Quando un film horror italiano riesce a convincere una commissione di esperti a sceglierlo tra 21 titoli in competizione per rappresentare il nostro Paese agli Oscar, qualcosa di interessante sta succedendo nel cinema di genere nazionale. È esattamente quello che è accaduto con L’Estranea, il thriller-horror firmato da Paolo Strippoli che il 23 settembre 2026 è stato ufficialmente designato come candidatura italiana nella categoria International Feature Film Award alla 99ª edizione degli Academy Awards. Il film di L’Estranea di Paolo Strippoli porta sul grande schermo un’idea di paura radicata nel domestico, nell’intimo, in quello spazio familiare che dovrebbe essere rifugio e che invece si rivela teatro di qualcosa di oscuro — e la giuria ha evidentemente riconosciuto in questo progetto una voce originale, capace di competere a livello internazionale.
Una selezione contesa: 21 film italiani, una sola chance
La procedura di selezione per la candidatura italiana agli Oscar non è mai una passeggiata. Quest’anno la commissione istituita da ANICA per conto dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha valutato ben 21 titoli italiani, un numero che testimonia la vitalità — e la competitività — della produzione cinematografica nazionale. A decidere le sorti di L’Estranea è stata una giuria di cinque professionisti del settore: Giorgio Carlo Brugnoni, Cristina Comencini, Federica Lucisano, Francesco Melzi D’Eril e Niccolò Vivarelli. Nomi che rappresentano trasversalmente il mondo della produzione, della distribuzione e della critica cinematografica italiana.
Che la scelta sia ricaduta su un film di genere — un thriller-horror, categoria storicamente poco frequentata dalla candidatura italiana — è già di per sé un segnale. Significa che la commissione ha visto in L’Estranea qualcosa che va oltre la forma: una proposta autoriale solida, capace di dialogare con un pubblico internazionale abituato a horror che non si accontentano di far paura, ma vogliono dire qualcosa. L’horror come linguaggio, non come esercizio di stile.
Paolo Strippoli, 33 anni e già in corsa per Hollywood
Chi è Paolo Strippoli? Un regista di 33 anni che si sta costruendo una reputazione nel cinema di genere italiano con una coerenza stilistica già riconoscibile. Con L’Estranea, Strippoli conferma di avere un approccio preciso al thriller-horror: quello di usare il genere come lente deformante per guardare le dinamiche relazionali, il conflitto generazionale, l’identità che si costruisce — o si sgretola — all’interno delle mura di casa.
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Il fatto che a soli 33 anni si ritrovi con un film in corsa per gli Oscar nella categoria internazionale racconta di un percorso che il cinema italiano farebbe bene a seguire con attenzione. Non è un caso che L’Estranea abbia già girato il circuito dei festival più importanti al mondo: Venezia, Toronto e Busan hanno già ospitato il film, costruendo attorno a esso quella visibilità critica internazionale che è il primo passo indispensabile per qualsiasi campagna Oscar seria. Tre festival di peso specifico altissimo, tre contesti diversissimi per pubblico e sensibilità, eppure il film ha trovato spazio in tutti e tre — il che suggerisce una capacità di comunicare che attraversa le culture.
Un cast da non sottovalutare
A dare corpo e volto alla storia ci sono quattro interpreti di primissimo piano. Jasmine Trinca, attrice tra le più rispettate del cinema italiano contemporaneo, affiancata da Romana Maggiora Vergano, che dopo C’è ancora domani di Paola Cortellesi è diventata uno dei nomi più seguiti della sua generazione. Poi Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi, due presenze che portano con sé un’esperienza e una densità recitativa capaci di reggere qualsiasi registro, anche il più perturbante.
Un ensemble simile non si mette insieme per caso. Strippoli ha costruito attorno alla sua storia un cast che garantisce credibilità emotiva prima ancora che tecnica: quando il cinema di genere può contare su interpreti di questo livello, la paura smette di essere effetto speciale e diventa qualcosa di molto più sottile e duraturo. Valeria Bruni Tedeschi in particolare è un’attrice che porta sempre con sé una complessità di fondo — quella capacità di essere al tempo stesso fragile e inquietante — che in un thriller-horror diventa un asset straordinario.
Il calendario della corsa agli Oscar: le date da segnare
Essere selezionati come candidatura ufficiale italiana è il primo passo, ma la strada verso una nomination effettiva è ancora lunga e piena di insidie. Il prossimo appuntamento cruciale è il 15 dicembre 2026, quando l’Academy annuncerà la shortlist internazionale di 15 film: solo chi supererà questo filtro avrà la possibilità di entrare nella cinquina delle nomination ufficiali. Le nomination vere e proprie saranno annunciate il 21 gennaio 2027, mentre la cerimonia degli Oscar si terrà a Los Angeles il 14 marzo 2027.
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Tre mesi, quindi, di campagna intensa. Il cinema italiano ha una storia altalenante in questa categoria — dai trionfi di Fellini e Tornatore fino alle delusioni più recenti — e ogni anno la competizione internazionale si fa più agguerrita. Paesi come la Francia, la Germania, la Spagna e le cinematografie emergenti di Asia e America Latina presentano regolarmente titoli di altissimo livello. Per L’Estranea di Paolo Strippoli, entrare nella shortlist dei 15 sarebbe già un risultato di grande rilievo, un riconoscimento che consoliderebbe la reputazione internazionale del film e del suo regista.
Per chi volesse seguire gli aggiornamenti ufficiali sulla candidatura, il portale del Ministero della Cultura dedicato al cinema pubblica tutte le notizie relative alla corsa italiana agli Academy Awards.
Perché questo film conta per il cinema italiano di genere
C’è una questione più ampia che la selezione di L’Estranea mette sul tavolo: il rapporto tra il cinema italiano e il genere. Per decenni, la candidatura italiana agli Oscar ha privilegiato il dramma d’autore, il film di impegno civile, la commedia d’autore — tutte forme legittime e spesso eccellenti, ma che hanno finito per costruire un’immagine del cinema italiano all’estero un po’ monolitica. La scelta di un thriller-horror, per quanto di chiara ambizione autoriale, è un segnale di apertura.
Il genere horror, in particolare, sta vivendo a livello globale una stagione straordinaria di rinascita critica: dai lavori di Jordan Peele in America al cinema di paura europeo sempre più presente nei festival di primo piano, l’horror contemporaneo è diventato uno dei linguaggi più fecondi per parlare di identità, potere, famiglia, trauma. Strippoli si inserisce in questa corrente con un film che ha già dimostrato di saper parlare a platee diverse — Venezia, Toronto e Busan sono tre pubblici con sensibilità molto diverse, eppure il film ha trovato il suo spazio in tutti e tre.
La prossima tappa è il 15 dicembre, quando sapremo se L’Estranea riuscirà a entrare nella shortlist dei 15 film in lizza per la nomination. Nel frattempo, il cinema italiano ha il suo rappresentante: giovane, di genere, con un cast stellare e un regista che a 33 anni sta già scrivendo una pagina interessante della propria storia.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
L'Estranea di Paolo Strippoli è stato selezionato come candidatura italiana agli Oscar 2026. Un thriller-horror che esplora il conflitto domestico con una visione autoria






