Categorie: Romacinemafest

È andata così e Noi, un po’ meglio: due sguardi sulla famiglia che conquistano Roma

Quando una manifestazione come la Festa del Cinema di Roma 2026 mette in concorso due film sulla famiglia nello stesso programma, non è una coincidenza: è un segnale preciso su dove sta andando il cinema italiano. La ventunesima edizione, in corso dal 13 al 25 ottobre 2026 all’Auditorium Parco della Musica, ha scelto di mettere a confronto due sguardi radicalmente diversi sul nucleo familiare contemporaneo — uno comico e corrosivo, l’altro intimo e sentimentale — affidandoli a due registi che conoscono bene il territorio: Gianni Zanasi con È andata così e Daniele Luchetti con Noi, un po’ meglio. Due film, due toni, un’unica domanda di fondo: cos’è davvero una famiglia, oggi?

Gianni Zanasi e la commedia degli sconfitti

È andata così è il titolo che già da solo racconta molto: quella rassegnazione ironica, quel senso di destino accettato con una scrollata di spalle, sono la firma stilistica di Gianni Zanasi, regista capace di trovare il grottesco nelle pieghe del quotidiano senza mai scivolare nel cinismo. Il film è una commedia corale, e la presenza di Valentina Lodovini nel cast garantisce immediatamente una certa energia: attrice di rara precisione comica, Lodovini sa abitare i personaggi scomodi con una naturalezza disarmante, trasformando l’imbarazzo in risata e la risata in malinconia nel giro di una battuta.

Zanasi ha sempre avuto un occhio particolare per gli outsider, per chi si trova ai margini delle aspettative sociali senza averlo cercato. Il suo cinema non giudica i personaggi: li osserva, li lascia muovere nel loro caos, e poi — quasi di nascosto — li illumina con una luce di umanità inattesa. In È andata così, quella lente si posa sulla famiglia come sistema disfunzionale ma tenace, un organismo che sopravvive a se stesso nonostante tutto. La commedia diventa così il modo più onesto per dire cose difficili: non c’è bisogno di alzare la voce quando la risata fa abbassare le difese.

Portare un film del genere alla Festa del Cinema di Roma 2026 significa scommettere sulla commedia come forma d’autore — una scommessa che in Italia si fa ancora troppo raramente, come se il registro comico fosse meno degno del dramma. Zanasi dimostra, ancora una volta, che non è così.

Daniele Luchetti affronta l’adozione senza scorciatoie

Se È andata così preferisce la leggerezza come strumento d’indagine, Noi, un po’ meglio di Daniele Luchetti sceglie la strada opposta: il dramma sentimentale, l’intimità esposta, la vulnerabilità come materia prima. Al centro del film ci sono Elio Germano e Maria Chiara Giannetta, una coppia cinematografica che già sulla carta promette scintille — lui con la sua capacità di abitare il dolore con precisione quasi fisica, lei con una presenza scenica capace di alternare fragilità e determinazione in modo convincente.

→ Leggi anche: Festa del Cinema di Roma: i film da non perdere della ventunesima edizione

Il tema che Luchetti sceglie di affrontare è quello dell’adozione, e lo fa — stando a quanto dichiarato — cercando di stare lontano dai cliché che spesso appesantiscono le storie su questo argomento. Non il melodramma lacrimogeno, non la retorica dell’amore incondizionato come soluzione a tutto, ma qualcosa di più ruvido e reale: le incertezze, le aspettative disattese, il lavoro quotidiano che costruisce (o non costruisce) un legame. La famiglia, in questo caso, non è un punto di partenza ma un processo — qualcosa che si sceglie di costruire ogni giorno, con fatica e con grazia.

Luchetti è un regista che conosce il rischio di questo tipo di storie: la trappola del buonismo, la tentazione di concludere tutto con un arco narrativo troppo pulito. La sua filmografia dimostra però che sa resistere a quella tentazione, preferendo finali aperti e personaggi che restano contraddittori fino all’ultimo. Noi, un po’ meglio — già il titolo suggerisce una progressione modesta, realistica, priva di trionfalismi — sembra costruito proprio su quella filosofia narrativa.

Famiglia come tema centrale della ventunesima edizione

Non è banale che la Festa del Cinema di Roma 2026 abbia scelto di mettere in concorso entrambi questi film: insieme, disegnano una mappa emotiva della famiglia contemporanea che è tanto più interessante proprio perché contraddittoria. Da un lato la commedia degli errori di Zanasi, dall’altro il dramma intimo di Luchetti; da un lato il caos relazionale come fonte di risate, dall’altro il silenzio e il peso delle scelte come materia drammaturgica.

È un dialogo implicito tra due modi di fare cinema italiano, e il festival — alla sua ventunesima edizione — dimostra di avere ancora la capacità di costruire programmi che parlino tra loro, dove i film non sono isole ma parti di un discorso più ampio. La famiglia, d’altronde, è uno dei grandi temi eterni del cinema: ogni generazione la racconta da capo, con gli strumenti del proprio tempo, e ogni volta emerge qualcosa di diverso.

Il cinema italiano contemporaneo sta attraversando una fase interessante, in cui i confini tra commedia e dramma si fanno sempre più permeabili. Zanasi e Luchetti rappresentano due tradizioni distinte ma non distanti: entrambi credono nei personaggi prima che nelle trame, entrambi sanno che la verità di una storia sta nei dettagli, in una pausa, in uno sguardo. Che si rida o ci si commuova, l’obiettivo è lo stesso: riconoscersi.

→ Leggi anche: Nanni Moretti torna al Lido dopo 37 anni con 'Succederà questa notte'

Elio Germano e Maria Chiara Giannetta: una coppia da tenere d’occhio

Vale la pena soffermarsi sul casting di Noi, un po’ meglio, perché la scelta di affiancare Elio Germano e Maria Chiara Giannetta non è affatto scontata. Germano è uno degli attori italiani più premiati e riconoscibili degli ultimi vent’anni, capace di passare dal teatro al cinema con una versatilità rara; Giannetta, dopo il successo televisivo, sta costruendo una carriera cinematografica sempre più solida e credibile. Insieme, portano sullo schermo una dinamica di coppia che — almeno sulla carta — ha tutti gli ingredienti per funzionare: complementarietà, tensione, calore.

Il tema dell’adozione richiede agli attori una presenza emotiva molto calibrata: troppo e si scade nel patetico, troppo poco e si perde la connessione con lo spettatore. Che Luchetti abbia scelto questi due nomi suggerisce che sa esattamente dove vuole andare, e che si fida della loro capacità di trovare la misura giusta. Per chi segue il cinema italiano con attenzione, è uno dei motivi principali per aspettare questo film con curiosità genuina.

Dove e quando vedere i film

Entrambi i titoli sono in concorso alla Festa del Cinema di Roma 2026, che si conclude il 25 ottobre. Per chi non ha avuto la fortuna di essere all’Auditorium in questi giorni, Noi, un po’ meglio è atteso nelle sale cinematografiche a fine ottobre — una finestra temporale che lo rende uno dei titoli italiani più interessanti dell’autunno. Per aggiornamenti ufficiali sul programma completo della manifestazione, il riferimento è il sito di Cinematografo, che segue la rassegna con copertura dettagliata.

È andata così, invece, attende ancora una data di uscita confermata per il grande pubblico: il passaggio in concorso al festival è spesso il primo passo verso una distribuzione in sala, e il nome di Zanasi — insieme a quello di Lodovini — è garanzia sufficiente per tenere gli occhi aperti.

Due film, due famiglie, due modi di guardare alla stessa cosa con occhi completamente diversi: è esattamente questo tipo di confronto che rende un festival non solo un evento, ma un’occasione per capire qualcosa in più sul cinema — e, attraverso il cinema, su noi stessi. Mettetevi comodi: l’autunno italiano è appena cominciato sul serio.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Condividi
Redazione Velvet

Recenti

  • Eventi

L’estranea di Paolo Strippoli trionfa a Sitges: l’unico italiano in concorso che conquista il festival

L'estranea di Paolo Strippoli vince il Méliès d'argento al Festival di Sitges 2026, con Jasmine…

20 Ottobre 2026
  • Anteprime

Il tempo e l’acqua arriva al cinema: dal 22 ottobre una storia che scorre come un fiume

Il tempo e l'acqua, documentario di Sara Dosa tratto dal libro di Andri Snær Magnason,…

20 Ottobre 2026
  • Romacinemafest

Deva Cassel e il Fantasma dell’Opera: quando l’amore immortale torna al cinema

L'amore immortale è il nuovo film di Alexandre Castagnetti con Deva Cassel alla Festa del…

19 Ottobre 2026
  • Anteprime

Silvio Soldini riporta in sala il capolavoro Giulia: il restauro che restituisce splendore a un film indimenticabile

Il restauro 2K di Giulia in ottobre di Silvio Soldini torna al Cinema Arlecchino il…

19 Ottobre 2026
  • Coming Soon

A Talent for Murder: Helen Mirren e il gioco vertiginoso di Patricia Highsmith

A Talent for Murder è il nuovo thriller con Helen Mirren nei panni di Patricia…

18 Ottobre 2026
  • Festival di Cannes

Pawlikowski chiude la trilogia del Novecento con Fatherland

Paweł Pawlikowski presenta Fatherland, il film che conclude la sua trilogia storica iniziata con Ida…

18 Ottobre 2026