Exodus: Dei e Re vietato in Egitto per “imprecisioni storiche”

Dietro la macchina da presa c’è Ridley Scott e già questa avrebbe dovuto essere una garanzia più che sufficiente. Sul set, Christian Bale nei panni di Mosè e Joel Edgerton in quelli di Ramses. Exodus: Dei e Re è senza dubbio fra i kolossal più attesi del nuovo anno, in Italia arriverà il 15 gennaio e in Egitto… Mai. Già. Laggiù hanno deciso di vietarne la programmazione. Motivo? Troppe “imprecisioni storiche“. Il ministro della cultura Gaber Asfour ha dichiarato: “Mosé e gli ebrei hanno costruito le piramidi, questo contraddice completamente i fatti storici. È un film sionista, dà una versione sionista della storia e contiene delle inesattezze storiche e per questo motivo abbiamo deciso di vietarlo“.

EXODUS: DEI E RE, TRAMA E TRAILER ITALIANO

Per scendere più nel dettaglio e fare qualche esempio, il film attribuisce la costruzione delle piramidi agli ebrei mentre in realtà sono state realizzate mille anni prima della storia raccontata nell’Esodo. Nel film, durante la divisione del Mar Rosso, Mosè tiene in mano una spada e invece nella realtà aveva un bastone. Ancora, Scott ha deciso di motivare la divisione del Mar Rosso con un evento naturale (uno tsunami) ma nella Bibbia è avvenuta per un miracolo di Dio attuato tramite Mosè.

Exodus: Dei e Re è già approdato in Marocco ma gli agenti del Centro Cinematografico Marocchino (Ccm) hanno “invitato” i cinema a cancellarlo. Eppure il suo sbarco in quelle terre era stato salutato come un bel traguardo legato alla libertà di espressione e al diritto di accesso alla cultura. Le delegazioni del Ccn sono addirittura arrivati alle minacce (chiusura delle sale e sanzioni varie), anche se alcuni cinema come il Rif di Casablanca o il Colisèe di Marrakech hanno continuato a proiettare il film in mancanza di un ordine scritto.

Un cammino travagliato, quello di Exodus: Dei e Re. Anche per quanto riguarda gli incassi: costato 145 milioni di dollari, negli Usa ne ha guadagnati circa 45 milioni. Come sarà, a questo punto, l’accoglienza in Europa e nel Bel Paese?

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