Mettetevi comodi, perché questa è una di quelle notizie che i cinefili aspettavano da mesi. Il direttore della fotografia Robert Richardson ha rilasciato dichiarazioni significative sul decimo film Tarantino, confermando che le riprese potrebbero partire nell’estate del 2027 e che il progetto precedentemente noto come The Movie Critic è stato definitivamente abbandonato. Al suo posto, qualcosa di nuovo, di fresco — parola di Richardson stesso. Poco altro è noto, ma quel poco basta a riaccendere l’entusiasmo di chiunque abbia amato il cinema di Quentin Tarantino negli ultimi trent’anni.
Per capire il peso delle parole di Robert Richardson, bisogna prima capire chi è Robert Richardson nel contesto del cinema tarantiniano. Non si tratta di un collaboratore occasionale o di una fonte esterna che specula dall’esterno: Richardson è il direttore della fotografia che ha lavorato a stretto contatto con Tarantino su alcune delle sue opere più iconiche. Quando parla del prossimo film, lo fa da una posizione di conoscenza diretta, non da quella di un osservatore esterno.
Nel panorama della cinematografia mondiale, Richardson è una figura di assoluto rispetto. Ha vinto tre premi Oscar per la migliore fotografia — per JFK di Oliver Stone, per The Aviator di Martin Scorsese e per Hugo Cabret, sempre di Scorsese — e la sua collaborazione con Tarantino ha prodotto immagini che sono entrate nell’immaginario collettivo del cinema contemporaneo. Quando un professionista di questo calibro aggiorna il pubblico sullo stato di un progetto, le sue parole hanno un peso specifico che va ben oltre il semplice gossip di settore.
Le dichiarazioni di Richardson, diffuse attraverso più fonti nel luglio 2026, convergono tutte su un punto centrale: il decimo film Tarantino potrebbe entrare in produzione nell’estate del 2027. Non è una data confermata, non è un annuncio ufficiale, ma è un’indicazione concreta proveniente da chi è direttamente coinvolto nel progetto. E nel mondo di Tarantino, dove le informazioni filtrano con il contagocce, anche un’indicazione del genere è oro colato per i fan.
Per anni, il titolo The Movie Critic aveva aleggiato come il possibile nome del decimo e ultimo capitolo della filmografia tarantiniana. Il progetto aveva generato una quantità enorme di speculazioni, articoli, analisi e discussioni nei forum di tutto il mondo. L’idea di un film ambientato nel mondo della critica cinematografica, firmato da uno dei registi più cinefili della storia del cinema, aveva un fascino innegabile.
Poi, il colpo di scena: Richardson ha confermato che The Movie Critic è stato abbandonato. Il progetto, nelle parole del direttore della fotografia riportate da Screen Daily, è andato incontro a un vero e proprio “breakdown”, un crollo. Non si sa esattamente cosa abbia portato a questa decisione — e sarebbe sbagliato speculare sulle cause in assenza di informazioni verificate — ma il fatto in sé è significativo e merita di essere analizzato nel contesto più ampio della carriera di Tarantino.
Non è la prima volta che un regista di questo livello abbandona un progetto in fase avanzata di sviluppo. La storia del cinema è piena di film mai realizzati, di sceneggiature che esistono solo nei cassetti, di visioni che non hanno trovato la strada verso la macchina da presa. Stanley Kubrick è forse l’esempio più celebre di questa tendenza: per decenni lavorò a un progetto su Napoleone Bonaparte che non vide mai la luce. Anche nel caso di Tarantino, l’abbandono di The Movie Critic non è necessariamente una sconfitta: può essere semplicemente il segnale che la storia non era ancora quella giusta, che qualcosa di meglio stava aspettando di essere trovato.
E Richardson sembra suggerire esattamente questo. Il nuovo progetto — di cui non si conosce ancora il titolo né alcun dettaglio di trama — è descritto come “fresco”, una parola che in questo contesto suona quasi come una promessa. Dopo l’abbandono di qualcosa che evidentemente non funzionava, Tarantino starebbe lavorando a qualcosa che lo entusiasma, che sente come nuovo e vitale. Per chi ama il suo cinema, è difficile non trovare questa prospettiva eccitante.
Per apprezzare pienamente il significato di questo aggiornamento, vale la pena fare un passo indietro e guardare la filmografia di Tarantino nel suo insieme. Nove film in oltre trent’anni di carriera: ogni titolo ha rappresentato un evento cinematografico, ogni uscita ha generato discussioni, polemiche, entusiasmi e analisi che durano ancora oggi.
Da Le Iene del 1992, con il suo debutto esplosivo e la struttura narrativa non lineare che sarebbe diventata una firma, a Pulp Fiction del 1994, la Palma d’Oro a Cannes che ridefinì il cinema indipendente americano. Da Jackie Brown del 1997, l’omaggio al blaxploitation cinema degli anni Settanta, alla saga di Kill Bill divisa in due volumi nel 2003 e nel 2004. Da A prova di morte del 2007, il grindhouse movie che divise la critica, a Bastardi senza gloria del 2009, la riscrittura della storia della Seconda Guerra Mondiale che conquistò il mondo. Da Django Unchained del 2012, l’Oscar alla migliore sceneggiatura originale e un altro sguardo alla storia americana attraverso il prisma del genere, a The Hateful Eight del 2015, il western da camera con la fotografia in Ultra Panavision 70mm che Richardson firmò con maestria assoluta. Fino a C’era una volta a… Hollywood del 2019, la lettera d’amore alla Los Angeles di fine anni Sessanta che molti considerano il suo capolavoro più personale e maturo.
Ogni film ha avuto la sua identità, il suo tono, la sua ambizione. Ogni film ha dimostrato che Tarantino non si ripete mai davvero, anche quando cita se stesso o omaggia i generi che ama. La domanda che tutti si pongono è: cosa potrà mai essere il decimo capitolo di una filmografia del genere? Quale storia, quale mondo, quale tono potrà chiudere degnamente un percorso artistico così straordinario?
La risposta, per ora, non c’è. Ma il fatto che il progetto sia descritto come “fresco” e che Richardson parli con entusiasmo della possibilità di iniziare le riprese nell’estate del 2027 suggerisce che Tarantino abbia trovato qualcosa che lo appassiona davvero. E quando Tarantino è appassionato, il risultato tende a essere cinema di altissimo livello.
La tempistica indicata da Richardson — estate 2027 — merita un’analisi più approfondita. Nel contesto dell’industria cinematografica contemporanea, un anno e qualcosa di tempo per passare dallo sviluppo alle riprese è un arco temporale del tutto credibile, specialmente per un regista con il profilo e le risorse di Tarantino.
Bisogna considerare che Tarantino è noto per la cura maniacale con cui prepara i suoi film. Le sceneggiature vengono scritte e riscritte, i dettagli vengono studiati con attenzione quasi ossessiva, le ricerche storiche e culturali — quando pertinenti — vengono condotte con rigore. Un anno di preparazione, dopo l’abbandono di The Movie Critic e la nascita di un nuovo progetto, sembra un tempo ragionevole per arrivare pronti al ciak.
Detto questo, il cinema è un’industria dove i piani cambiano continuamente. Le date di inizio riprese slittano, i progetti vengono rimandati, le circostanze impreviste interferiscono con i migliori programmi. L’estate 2027 è una possibilità concreta, non una certezza. Richardson stesso ha usato il condizionale, e sarebbe sbagliato trasformare un’indicazione in un annuncio ufficiale.
Quello che si può dire con ragionevole certezza è che il progetto è vivo, che Richardson è coinvolto, e che entrambi stanno lavorando nella direzione di un film che potrebbe vedere la luce nei prossimi anni. Per i fan di Tarantino, è già molto più di quanto si sapesse qualche mese fa.
Vale la pena soffermarsi ulteriormente sul rapporto tra Tarantino e Richardson, perché è una delle grandi collaborazioni creative del cinema contemporaneo. Come Scorsese e Michael Chapman, come Kubrick e John Alcott, come Bergman e Sven Nykvist, il binomio Tarantino-Richardson rappresenta qualcosa di più di un semplice rapporto professionale: è una sintonia artistica che si traduce in immagini.
Richardson porta al set di Tarantino una competenza tecnica e un’esperienza visiva che si fondono perfettamente con la sensibilità estetica del regista. La luce, il colore, il movimento di macchina, la scelta degli obiettivi: ogni elemento visivo nei film di Tarantino è pensato, discusso, costruito con cura. E Richardson è il professionista che trasforma quella visione in fotogrammi reali.
Il fatto che sia Richardson a parlare pubblicamente del decimo film Tarantino non è casuale. È il segnale che la collaborazione continua, che il sodalizio artistico è intatto, che il prossimo film — qualunque cosa sia — sarà costruito con la stessa attenzione visiva che ha caratterizzato i lavori precedenti. Per chi ama il cinema di Tarantino anche per la sua bellezza formale, è una notizia rassicurante.
Come ha raccontato lo stesso Richardson in varie interviste nel corso degli anni, lavorare con Tarantino significa entrare in un universo creativo molto preciso, dove le referenze cinematografiche sono onnipresenti ma sempre trasformate in qualcosa di originale. Il regista sa esattamente cosa vuole, ma è anche capace di ascoltare e di integrare le idee dei collaboratori. È un ambiente di lavoro intenso e stimolante, e Richardson non ha mai nascosto di trovarlo eccitante.
Guardando avanti, i prossimi mesi saranno probabilmente caratterizzati da un silenzio relativo, interrotto forse da qualche aggiornamento sporadico. Tarantino non è il tipo di regista che alimenta il hype con annunci continui e campagne di marketing prolungate. Quando ha qualcosa da dire, lo dice. Quando non ce l’ha, tace.
È ragionevole aspettarsi che, se le riprese del decimo film Tarantino dovessero davvero iniziare nell’estate del 2027, i primi annunci ufficiali — cast, titolo, dettagli di produzione — arrivino nella prima metà di quell’anno, o forse qualche mese prima. Nel frattempo, aggiornamenti come quello di Richardson rappresentano le briciole di informazione che tengono viva l’attenzione su un progetto che, per definizione, è uno degli eventi cinematografici più attesi degli ultimi anni.
Per approfondire le dichiarazioni di Richardson e seguire gli sviluppi del progetto, è possibile consultare l’intervista pubblicata da Deadline, una delle fonti più dettagliate disponibili al momento su questo argomento.
In definitiva, quello che sappiamo è questo: il decimo film Tarantino esiste, è in sviluppo, ha abbandonato la direzione di The Movie Critic per qualcosa di nuovo e, secondo Richardson, potrebbe entrare in produzione nell’estate del 2027. È poco, in termini assoluti. Ma nel mondo del cinema, dove i progetti nascono e muoiono in silenzio, avere la conferma diretta da un collaboratore chiave che il film è vivo e che il regista è al lavoro su qualcosa di fresco è già una notizia importante. Tarantino ha sempre saputo come sorprendere il suo pubblico: c’è ogni ragione per credere che lo farà ancora.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
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