, il sacerdote francese del XVII secolo accusato di stregoneria e bruciato vivo a Loudun nel 1634, e ne aveva fatto un affresco visivo di potenza devastante, un atto d’accusa contro il fanatismo religioso, il potere politico e l’isteria collettiva. Lo stesso Russell, con la lucidità tagliente che lo contraddistingueva, lo definì «il mio film più politico — anzi, l’unico». Non stava esagerando.
Il film fu subito bersaglio di tagli imposti dalla distribuzione e dalla censura in vari paesi, con scene eliminate, versioni ridotte, copie che sparivano nei magazzini. Per anni, vedere I diavoli nella sua forma integrale era praticamente impossibile: circolavano copie degradate, versioni mutilate, registrazioni VHS di qualità discutibile. La Director’s Cut — quella che Russell considerava la vera versione del film — rimase a lungo inaccessibile al grande pubblico, come un testo apocrifo custodito gelosamente lontano dagli occhi di chi avrebbe voluto vederlo.
La storia del restauro è essa stessa degna di un documentario. Il lavoro fu realizzato nel 2004 sotto la supervisione diretta di Ken Russell e del montatore Michael Bradsell, due dei protagonisti originali della lavorazione. La Director’s Cut fu assemblata partendo dal negativo camera originale, garantendo così la massima fedeltà all’intenzione creativa del regista. Il sonoro fu rimasterizzato dall’originale English Composite 35mm Mag Film a 96kHz, un processo che ha permesso di recuperare una qualità audio che le copie circolanti non avevano mai restituito.
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Il risultato è una versione del film che non è semplicemente “più pulita” rispetto a quelle che abbiamo conosciuto: è, in senso pieno, il film che Ken Russell voleva fare e che il sistema produttivo e censorio dell’epoca aveva impedito di mostrare. La differenza non è solo estetica — è sostanziale, narrativa, politica. Alcune sequenze reintegrate cambiano il peso specifico di scene cruciali, restituendo al film la sua carica più dirompente.
Dopo essere passata per Il Cinema Ritrovato di Bologna — uno dei festival di cinema restaurato più prestigiosi al mondo — e dopo aver fatto il suo ingresso ufficiale alla 79ª edizione del Festival de Cannes, la Director’s Cut restaurata in 4K si prepara ora a raggiungere il pubblico italiano. Per chi ama il cinema come forma d’arte e come documento storico, è difficile immaginare un’occasione più rara.
Parlare de I diavoli senza soffermarsi sul cast sarebbe un errore imperdonabile. Oliver Reed nel ruolo di Urbain Grandier è semplicemente straordinario: fisico, magnetico, capace di incarnare insieme la carnalità e il tormento spirituale del personaggio con una presenza scenica che pochi attori della sua generazione potevano eguagliare. Reed costruisce un Grandier che è allo stesso tempo vittima e agente della propria tragedia, un uomo che sa di essere condannato e sceglie comunque di non piegarsi.
Di fronte a lui, Vanessa Redgrave interpreta Suor Jeanne des Anges, la priora ossessionata e istérica che scatena l’accusa di possessione diabolica contro Grandier. La sua performance è una delle più coraggiose e fisicamente estreme della sua carriera: Redgrave non si limita a recitare la follia religiosa, la abita con un’intensità che ancora oggi lascia senza fiato. È un ruolo che avrebbe potuto diventare caricaturale e che invece, nelle sue mani, diventa una riflessione profonda sull’auto-inganno, sul desiderio represso e sul potere dell’isteria collettiva.
Il film è distribuito in questa nuova versione da Warner Bros., con la sigla Warner Bros. Clockwork per il mercato nordamericano. E qui arriva un dettaglio che da solo basterebbe a fare notizia: la Director’s Cut ha ricevuto una classificazione NC-17 per contenuti sessuali e nudità esplicita, diventando così il primo film NC-17 nella storia centenaria di Warner Bros. — 103 anni di storia, per l’esattezza. Un primato bizzarro e significativo, che dice molto su quanto il film di Russell continui a sfidare i confini di ciò che il sistema di distribuzione mainstream è disposto a mostrare.
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C’è un altro nome che merita attenzione, e che spesso viene oscurato dalla statura dei protagonisti principali: Derek Jarman, il regista e artista britannico che sarebbe diventato uno dei cineasti più visionari e radicali degli anni Ottanta e Novanta, fece il suo debutto nel lungometraggio proprio come scenografo de I diavoli. Le scenografie che Jarman disegnò per Russell sono ambienti allucinatori, bianchi e asettici come ospedali o come celle, che trasformano la Loudun del Seicento in un teatro dell’assurdo senza tempo.
Non si tratta di semplici fondali storici: le scenografie di Jarman sono parte integrante del linguaggio del film, una scelta estetica radicale che contribuisce a fare de I diavoli qualcosa di molto più simile a un’opera teatrale brechtiana che a un kolossal in costume. Vedere questo film in 4K restaurato significa anche poter apprezzare finalmente quella scenografia nella sua qualità originale, con tutti i dettagli che le copie degradate avevano cancellato.
In Italia, l’appuntamento è fissato al Cinema La Compagnia di Firenze, con proiezioni il 19 e 20 ottobre 2026. Si tratta di uno dei cinema d’essai più importanti della Toscana, da sempre attento alle retrospettive e ai restauri d’autore — una cornice perfetta per un evento di questo tipo. Per informazioni su orari e prenotazioni, il riferimento ufficiale è il sito del Cinema La Compagnia.
Chi si trova negli Stati Uniti o in Canada può invece già trovare il film in sala dal 16 ottobre 2026, distribuito da Warner Bros. Clockwork in una selezione di cinema. La classificazione NC-17 limita inevitabilmente il numero di sale disponibili, ma rende l’uscita ancora più significativa: non è un film che si addomestica, non è un film che si ammorbidisce per piacere a tutti. Era così nel 1971, ed è ancora così oggi.
Raramente capita di poter dire che un film del passato torna al cinema in una forma più completa e più vera di quella che era stata possibile mostrare al momento dell’uscita originale. Con I diavoli di Ken Russell, è esattamente questo che accade: una Director’s Cut che è insieme un atto di giustizia storica, un’esperienza estetica fuori dal comune e la prova che certe opere non invecchiano — semmai, crescono. Non lasciatevi scappare questa occasione.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
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