Scalare il monte più alto del mondo è una sfida impari contro la natura, ma l’impresa più ardua per il film Everest di Batazar Kormàkur era aprire la 72^ Mostra del Cinema di Venezia (qui il programma completo) prendendo il testimone da due capolavori come Gravity di Alfonso Cuarón e Birdman di Alejandro González Iñárritu, assoluti protagonisti delle ultime due edizioni. Nonostante spettacolo ed emozioni non manchino di certo, la pellicola non riesce a coinvolgere fino in fondo anche se tecnicamente è ineccepibile (compreso il 3D molto convincente) e ha un cast composto da attori di grande spessore, Jason Clarke su tutti. Non basta neppure il fascino della storia vera, perché la falla più grande è nella sceneggiatura e non ci sono rimedi che tengano. Critica prima e pubblico poi sono stati fin troppo spietati, accogliendo la fine del kolossal con un gelido silenzio.
Il film racconta il coraggioso viaggio delle due spedizioni che il 10 maggio 1996 organizzarono la scalata dell’Everest. Dopo aver conquistato la cima vennero colti alla sprovvista da una violenta e improvvisa tempesta che rese impossibile la discesa e risultò fatale per molti di loro. Il cast stellare è composto da Jason Clarke, Josh Brolin, John Hawkes, Robin Wright , Michael Kelly, Sam Worthington, Keira Knightley, Emily Watson e Jake Gyllenhaal (protagonista nei cinema con Southpaw). E proprio quest’ultimo, la star più attesa e fotografata del red carpet, ha ricordato l‘esperienza sul set, tra durissime condizioni metereologiche e la passione inossidabile per la montagna che si porta dietro fin dall’infanzia. Presenti anche i familiari dei veri scalatori e alcuni dei protagonisti della tragica impresa, compresi tre sherpa che parteciparono a quella scalata.
Blockbuster ad alto budget, Everest uscirà nelle sale italiane il 24 settembre, mentre in quelle americane il giorno seguente, dove si spera possa ottenere risultati migliori di quelli avuti in questa prima. Tra gli spunti dello script c’è anche il saggio Aria sottile, scritto da John Krakauer, uno dei membri della spedizione e autore del best seller Into the Wild, poi tramutato da Sean Penn nel capolavoro cinematografico omonimo. Il film è stato girato tra il Nepal, la Gran Bretagna (i Pinewood Studios) e l’Italia, in particolare gli studi di Cinecittà a Roma e la Val Senales in Alto Adige.
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