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La Gradiva, l’esordio che strega Alice nella Città

La Gradiva: l'opera prima che conquista Alice nella Città

C’è un esordio che non ti aspetti e poi arriva, e ti lascia senza parole: Marine Atlan ha fatto esattamente questo con la Gradiva, film che ha già attraversato Cannes raccogliendo premi importanti e che adesso sbarca in Italia con tutta la forza di un’opera prima capace di sorprendere davvero. L’anteprima italiana si è tenuta il 22 ottobre 2026 ad Alice nella Città, la sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma dedicata alle nuove generazioni, e già questo dice molto su dove si colloca questo lavoro: al crocevia tra cinema d’autore e sguardo giovane, tra rigore formale e racconto vivo.

Un’opera prima che viene da lontano — e da Cannes

Prima di parlare di Pompei e di liceali francesi, bisogna fermarsi un momento su quello che la Gradiva ha fatto a Cannes 2026. Marine Atlan ha vinto il Grand Prix Ami Paris alla Settimana della Critica del festival, e non è tutto: il film si è aggiudicato anche il Grand Prize della stessa sezione. La Settimana della Critica di Cannes è storicamente uno dei trampolini più affidabili per scoprire il cinema d’autore di domani — basti pensare ai nomi che vi sono passati negli anni — e un doppio riconoscimento in quella cornice non è una coincidenza né un colpo di fortuna. È la conferma che qualcosa di genuino e di raro si muove dietro la macchina da presa di questa regista.

Quello che rende ancora più interessante la storia di la Gradiva è il fatto che Atlan non si è limitata a dirigere e scrivere il film: ha curato personalmente anche la fotografia. Regista, sceneggiatrice e direttrice della fotografia in una sola persona — una scelta che in un’opera prima racconta molto del controllo visivo che l’autrice vuole esercitare sul proprio mondo. Non è un vezzo: è una dichiarazione di poetica. Ogni inquadratura su Napoli e su Pompei porta la firma di un occhio che ha scelto consapevolmente ogni angolo di luce, ogni dettaglio di pietra lavica e affresco.

Napoli e Pompei come non le avete mai viste al cinema

Il cuore narrativo di la Gradiva batte in uno dei luoghi più carichi di storia e di immaginario che esistano: Pompei e Napoli. Protagonisti sono dei liceali francesi — adolescenti con tutto il peso e la leggerezza che quella parola porta con sé — catapultati in un contesto che non è solo geograficamente lontano dal loro quotidiano, ma temporalmente e simbolicamente distante anni luce. Pompei è per definizione il luogo dove il tempo si è fermato, dove la vita è stata cristallizzata in un istante dalla violenza del Vesuvio. Portare dei ragazzi francesi in quel contesto e farne il motore di un film significa scegliere una delle tensioni più potenti che il cinema possa esplorare: il contrasto tra la fluidità dell’adolescenza e l’immobilità pietrificata della storia.

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Atlan costruisce il suo racconto su questo doppio binario, e lo fa con una durata che non ha paura di respirare: 145 minuti. Non è un film che corre verso la risoluzione. È un film che vuole stare nei luoghi, nei volti, nei silenzi. Centoquarantacinque minuti sono una scelta coraggiosa per un esordio, e ancora di più per un film con protagonisti adolescenti — un genere che spesso viene compresso, velocizzato, reso più “palatabile”. Qui invece la regia si prende il tempo di guardare, e invita lo spettatore a fare lo stesso.

Alice nella Città: il contesto perfetto per la Gradiva

La scelta di presentare la Gradiva ad Alice nella Città non è casuale. La sezione romana, che da anni si distingue per la capacità di intercettare il cinema che parla alle nuove generazioni senza per questo rinunciare alla qualità autoriale, è il palcoscenico ideale per un film che ha i giovani al centro ma che non li tratta con condiscendenza. Alice nella Città ha una storia di scommesse vinte su titoli che poi hanno trovato un pubblico vasto e fedele, e l’anteprima italiana del 22 ottobre 2026 ha inserito la Gradiva in quella tradizione.

Per chi non avesse potuto essere a Roma per l’anteprima, la buona notizia è che l’attesa sarà breve: Fandango Distribuzione porterà il film nelle sale italiane a partire dal 12 novembre 2026. Fandango è una garanzia di cura editoriale nel panorama della distribuzione indipendente italiana — una casa che ha scelto nel corso degli anni di portare in sala titoli che meritavano attenzione, e che con la Gradiva conferma quella vocazione.

Il titolo, la statua, il simbolo

La Gradiva è un titolo che porta con sé un bagaglio enorme. Gradiva — dal latino gradus, il passo — è il nome di un celebre bassorilievo romano raffigurante una figura femminile in cammino, con il piede sollevato in un gesto che sembra sospeso tra il movimento e l’immobilità. Wilhelm Jensen ne fece il centro del suo racconto Gradiva: A Pompeiian Fantasy nel 1903, e poi fu Sigmund Freud ad analizzare quel testo in uno dei suoi saggi più noti, trasformando la figura in un simbolo dell’inconscio, del desiderio, della memoria che ritorna. Il fatto che Marine Atlan abbia scelto questo nome per il suo esordio ambientato proprio a Pompei non è un dettaglio decorativo: è una dichiarazione di intenzioni. Il film si inscrive consapevolmente in una tradizione di sguardi su quel luogo — letterari, psicoanalitici, cinematografici — e propone il proprio.

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Portare dei liceali francesi di fronte a quella stratificazione culturale e simbolica significa chiedersi cosa succede quando la giovinezza incontra il peso del passato. È una domanda che il cinema sa fare meglio di qualsiasi altro medium, perché può mostrare i corpi nello spazio, i volti che cambiano, la luce che cade su una pietra antica e su una spalla giovane nello stesso modo.

Perché vale la pena aspettarlo in sala

In un panorama in cui le opere prime faticano spesso a trovare spazio e attenzione, la Gradiva arriva con un curriculum già solido: due riconoscimenti a Cannes, un’anteprima italiana di prestigio, una distribuzione attenta. Ma soprattutto arriva con la promessa di uno sguardo originale — quello di una regista che ha scelto di fare tutto da sola, di portare la macchina da presa nei vicoli di Napoli e tra le rovine di Pompei, di raccontare l’adolescenza senza scorciatoie e senza condiscendenza.

Per ulteriori informazioni sul film e sulla sua programmazione è possibile consultare la scheda ufficiale sul sito del Film at Lincoln Center, che raccoglie i dati essenziali sulla produzione e sulla distribuzione internazionale.

Dal 12 novembre 2026, grazie a Fandango Distribuzione, la Gradiva sarà nelle sale italiane. È uno di quei film per cui vale la pena scegliere il cinema — la sala grande, lo schermo pieno, il buio vero. Centoquarantacinque minuti a Pompei, con dei ragazzi francesi e con una regista che sa dove guardare. Mettetevi comodi.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.