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Se domani non torno: il film che racconta la storia di Giulia Cecchettin

Se domani non torno, il film sulla morte di Giulia Cecchettin

C’è un momento in cui una storia privata smette di appartenerti soltanto e diventa patrimonio di tutti. È quello che è accaduto con la vicenda di Giulia Cecchettin, la studentessa scomparsa l’11 novembre 2023 e diventata, suo malgrado, il volto di un dibattito che l’Italia non poteva più rimandare. Ora quella storia arriva al cinema: Se domani non torno, il film diretto da Paola Randi, porta sul grande schermo il dolore, la memoria e la voce di un padre — e lo fa con la potenza che solo il cinema sa dare ai fatti che pesano davvero.

Da una tragedia reale a un film necessario

Il se domani non torno film nasce da un atto di coraggio preciso: quello di Gino Cecchettin, padre di Giulia, che ha scelto di trasformare il lutto in parola pubblica. Lo ha fatto prima con il libro Cara Giulia, scritto insieme a Marco Franzoso e pubblicato da Rizzoli, un testo in cui il dolore personale si fa racconto e il racconto si fa appello. Da quel libro nasce la sceneggiatura firmata da Paola Randi e Lisa Nur Sultan, due voci capaci di tenere insieme la delicatezza del privato e la necessità del pubblico.

Prodotto da Notorious Pictures, il film non è un documentario né una ricostruzione giudiziaria: è un’opera che sceglie la prospettiva del padre, che segue Gino mentre cerca di tenere insieme i pezzi di una famiglia e di un mondo improvvisamente spezzato. Una scelta narrativa che richiede coraggio anche sul piano cinematografico, perché mettere al centro un lutto così recente e così conosciuto significa muoversi su un terreno minato, dove ogni scelta di regia è anche una scelta etica.

Filippo Timi nei panni di Gino Cecchettin

A incarnare Gino Cecchettin è Filippo Timi, uno degli attori italiani più capaci di abitare personaggi complessi senza mai scivolare nella caricatura. La scelta è tutt’altro che scontata: Timi è noto per ruoli che richiedono una presenza scenica intensa, spesso teatrale, e qui si trova a dover restituire la misura di un uomo comune — un padre, un ingegnere, una persona normale — catapultato in una dimensione di dolore straordinaria.

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Il film segue Gino e i suoi figli: Davide, il più piccolo, ancora al liceo; Elena, che studia all’estero; e Giulia, prossima alla laurea. È questo il nucleo familiare che Paola Randi mette al centro della narrazione, restituendo la quotidianità di una famiglia prima che tutto cambi — e poi il precipizio di dopo. Raccontare Giulia attraverso gli occhi di chi la amava, piuttosto che attraverso le cronache del processo o le ricostruzioni mediatiche, è una scelta che dice molto sull’intenzione del film: non spettacolarizzare, ma restituire umanità.

Paola Randi e Lisa Nur Sultan: la regia e la scrittura

Paola Randi non è nuova a storie che incrociano il personale e il politico. Regista con una filmografia che ha sempre mostrato attenzione alle dinamiche sociali e familiari, affronta qui il progetto più delicato della sua carriera. Lavorare su una vicenda così vicina nel tempo — Giulia Cecchettin è scomparsa appena tre anni fa — significa confrontarsi con la memoria viva di milioni di persone, con le aspettative di chi quella storia l’ha vissuta da lontano ma con partecipazione autentica, e con la responsabilità verso chi l’ha vissuta davvero.

Al suo fianco, in sceneggiatura, c’è Lisa Nur Sultan, scrittrice e sceneggiatrice capace di lavorare con precisione su storie che toccano le strutture profonde della società italiana. Insieme, le due hanno costruito un testo che parte dal libro Cara Giulia senza esserne schiavo: il cinema ha le sue leggi, e trasformare una testimonianza scritta in immagini richiede scelte autonome, ritmo diverso, un uso dello spazio e del silenzio che la pagina non può dare.

L’anteprima alla Festa del Cinema di Roma e ad Alice nella Città

Il se domani non torno film ha debuttato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2026 e ad Alice nella Città, la sezione autonoma e parallela dedicata al cinema per ragazzi e giovani adulti che da anni affianca la manifestazione capitolina. La scelta di presentarlo anche ad Alice nella Città non è casuale: la storia di Giulia Cecchettin ha parlato in modo particolare alle generazioni più giovani, e portare il film in una sezione che ha il loro sguardo come riferimento è un segnale preciso sull’intenzione di raggiungere quel pubblico.

Le prime proiezioni hanno già generato reazioni intense, con il film accolto come un’opera capace di affrontare un tema difficilissimo senza cedere alla retorica né all’esibizione del dolore. La Festa del Cinema di Roma resta una delle vetrine più importanti per il cinema italiano, e la presenza di Se domani non torno nella programmazione 2026 conferma il peso specifico che questo progetto ha già prima dell’uscita nelle sale.

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Il femminicidio come tema cinematografico: perché conta

Il cinema italiano ha affrontato raramente il femminicidio con la profondità che merita. Spesso le storie di violenza sulle donne finiscono ingabbiate nei format del thriller o del true crime, dove il meccanismo narrativo rischia di oscurare la dimensione umana. Se domani non torno sembra voler percorrere una strada diversa: non la ricostruzione del crimine, ma la vita che c’era prima e il vuoto che rimane dopo.

Giulia Cecchettin era una ragazza che stava per laurearsi, con una famiglia, degli affetti, un futuro. Raccontarla attraverso la sua assenza — attraverso gli occhi di un padre che continua a parlarle, come nel titolo del libro da cui il film è tratto — significa restituirle la complessità di una persona, non ridurla a vittima. È una scelta narrativa ed etica insieme, e il fatto che sia stata Gino Cecchettin stesso a volere che la storia di sua figlia diventasse prima un libro e poi un film dice qualcosa di importante: il racconto come forma di resistenza, come modo di non lasciare che tutto si riduca a una notizia di cronaca.

Per saperne di più sul progetto e seguire gli aggiornamenti sull’uscita, la pagina ufficiale del film è disponibile sul sito di Notorious Pictures.

Dal 5 novembre nelle sale italiane

Se domani non torno arriva nelle sale italiane a partire dal 5 novembre 2026, distribuito da Notorious Pictures. La data non è priva di significato: il film uscirà pochi giorni prima dell’anniversario della scomparsa di Giulia, avvenuta l’11 novembre 2023. Un calendario che trasforma la visione in qualcosa di più di una semplice uscita cinematografica: un momento di memoria collettiva, un appuntamento che il pubblico italiano è chiamato a non mancare.

Quello che Paola Randi, Lisa Nur Sultan, Filippo Timi e tutta la squadra di Notorious Pictures hanno costruito è un film che porta sullo schermo una delle storie più dolorose degli ultimi anni senza smettere di credere nel potere del cinema di restituire senso a ciò che sembra insensato. Andare a vederlo, il 5 novembre, sarà anche un modo per ricordare che Giulia Cecchettin era una persona reale — e che le persone reali meritano storie vere, raccontate con cura.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.