Mettetevi comodi, spegnete le luci e tenete il telefono a portata di mano: da quando Netflix Games ha lanciato Unhinged il 30 giugno 2026, quella frase ha smesso di essere una metafora. Il gioco sviluppato da Night School Studio trasforma lo smartphone in una torcia vera e propria all’interno di un’esperienza horror immersiva, con Zoë Kravitz e Sadie Sink a darle voce e anima. Se siete curiosi di capire cosa rende questo unhinged Netflix horror game diverso da qualsiasi altra cosa abbiate visto sulla piattaforma, la risposta è più semplice — e più fisica — di quanto pensiate.
Per capire perché Unhinged funziona come funziona, bisogna partire da chi l’ha fatto. Night School Studio è lo stesso team che ha creato Oxenfree, il titolo che nel 2016 ha ridefinito il concetto di avventura narrativa con dialoghi sovrapposti in tempo reale e un’atmosfera da teen-horror anni Ottanta che molti ricordano ancora con affetto. Netflix ha acquisito Night School Studio nel 2021, e da quel momento il progetto di costruire un’offerta videoludica seria — quella che oggi si chiama Netflix Games — ha avuto un punto di riferimento stilistico preciso.
Oxenfree era già un gioco che si sentiva più vicino a una serie TV che a un videogioco tradizionale: dialoghi ramificati, personaggi scritti con cura, una colonna sonora che diventava parte integrante della narrazione. Con Unhinged, Night School Studio ha spinto ancora più in là questa filosofia, puntando a costruire qualcosa che, nelle parole dei materiali ufficiali riportati da Variety, si sente come “giocare una serie o un film”. Non è uno slogan vuoto: è una descrizione tecnica di come il gioco è stato progettato.
Il risultato è un’esperienza che non si classifica facilmente. Non è un film interattivo nel senso di Bandersnatch, dove si sceglie tra opzioni su schermo. Non è un videogioco nel senso tradizionale, con meccaniche di combattimento o puzzle da risolvere con mouse e tastiera. È qualcosa di terzo, che usa il corpo del giocatore — le mani, il movimento del polso, l’orientamento fisico del telefono — come strumento narrativo.
Il cuore dell’esperienza è questa: lo smartphone diventa il controller fisico del gioco e, insieme, la torcia che il personaggio tiene in mano nel buio. Quando muovete il telefono nello spazio reale, la torcia virtuale si muove di conseguenza. Quando la abbassate, il cono di luce scende. Quando la puntate in alto, illuminate il soffitto. La logica è immediata, quasi istintiva — e proprio per questo è efficace.
Nel genere horror, la torcia non è mai solo un oggetto funzionale. È il confine tra il noto e l’ignoto, tra la sicurezza e il pericolo. Ogni gioco horror che si rispetti usa la luce come strumento narrativo: da Amnesia: The Dark Descent in poi, il buio è diventato il vero antagonista di molti titoli del genere. Ma in tutti quei casi, la torcia si muoveva con il mouse o con uno stick analogico — un gesto mediato, distante. In Unhinged, il gesto è diretto. Siete voi che muovete la luce. Il vostro braccio, il vostro polso, la vostra esitazione nel puntare verso un angolo buio.
Questa scelta progettuale ha conseguenze narrative precise. L’ansia di non sapere cosa c’è nell’ombra si trasforma in un’ansia fisica: il telefono in mano pesa, la tentazione di non guardare è reale. È una forma di immersione che i controller tradizionali non possono replicare, e che avvicina l’esperienza a quella di tenere davvero una torcia in mano in un posto che non volete esplorare.
Secondo quanto riportato da Badtaste.it, il gioco è disponibile esclusivamente attraverso Netflix Games, il che significa che per accedervi è sufficiente avere un abbonamento Netflix attivo — nessun acquisto separato, nessun costo aggiuntivo.
La scelta del cast non è casuale, e chi segue il cinema e le serie TV lo capirà immediatamente. Zoë Kravitz presta la voce ad Ava, la protagonista principale del gioco. Sadie Sink interpreta Claire. A completare il quadro c’è Troy Baker, uno dei nomi più importanti del doppiaggio videoludico internazionale, già voce di Joel in The Last of Us e di Booker DeWitt in BioShock Infinite.
Zoë Kravitz non ha bisogno di molte presentazioni nel contesto dell’horror e del thriller. Ha interpretato Catwoman in The Batman di Matt Reeves (2022), portando sullo schermo un personaggio che vive nell’ambiguità morale e nel pericolo costante. La sua voce ha una qualità particolare: è calda ma tesa, capace di trasmettere vulnerabilità e determinazione nello stesso respiro. Per un gioco horror dove il personaggio deve sembrare reale, spaventato ma non paralizzato, è una scelta che funziona.
Sadie Sink, invece, è cresciuta letteralmente dentro uno dei franchise horror più amati degli ultimi anni. Il suo ruolo di Max Mayfield in Stranger Things l’ha portata attraverso alcune delle sequenze più intense della serie — chi ricorda la sua corsa contro il Vecna nella quarta stagione sa di cosa stiamo parlando. Quella capacità di trasmettere terrore autentico, di far sentire il peso di una minaccia invisibile, è esattamente ciò che serve in un gioco come questo. Claire, il personaggio che interpreta, non è una comparsa: è una presenza narrativa che accompagna il giocatore attraverso l’esperienza.
Troy Baker aggiunge un ulteriore livello di credibilità al progetto. Nel mondo dei videogiochi, il suo nome è sinonimo di qualità narrativa: ha lavorato su titoli che hanno ridefinito cosa può raccontare un videogioco, e la sua presenza in Unhinged segnala che Night School Studio ha puntato in alto anche sul fronte della recitazione vocale.
Netflix Games esiste come servizio dal 2021, e negli anni ha costruito un catalogo che spazia dai giochi mobile semplici ai titoli narrativi più elaborati. L’acquisizione di Night School Studio è stata uno dei movimenti più significativi in questa direzione: portare all’interno della piattaforma un team con una visione artistica precisa, capace di creare esperienze che parlassero lo stesso linguaggio delle serie e dei film che Netflix produce.
In questo contesto, Unhinged rappresenta qualcosa di coerente con quella traiettoria. Non si tratta di rivendicare primati o di stabilire gerarchie, ma di osservare come il gioco incarni una filosofia specifica: quella di creare esperienze interattive che abbiano la stessa cura produttiva di una serie TV di qualità. Cast di livello, scrittura narrativa, design del suono curato, meccaniche che supportano la storia invece di distrarla.
L’aspetto interessante è che questa filosofia non nasce con Unhinged: era già presente in Oxenfree, era nel DNA di Night School Studio prima ancora che Netflix li acquisisse. Quello che la piattaforma ha fatto è stato fornire le risorse — e il pubblico — per portare quella visione a una scala molto più grande. Un abbonato Netflix che non ha mai giocato a un videogioco in vita sua può aprire l’app, trovare Unhinged, e ritrovarsi immerso in un’esperienza horror senza dover acquistare nulla, senza dover imparare comandi complessi, senza barriere d’ingresso.
Questo è forse il punto più sottile del progetto: la meccanica dello smartphone come torcia non è solo un trovata creativa, è anche una scelta di accessibilità. Tutti sanno come tenere un telefono in mano. Tutti capiscono istintivamente cosa significa puntarlo verso qualcosa. Non serve un manuale, non serve esperienza pregressa con i videogiochi. Il gioco incontra il giocatore dove si trova, fisicamente e metaforicamente.
C’è una ragione per cui il genere horror è quello che meglio si adatta alle sperimentazioni con l’interattività. L’horror funziona sulla base di meccanismi psicologici precisi: l’anticipazione, l’incertezza, la perdita di controllo. Quando questi meccanismi vengono amplificati dalla partecipazione attiva del pubblico — quando siete voi a decidere dove puntare la torcia, quando siete voi a scegliere se aprire quella porta — l’effetto si moltiplica.
Il cinema horror tradizionale gioca con la frustrazione dello spettatore: urliamo allo schermo “non entrare lì!” sapendo benissimo che il personaggio entrerà comunque. L’interattività rompe questo schema. Adesso siete voi a decidere se entrare. E quella decisione porta con sé un peso che la visione passiva non può replicare: la responsabilità. Se qualcosa va storto, in qualche misura è colpa vostra. Avete scelto voi di andare in quella direzione.
Night School Studio conosce bene questa dinamica. In Oxenfree, le scelte del giocatore avevano conseguenze reali sulla storia e sui personaggi, e quella sensazione di responsabilità narrativa era parte integrante dell’esperienza emotiva. In Unhinged, quella responsabilità si fa fisica: non è solo una scelta su schermo, è un gesto del corpo. Abbassate il telefono perché non volete vedere cosa c’è nell’angolo. Poi lo rialzate, lentamente. Quel momento di esitazione è horror puro, e siete stati voi a crearlo.
Per accedere a Unhinged è sufficiente avere un abbonamento Netflix attivo. Il gioco è disponibile attraverso Netflix Games, la sezione dedicata ai videogiochi all’interno dell’app Netflix. Non richiede acquisti aggiuntivi e non è disponibile su altre piattaforme al di fuori di Netflix Games.
La meccanica dello smartphone come controller fisico significa che il gioco è pensato per essere giocato con il telefono in mano, possibilmente in un ambiente che si presti all’immersione — con le luci basse, con le cuffie, in un posto dove possiate muovere liberamente il braccio senza preoccupazioni. Non è un gioco da fare sul divano con il telefono appoggiato sulle ginocchia: è un’esperienza che chiede una partecipazione fisica attiva, e funziona tanto meglio quanto più ci si lascia andare.
Per chi volesse approfondire il progetto prima di tuffarcisi, il trailer ufficiale è disponibile su YouTube e i materiali ufficiali sono raccolti sul sito Tudum di Netflix, dove Netflix ha pubblicato informazioni sul gioco, sul cast e sulla filosofia di design dietro l’esperienza.
Con Unhinged già disponibile da oltre un mese, la domanda che circola tra gli appassionati riguarda la direzione futura di Netflix Games. Il modello Night School Studio — narrativa di qualità, cast cinematografico, meccaniche innovative — sembra destinato a diventare un punto di riferimento per i prossimi titoli della piattaforma.
L’unhinged Netflix horror game ha dimostrato che c’è un pubblico disposto a esplorare esperienze che non si lasciano classificare facilmente, che stanno a metà tra il cinema e il videogioco, tra la serie TV e il teatro immersivo. Night School Studio ha costruito qualcosa che parla a chi ama le storie ben raccontate indipendentemente dal medium, e quella è probabilmente la scommessa più importante che Netflix potesse fare nel campo dei videogiochi.
Se siete fan di Zoë Kravitz, di Sadie Sink, o semplicemente di un buon horror che vi metta alla prova fisicamente oltre che emotivamente, Unhinged è già lì che vi aspetta — con il buio, la torcia in mano e qualcosa che si muove nell’ombra. Spegnete le luci, aprite Netflix Games, e tenete il telefono ben stretto.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
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