Sole a catinelle, Checco Zalone: “Mo’ vediamo che dice la gente…”

Una pioggia di copie per questo Sole a catinelle che segna il ritorno al cinema di Checco Zalone: oltre 1200 da spargere lungo tutto lo Stivale nel tentativo di bissare il successo della pellicola precedente, Che bella giornata (un incasso totale pari a 45 milioni di euro). La presentazione ufficiale si è tenuta oggi – 29 ottobre – a Roma, Checco è arrivato con il resto del cast, il regista Gennaro Nunziante e il produttore Pietro Valsecchi della Taodue. La stampa ha accolto con risate e applausi la proiezione stampa e, durante la conferenza successiva, Valsecchi l’ha detto con estrema sincerità: “Non possiamo pensare a quanti soldi farà, non possiamo alzare troppo l’asticella in una stagione che non è stata meravigliosa per il cinema; però io sono contento per il calore che ho sentito: da stasera posso dormire tranquillo“.

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Checco continua a mettere tutti d’accordo. Così come mette tutti d’accordo il sodalizio con Nunziante: “Io e lui – dice – siamo ormai una coppia di fatto. Lavoriamo insieme da ormai 7-8 anni“. Qualcuno prova a chiedere quale sia il loro segreto, ma in realtà tutto nasce da lunghe e semplici conversazioni. Telefonate. Scambi di concetti e pensieri, da cui può venir fuori una gag che a sua volta diventa un pezzo di sceneggiatura.

Sole a catinelle esce il 31 ottobre ed è il film più importante, anche dal punto di vista dell’investimento: è costato otto milioni di euro. Ed è frutto di un lavoro durato circa due anni: “Sono diventato papà anche nella vita – spiega Checco – e sicuramente il personaggio del padre mi ha spronato. Oltre a ciò, io e Gennaro siamo partiti dall’idea di un uomo che è il frutto di vent’anni di berlusconismo, ma non ci sono condanne nei suoi confronti: è uno che ci ha creduto“. Nessun contenuto ideologico, dunque, lo mette bene in chiaro. Piuttosto, fari puntati su questa figura che vive nel bel mezzo della crisi economica eppure si mostra ad essa refrattario; quasi come se non riuscisse a prenderne davvero coscienza.

Il protagonista (che sia chiama proprio Checco) è un venditore di aspirapolveri ma gli affari non vanno molto bene, sua moglie lavora in una fabbrica che sta per chiudere e la occupa insieme agli altri operai. I due hanno un figlio piccolo, interpretato da Robert Dancs (“quando ho conosciuto Luca al casting ero timido, poi ho cominciato a conoscerlo, è facile intuire il suo carattere… E’ come lo vedi nel film“), che nonostante le mille difficoltà va benissimo a scuola. Talmente bene che alla fine si guadagna un premio: “una vacanza da sogno“. Solo che papà e mamma non hanno i soldi, dunque non resta che portarlo in Molise da una vecchia e taccagna zia. Da lì in poi prende il via una serie di gag non prive di messaggi e spessore. L’amore, sia pur raccontato in chiave comica, avvolge tutta la pellicola.

Applausi anche per le due fanciulle in scena: Aurore Erguy, che interpreta Zoe, e Miriam Dalmazio che veste invece i panni di Daniela: “E’ il mio primo film al cinema – dice quest’ultima – e non è stato male esordire con Mr Campione d’Incassi. Non è stato nemmeno facile, anzi la definirei un’esperienza dura ma anche molto formativa. E poi mi sono divertita molto sul set, e questa è una cosa che non accade molto spesso“. Aurore, col suo accento straniero, ribadisce la sua fortuna e ringrazia: “Checco e Gennaro hanno un talento incredibile, sono fiera di aver lavorato in questo film che ha anche un’umanità profonda e molto bella“. Un successo annunciato? Probabile. Ma Zalone preferisce andarci cauto: “Mo’ vediamo che dice la gente…“.

Il finale non è totalmente nel segno del buonismo e Zalone rivela un suo cruccio: “Non so se potrò ancora andare in Molise… E’ venuto perfino il Presidente della Regione insieme a tutti gli altri, per ringraziarmi a nome della gente del luogo. E io mi sentivo una mer…”. Perché? Per scoprirlo bisogna accomodarsi in poltrona!

Foto by Velvetcinema.it

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