Categorie: Oscar

Italia agli Oscar 2027: 21 candidati in corsa, la scelta il 23 settembre

È uno di quei momenti che ogni anno riaccende la passione di chi ama il cinema italiano: la corsa verso la candidatura agli Oscar 2027 è ufficialmente aperta, e questa volta il parterre è ricchissimo. Sono ben 21 i film italiani in lizza per rappresentare il nostro Paese nella categoria Best International Feature Film — il Miglior Film Internazionale — con la commissione Anica chiamata a esprimere la propria scelta il 23 settembre 2026. Una selezione che, come vedremo, fotografa con rara nitidezza la varietà e la vitalità della produzione cinematografica nazionale di questo periodo.

Ventuno film, una sola bandiera: la posta in gioco degli Oscar 2027 per l’Italia

Capire cosa significhi questa selezione richiede un passo indietro. Ogni anno, l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences invita i singoli Paesi a designare un unico film come candidato ufficiale per la categoria internazionale. Non è la nomination vera e propria — quella arriva più tardi, a dicembre, con la shortlist — ma è il passaggio che determina con quale carta l’Italia si presenta al tavolo da gioco hollywoodiano. Sbagliare la scelta, o presentarsi con un titolo che non convince la giuria internazionale, significa bruciare un anno intero di opportunità.

La responsabilità di questa decisione spetta alla commissione dell’Anica — l’Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Digitali — che raduna esperti, critici e professionisti del settore per valutare i titoli in corsa. Quest’anno il lavoro è tutt’altro che semplice: 21 film è un numero che testimonia la salute creativa del cinema italiano, ma che rende anche la selezione straordinariamente competitiva. Ogni titolo porta con sé una visione, un team, una storia da raccontare al mondo.

Tra i nomi che animano la longlist figurano registi di primissimo piano. Nanni Moretti è in corsa, e già questo basterebbe ad alzare l’asticella dell’attesa: il regista romano è da decenni una delle voci più riconoscibili e rispettate del cinema europeo, capace di portare sul grande schermo un’Italia intima e universale al tempo stesso. Al suo fianco troviamo Gabriele Muccino, che dopo anni di carriera tra Roma e Hollywood ha ritrovato un rapporto intenso con la produzione italiana, e Paolo Strippoli, nome più giovane ma già capace di imporsi con una cifra stilistica precisa e riconoscibile.

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La tradizione italiana agli Oscar: un percorso lungo e glorioso

Per capire quanto conti questa selezione, vale la pena ricordare da dove viene il cinema italiano in questo contesto. L’Italia è una delle nazioni con il maggior numero di candidature e vittorie nella storia degli Oscar internazionali. Da Ladri di biciclette di Vittorio De Sica — che contribuì a fondare la categoria stessa nel dopoguerra — fino ai trionfi più recenti, il cinema italiano ha sempre saputo dialogare con il pubblico e le giurie di tutto il mondo attraverso storie profondamente radicate nella cultura nazionale ma capaci di toccare corde universali.

Negli ultimi anni, tuttavia, il percorso verso la nomination non è stato sempre lineare. La concorrenza internazionale si è fatta sempre più agguerrita: Paesi come la Corea del Sud, la Francia, la Germania, il Brasile e l’Argentina producono regolarmente titoli di altissimo livello che aspirano allo stesso slot. Questo rende ancora più cruciale la scelta del film giusto — non necessariamente il più premiato nei festival italiani, ma quello con la capacità di convincere una giuria internazionale variegata e sofisticata.

La shortlist dell’Academy, prevista per dicembre, ridurrà il campo a una manciata di titoli provenienti da tutto il mondo. Da lì, solo cinque arriveranno alla nomination ufficiale. Ogni passaggio è una scrematura severa, e il film scelto dall’Anica dovrà essere abbastanza forte da superarli tutti.

Tre registi, tre visioni: Moretti, Muccino e Strippoli nella corsa agli Oscar 2027

Soffermarsi sui tre nomi confermati nella longlist aiuta a capire la qualità del materiale su cui lavora la commissione. Nanni Moretti non ha bisogno di grandi presentazioni: il regista di Palombella rossa, La stanza del figlio — Palma d’Oro a Cannes nel 2001 — e Il sol dell’avvenire è una figura che l’Academy conosce bene. I suoi film hanno una densità intellettuale e una capacità di intreccio tra il personale e il politico che raramente lascia indifferenti. Portare un suo lavoro agli Oscar significa presentarsi con un biglietto da visita di assoluto prestigio.

Gabriele Muccino rappresenta invece un profilo diverso: regista di grande appeal popolare, capace di costruire narrazioni emotive che attraversano le generazioni, ha dimostrato con film come L’ultimo bacio e poi con la sua esperienza americana — La ricerca della felicità con Will Smith — di saper parlare a platee molto diverse. Un suo film nella corsa agli Oscar 2027 per l’Italia porterebbe una componente di accessibilità narrativa che non è mai un elemento secondario quando si tratta di convincere una giuria ampia.

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Paolo Strippoli, il più giovane dei tre, è la voce che più incuriosisce i cinefili attenti alle nuove leve. Il regista pugliese si è fatto notare con un cinema che sa essere al tempo stesso popolare e autoriale, capace di mescolare generi e atmosfere con una sicurezza stilistica non comune. La sua presenza nella longlist segnala che la commissione Anica non guarda solo ai nomi consolidati, ma è attenta a tutto ciò che il cinema italiano contemporaneo sa produrre di fresco e originale.

Il meccanismo della selezione: come funziona la scelta dell’Anica

La commissione Anica non opera nel vuoto. Il processo di selezione tiene conto di una serie di criteri che vanno ben oltre la semplice qualità artistica del singolo film. Contano la capacità del titolo di rappresentare una storia che possa essere compresa e apprezzata a livello internazionale, la solidità della produzione, la presenza di un team di distribuzione in grado di supportare il film nelle fasi successive della corsa agli Oscar, e naturalmente il giudizio critico già espresso da festival e premi nazionali.

Non è raro che la scelta finale sorprenda: la storia degli Oscar italiani è costellata di decisioni che hanno diviso la critica e il pubblico, con titoli apparentemente “di nicchia” che poi si sono rivelati perfetti per il palcoscenico internazionale, e titoli “sicuri” che invece non hanno convinto la giuria dell’Academy. Questo è il bello — e il rischio — di una selezione che resta, in ultima analisi, un atto di giudizio umano, soggettivo e appassionato.

La decisione del 23 settembre 2026 aprirà ufficialmente il cammino italiano verso Hollywood. Da quel momento, il film designato dovrà costruire la sua campagna, farsi vedere dai membri dell’Academy, convincere i selezionatori della shortlist di dicembre e, se tutto va bene, conquistare una delle cinque nomination che ogni anno trasformano un film in un fenomeno globale. Per il cinema italiano, ogni candidatura agli Oscar è molto più di un riconoscimento: è una finestra sul mondo, un’occasione per far sapere che le storie raccontate qui — con la nostra lingua, i nostri paesaggi, le nostre contraddizioni — meritano di essere viste ovunque.

Con 21 candidati in corsa e nomi del calibro di Moretti, Muccino e Strippoli, la selezione italiana per gli Oscar 2027 si preannuncia come una delle più combattute e interessanti degli ultimi anni. Mettetevi comodi: la corsa è appena cominciata, e il cinema italiano ha molto da dire. Per seguire tutti gli aggiornamenti ufficiali sulla categoria internazionale, il riferimento resta il sito ufficiale dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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Redazione Velvet

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