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Oscar 2027: Italia sceglie tra Succederà questa notte, L’estranea e Primavera

Ogni anno, verso la fine di settembre, il cinema italiano trattiene il fiato: è il momento in cui una commissione deve scegliere un solo film tra decine di titoli per rappresentare il nostro paese nella corsa all’Oscar per il miglior film internazionale. Per la stagione 2026-2027, la posta è altissima: ben 21 pellicole italiane sono in lizza per un posto unico, e la decisione per gli Oscar 2027 nella categoria Film Internazionale è attesa proprio in queste ore, con la data del 23 settembre 2026 segnata in rosso nei calendari di produttori, registi e appassionati. Nomi di peso, storie molto diverse tra loro, e una sola poltrona disponibile sul volo per Hollywood.

Un solo biglietto per Hollywood: come funziona la selezione italiana

Prima di entrare nel vivo dei titoli in corsa, vale la pena capire le regole del gioco — perché la macchina degli Oscar è più complessa di quanto sembri. Ogni paese può presentare un unico film alla Academy of Motion Picture Arts and Sciences per la categoria International Feature Film Award. Non è la Academy a scegliere il candidato italiano: è l’Italia stessa, attraverso una commissione dedicata, a designare il proprio rappresentante.

Per essere eleggibili, i film devono aver avuto la loro prima uscita in sala in Italia o fuori dagli Stati Uniti (e relativi territori) nel periodo compreso tra il 1° ottobre 2025 e il 30 settembre 2026. Un arco di dodici mesi che, nella stagione corrente, ha prodotto una rosa di 21 candidati — un numero che testimonia la vitalità, e la complessità, del cinema italiano contemporaneo. Dopo la designazione nazionale, la Academy valuterà tutti i film internazionali presentati dai rispettivi paesi e selezionerà la cinquina finale degli Oscar 2027 all’inizio del prossimo anno.

I grandi nomi tra i 21 candidati per l’Oscar 2027 Italia Film Internazionale

Ventuno titoli in gara significano ventuno visioni del mondo, ventuno scommesse creative. Ma non tutti i film partono dallo stesso blocco. Tra i registi in corsa, la lista è un piccolo festival del cinema d’autore italiano: ci sono Nanni Moretti, Gabriele Muccino, Riccardo Milani, Andrea De Sica, Massimiliano Gallo e Monica Guerritore, quest’ultima non solo attrice di lunghissimo corso ma anche cineasta sempre più affermata dietro la macchina da presa. Una lista che mescola autorialità consolidata, cinema popolare di qualità e voci più giovani — esattamente il tipo di pluralismo che rende la scelta così difficile e così appassionante.

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Tra tutti, il titolo che catalizza più attenzione è senza dubbio Succederà questa notte di Nanni Moretti. Il regista romano è una figura totemica del cinema italiano: La stanza del figlio ha vinto la Palma d’oro a Cannes nel 2001, e ogni suo film è un evento. Moretti porta alla selezione il suo sguardo inconfondibile — ironico, politico, intimista — e il peso di una carriera che lo rende automaticamente uno dei favoriti ogni volta che il suo nome appare in una lista del genere. Cosa racconta Succederà questa notte? I dettagli della trama sono ancora avvolti in un certo riserbo, ma l’attesa attorno al progetto è palpabile.

L’Estranea di Paolo Strippoli: il thriller che vuole sorprendere

Un altro titolo che ha attirato l’attenzione della critica è L’Estranea, diretto da Paolo Strippoli. È importante fare chiarezza: il film è opera di Strippoli, regista che ha già dimostrato una sensibilità visiva notevole nel genere del thriller psicologico, e non di altri autori con cui potrebbe essere stato confuso in alcune anticipazioni circolate in rete. Strippoli porta alla selezione un cinema di tensione e atmosfera, con una capacità di costruire suspense che lo distingue nel panorama italiano — un genere, quello del thriller d’autore, storicamente meno rappresentato nelle candidature italiane agli Oscar rispetto al dramma sociale o alla commedia.

L’Estranea rappresenta quindi una scommessa interessante: se selezionato, porterebbe a Hollywood un volto del cinema italiano meno consueto, potenzialmente capace di intercettare gusti diversi all’interno della Academy. La commissione dovrà valutare non solo la qualità intrinseca del film, ma anche la sua capacità di comunicare con un pubblico internazionale — un criterio che, non scritto ma sempre presente, pesa enormemente nelle scelte finali.

Il peso del cinema popolare e le sorprese della rosa

Accanto ai titoli più attesi dalla critica, la rosa dei 21 candidati include anche opere di cinema popolare di qualità — un segmento che in Italia ha una tradizione lunghissima e che spesso viene sottovalutato nelle discussioni sugli Oscar. Registi come Gabriele Muccino e Riccardo Milani portano in dote la capacità di raggiungere il grande pubblico senza rinunciare alla sostanza narrativa: una qualità che, in un contesto internazionale, non è affatto un limite.

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La presenza di Andrea De Sica — nipote del leggendario Vittorio — aggiunge una dimensione quasi dinastica alla lista, mentre Massimiliano Gallo, attore e ora anche regista, porta la voce di un cinema radicato nel meridione italiano, con quella capacità di mescolare umorismo e dramma che è una delle cifre più riconoscibili del nostro cinema. E poi c’è Monica Guerritore, la cui candidatura come regista rappresenta anche un segnale di come il cinema italiano stia lentamente — troppo lentamente, direbbero in molti — aprendo spazi a voci femminili dietro la macchina da presa.

Cosa cercano i commissari: i criteri non scritti della scelta

La commissione italiana non pubblica i propri verbali, e i criteri ufficiali si limitano alle regole di eleggibilità della Academy. Ma nel corso degli anni, osservando le scelte fatte, è possibile individuare alcune priorità ricorrenti. Il primo criterio è la qualità cinematografica tout court — ovvio, ma non scontato in un contesto dove le pressioni di produttori e distributori sono reali. Il secondo è la risonanza internazionale: un film già premiato a Cannes, Venezia o Berlino parte con un vantaggio significativo, perché ha già dimostrato di saper dialogare con platee non italiane.

Il terzo criterio, più sottile, è la rappresentatività: la commissione tende a preferire film che raccontino qualcosa di specificamente italiano — un paesaggio, un conflitto sociale, una sensibilità — in modo che risulti universale. Non folklore, ma identità. È la differenza tra un film sull’Italia e un film dell’Italia, e la Academy, storicamente, sa distinguerli. Per approfondire le regole ufficiali della categoria, si può consultare direttamente il sito ufficiale della Academy of Motion Picture Arts and Sciences.

Le chance reali dell’Italia nella corsa agli Oscar 2027

Essere designati rappresentante italiano è già un traguardo, ma il percorso verso la nomination vera e propria è un’altra salita. Ogni anno decine di paesi presentano il proprio candidato, e solo cinque arrivano alla cinquina finale. L’Italia ha una storia gloriosa in questa categoria — da Amarcord a La vita è bella, da Mediterraneo a La grande bellezza — ma gli ultimi anni hanno dimostrato che il riconoscimento non è mai garantito, nemmeno per i film più forti.

Quello che può fare la differenza nel 2027 è la campagna di promozione che il film designato riuscirà a costruire negli Stati Uniti tra ottobre e febbraio: proiezioni speciali, incontri con i votanti, presenza ai festival americani. È una macchina che richiede risorse, organizzazione e — soprattutto — un film che abbia qualcosa di autentico da dire. Qualunque sia il titolo che la commissione sceglierà oggi, la speranza è che porti con sé quella scintilla di cinema italiano capace di accendere l’immaginazione di chi vota dall’altra parte dell’oceano. Il cinema italiano, quando ci crede davvero, sa ancora come farlo.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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Redazione Velvet

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