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L’estranea di Paolo Strippoli trionfa a Sitges: l’unico italiano in concorso che conquista il festival

Quando un film horror italiano riesce a conquistare uno dei riconoscimenti più prestigiosi del cinema di genere a livello mondiale, vale la pena fermarsi e capire davvero cosa sta succedendo. L’estranea, diretto da Paolo Strippoli, ha vinto il Méliès d’argento alla 59ª edizione del Festival Internazionale del Cinema Fantastico di Sitges, portando a casa anche il premio come migliore attrice per Jasmine Trinca. Due riconoscimenti in una sola serata, per l’unico film italiano in concorso alla kermesse catalana: un risultato che non si improvvisa e che racconta molto sullo stato di salute — finalmente ottimo — del fantastico made in Italy sulla scena internazionale. Mettetevi comodi, perché questa storia merita di essere raccontata per bene.

Sitges, la cattedrale del cinema fantastico europeo

Per chi non frequentasse il circuito dei festival di genere, vale la pena chiarire subito il peso specifico di Sitges. Il Festival Internazionale del Cinema Fantastico di Sitges è, senza esagerazione, uno dei punti di riferimento assoluti a livello mondiale per horror, fantasy, thriller e tutto ciò che si muove ai margini del reale. Ogni ottobre, la cittadina catalana a pochi chilometri da Barcellona si trasforma in una sorta di tempio laico dove si celebra il cinema che osa, che spaventa, che sorprende — e dove le giurie sono composte da professionisti del settore che conoscono il genere in profondità.

In questo contesto, il Méliès d’argento ha un valore del tutto particolare. Non è semplicemente il premio assegnato dalla giuria di Sitges: è il riconoscimento che l’European Fantastic Film Festivals Association attribuisce al miglior film fantastico europeo, selezionato attraverso una rete di festival del genere sparsi in tutto il continente. Vincere il Méliès d’argento significa, in sostanza, essere riconosciuti come la migliore espressione del cinema fantastico europeo di quell’anno — una corona che pesa, e che porta con sé una visibilità internazionale concreta. Il fatto che L’estranea abbia ottenuto questo titolo alla sua 59ª edizione rende il risultato ancora più significativo: la competizione, in una manifestazione così longeva e consolidata, è sempre altissima.

L’estranea a Sitges: l’unico italiano in una competizione agguerrita

Essere selezionati per il concorso principale di Sitges è già di per sé un traguardo. Essere l’unico film italiano in competizione lo è ancora di più, perché significa che il comitato di selezione ha ritenuto L’estranea all’altezza di confrontarsi — da solo, senza rete — con le produzioni di genere più ambiziose provenienti da tutto il mondo. Non è un dettaglio da poco: il cinema fantastico italiano ha una storia gloriosa, ma negli ultimi decenni ha faticato a imporsi con la stessa autorevolezza di un tempo sui palcoscenici internazionali. Il risultato ottenuto da Strippoli e dalla sua squadra rompe questa tendenza in modo netto.

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Il doppio premio — il Méliès d’argento per il film e il riconoscimento come migliore attrice per Jasmine Trinca — fotografa una serata che difficilmente si dimentica. Trinca è un nome che il cinema italiano conosce bene: attrice di razza, capace di muoversi con uguale disinvoltura tra il cinema d’autore e i territori più sperimentali della narrazione. Vederla premiata in una manifestazione come Sitges, in una categoria così competitiva, è la conferma che la sua performance in L’estranea ha colpito nel segno anche al di fuori dei confini nazionali. Un premio internazionale per un’attrice italiana in un film di genere: quando è stata l’ultima volta che è successo qualcosa del genere?

Un anno straordinario: da Venezia 83 agli Oscar

Il trionfo a Sitges non arriva dal nulla, né rappresenta un episodio isolato. L’estranea ha percorso nel 2026 uno dei cammini festivalieri più invidiabili che si possano immaginare per un film italiano di genere. Il punto di partenza è stato la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia: il film è stato selezionato per il Concorso di Venezia 83, ovvero la sezione principale, quella dove si contende il Leone d’Oro. Non una sezione parallela, non una vetrina laterale: il concorso ufficiale della Mostra del Cinema di Venezia, uno dei tre festival più importanti al mondo insieme a Cannes e Berlino.

Essere in concorso a Venezia significa già avere superato un filtro selettivissimo. Significa che il film ha convinto una delle commissioni di selezione più esigenti del panorama cinematografico internazionale. Per un horror italiano — un genere che, per quanto amato dal pubblico, fatica storicamente a ottenere questo tipo di legittimazione critica — si tratta di un passaggio che ha un valore simbolico enorme, oltre che pratico.

Ma il 2026 di L’estranea non si è fermato a Venezia. Il film è stato anche selezionato per rappresentare l’Italia agli Oscar, nella corsa alla nomination come Miglior Film Internazionale. La selezione italiana per gli Academy Awards è affidata ogni anno a una commissione apposita, che valuta le produzioni nazionali e sceglie il titolo ritenuto più rappresentativo e competitivo. Che la scelta sia caduta su un film horror-fantastico è, in sé, una notizia: tradizionalmente, l’Italia tende a puntare su titoli di stampo più autoriale o drammatico per la corsa agli Oscar. Il fatto che L’estranea abbia convinto la commissione è il segnale di una maturità artistica riconosciuta anche da chi, istituzionalmente, deve scegliere il miglior biglietto da visita del cinema italiano nel mondo.

Paolo Strippoli e la nuova generazione del fantastico italiano

Paolo Strippoli non è un nome sconosciuto agli appassionati di genere. La sua traiettoria racconta di un regista che ha costruito il proprio percorso con pazienza e coerenza, lavorando sul linguaggio del fantastico con una serietà che spesso manca a chi si avvicina al genere con approccio puramente commerciale. Con L’estranea, Strippoli sembra aver trovato la sintesi più compiuta del suo cinema: un film che ha convinto tanto il pubblico dei festival generalisti — Venezia, appunto — quanto gli specialisti del genere riuniti a Sitges.

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Questa doppia capacità di seduzione è rara, e non va sottovalutata. Il cinema fantastico di qualità sa essere, al tempo stesso, cinema tout court: non ha bisogno di scusarsi per le sue scelte di genere né di ammorbidirle per compiacere giurie più tradizionali. Il percorso di L’estranea nel 2026 dimostra che quando il talento è autentico, le barriere tra genere e autorialità diventano porose, permeabili, quasi invisibili.

Il ruolo di Jasmine Trinca in tutto questo è centrale. Un’attrice del suo calibro porta con sé una credibilità che apre porte — e il suo coinvolgimento in un progetto di genere come L’estranea è stato evidentemente un segnale forte, sia per i selezionatori dei festival sia per il pubblico. Il premio come migliore attrice a Sitges non è solo un riconoscimento personale: è la conferma che la performance ha retto il confronto con il meglio del cinema internazionale di genere, in una sede dove di certo non si fanno sconti.

Cosa significa per il cinema italiano di genere

È lecito chiedersi se il successo de L’estranea rappresenti un caso isolato o l’inizio di una tendenza più strutturata. La risposta onesta è che è presto per dirlo con certezza — ma i segnali sono incoraggianti. Il cinema italiano di genere ha radici profonde e una tradizione che il mondo ci invidia: il gotico di Mario Bava, il thriller all’italiana, l’horror visionario di certi autori degli anni Settanta e Ottanta sono riferimenti ancora oggi citati e studiati a livello internazionale. Quella tradizione, però, si era in parte dispersa, faticando a trovare eredi capaci di reinterpretarla in modo contemporaneo senza limitarsi alla citazione nostalgica.

Il fatto che un film come L’estranea riesca a competere — e vincere — a Sitges, a entrare in concorso a Venezia e a rappresentare l’Italia agli Oscar nello stesso anno è un segnale che qualcosa si sta muovendo. Che esiste uno spazio, anche produttivo oltre che creativo, per un cinema fantastico italiano che non si accontenta di nicchie di mercato ma punta alla visibilità internazionale con ambizione e strumenti adeguati. Per chi vuole approfondire i dettagli dei premi assegnati a Sitges, la fonte ufficiale di Cinematografo offre un resoconto completo della serata.

Quello che L’estranea ha costruito nel 2026 — tappa dopo tappa, festival dopo festival — è qualcosa di più di una semplice carriera festivaliera di successo. È la dimostrazione che il cinema italiano sa ancora sorprendere, anche — e forse soprattutto — quando sceglie di muoversi nei territori del fantastico, dell’orrore, di ciò che sfugge alla logica del quotidiano. E con Paolo Strippoli e Jasmine Trinca come protagonisti di questa storia, c’è più di un motivo per tenere gli occhi aperti su ciò che verrà dopo.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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Redazione Velvet

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