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Klara e il sole arriva al cinema il 22 ottobre 2026

C’è un appuntamento che i cinefili italiani farebbero bene a segnare in rosso sul calendario: il 22 ottobre 2026 arriva nelle sale il klara e il sole film che, sulla carta, ha tutti gli ingredienti per essere uno degli eventi cinematografici più discussi dell’autunno. Da una parte un romanzo firmato da un Premio Nobel per la Letteratura, dall’altra un regista che ha già vinto l’Oscar e che non ha mai paura di rischiare. Mettetevi comodi, perché questa storia merita di essere raccontata per bene.

Da Ishiguro allo schermo: un romanzo che chiedeva di diventare film

Tutto comincia con Klara and the Sun, il romanzo pubblicato nel 2021 da Kazuo Ishiguro, scrittore britannico di origini giapponesi e, appunto, Nobel per la Letteratura. Ishiguro è l’autore di Quel che resta del giorno e di Non lasciarmi — due libri che il cinema ha già adattato con risultati di altissimo livello — e con Klara e il Sole ha confermato la sua capacità di costruire mondi interiori densi e perturbanti attraverso una prosa apparentemente quieta. Il romanzo racconta la storia dal punto di vista di Klara, un’Artificial Friend — una sorta di compagna artificiale progettata per alleviare la solitudine degli adolescenti — che osserva il mondo umano con una curiosità quasi devota, nutrendosi letteralmente della luce solare. È una voce narrante straordinaria: fredda in superficie, profondissima nella sostanza.

Trasformare quel tipo di interiorità in immagini è una sfida enorme. Eppure, quando si è saputo che a raccoglierla sarebbe stato Taika Waititi, molti hanno tirato un sospiro di sollievo. Il regista neozelandese, premio Oscar per la sceneggiatura di Jojo Rabbit, ha dimostrato più volte di saper bilanciare toni apparentemente inconciliabili: il grottesco e il commovente, il politico e l’intimo, il fantastico e il reale. Ha scritto lui stesso la sceneggiatura, il che lascia presupporre un adattamento meditato e non semplicemente illustrativo.

Un cast che non lascia indifferenti

Il klara e il sole film può contare su un ensemble di attori che, da solo, sarebbe sufficiente a giustificare il biglietto. Al centro di tutto c’è Jenna Ortega nei panni di Klara: una scelta che, a pensarci, è quasi ovvia nella sua perfezione. Ortega ha costruito la sua carriera su personaggi che comunicano moltissimo con il minimo, che abitano corpi e sguardi con una precisione quasi chirurgica. Dare corpo e voce a un’entità artificiale che osserva il mondo umano senza mai appartenervi del tutto è esattamente il tipo di sfida che un’attrice del suo calibro sa raccogliere.

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Al suo fianco c’è Mia Tharia nel ruolo di Josie, l’adolescente brillante e misteriosa di cui Klara diventa compagna. Josie è descritta come affetta da una malattia misteriosa, e il rapporto tra le due è il cuore pulsante della storia: non un’amicizia convenzionale, ma qualcosa di più ambiguo, più stratificato, che il film dovrà riuscire a rendere con la stessa delicatezza del romanzo.

Amy Adams interpreta la madre di Josie, un personaggio che nel libro porta il peso di scelte moralmente ambigue legate alla genetica e al futuro di sua figlia. Adams è un’attrice che sa stare nella complessità senza semplificarla, e il suo contributo promette di aggiungere tensione drammatica a ogni scena in cui appare. E poi ci sono Steve Buscemi e Natasha Lyonne, due presenze che bastano da sole a garantire che nessuna scena secondaria verrà sprecata: entrambi portano con sé decenni di cinema indipendente e una capacità di illuminare anche i ruoli più brevi.

Il futuro distopico che Waititi porta sullo schermo

Il film è ambientato in un futuro distopico segnato da profonde divisioni sociali generate dai progressi dell’ingegneria genetica. È un mondo in cui i bambini vengono alterati — modificati geneticamente per potenziarne le capacità — e in cui chi non ha accesso a queste tecnologie si ritrova ai margini di una società sempre più stratificata. Klara, progettata per combattere la solitudine e offrire compagnia, si muove in questo scenario con occhi che non giudicano ma registrano tutto.

Quello che Ishiguro — e ora Waititi — mette in scena non è la solita distopia da blockbuster, fatta di rovine fumanti e governi totalitari. È qualcosa di più sottile e, in un certo senso, più inquietante: un futuro che assomiglia pericolosamente al presente, in cui le disuguaglianze sono reali ma normalizzate, in cui la tecnologia promette di risolvere la solitudine senza però capire davvero cosa significhi essere soli. Klara, con la sua dipendenza dalla luce solare e la sua fede quasi religiosa nel Sole come fonte di energia e guarigione, diventa uno specchio deformante attraverso cui guardare noi stessi.

Il klara e il sole film ha una durata di 1 ora e 56 minuti e un rating PG-13, il che suggerisce un’opera accessibile ma non priva di spessore tematico — esattamente quello che ci si aspetta da un progetto di questo tipo.

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Perché questo film conta, adesso

Viviamo in un momento in cui il dibattito sull’intelligenza artificiale ha smesso di essere appannaggio degli specialisti ed è diventato conversazione quotidiana. Cosa significa essere consapevoli? Dove finisce la simulazione dell’emozione e dove comincia qualcosa di reale? Chi ha il diritto di decidere il futuro biologico di un bambino? Klara e il Sole — sia il romanzo che il film — non risponde a queste domande. Le pone, con una grazia rara, e lascia che lo spettatore se ne faccia carico.

Taika Waititi ha scelto di confrontarsi con questo materiale in un momento in cui il cinema mainstream fatica spesso a trovare il coraggio di affrontare temi complessi senza semplificarli. Che ci riesca o meno, il solo fatto che un film come questo esista — con questo cast, questo regista, questa fonte letteraria — è già una notizia. E il trailer, disponibile ufficialmente, lascia intravedere una messa in scena visivamente ricercata, con una palette cromatica che sembra riflettere il rapporto quasi spirituale di Klara con la luce.

Dove e quando vederlo in Italia

In Italia il klara e il sole film arriva nelle sale il 22 ottobre 2026, distribuito da Sony Pictures Italia e Eagle Pictures. Si tratta di una distribuzione ampia, il che significa che il film sarà visibile in gran parte dei cinema del territorio nazionale — non un’uscita limitata da cineforum, ma un lancio in piena regola pensato per raggiungere un pubblico vasto.

Per tutti i dettagli sulla pellicola, la scheda completa è disponibile su Wikipedia Italia, dove vengono riportate le informazioni principali sul cast e sulla produzione.

Raramente un film riesce a essere, allo stesso tempo, un evento letterario, una riflessione filosofica sull’intelligenza artificiale e un’opera capace di emozionare attraverso il volto di un’attrice. Klara e il Sole ha l’ambizione di essere tutte e tre queste cose insieme: il 22 ottobre si scoprirà se Waititi e il suo cast straordinario sono riusciti a portare sullo schermo l’anima di uno dei romanzi più belli degli ultimi anni.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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Redazione Velvet

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