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Matthew Weiner lascia ‘The Chairman’ di Eddie Murphy: Peacock cerca un nuovo showrunner

Matthew Weiner abbandona 'The Chairman' di Eddie Murphy su Peacock: cambio di showrunnerMatthew Weiner lascia The Chairman su Peacock con Eddie Murphy come showrunner per differenze creative. La serie drammatica cerca una nuova guida creativa.

Quando due giganti del settore si incontrano su un progetto televisivo, le aspettative del pubblico e dell’industria schizzano alle stelle. È quello che era successo con The Chairman, la serie drammatica in sviluppo su Peacock con Eddie Murphy protagonista: un abbinamento che sulla carta sembrava destinato a fare la storia della televisione americana. Invece, nell’ottobre del 2026, arriva la notizia che rimescola le carte — Matthew Weiner, il creatore di Mad Men, ha lasciato il progetto, abbandonando il ruolo di sceneggiatore, produttore esecutivo e showrunner. Un cambio di rotta che vale la pena analizzare con attenzione, perché racconta molto su come funziona — e spesso si inceppa — la macchina creativa della televisione di qualità.

Un addio che fa rumore: Weiner lascia The Chairman su Peacock

La notizia è arrivata confermata da Deadline, Variety e TheWrap in modo sostanzialmente unanime: Matthew Weiner ha lasciato The Chairman, la serie drammatica di Peacock con Eddie Murphy. La causa indicata è quella classica, spesso usata come formula diplomatica ma altrettanto spesso reale: differenze creative. Weiner era coinvolto nel progetto con una triplice responsabilità — sceneggiatore, produttore esecutivo e showrunner — un pacchetto di ruoli che in televisione rappresenta il massimo grado di controllo artistico possibile. Quando una figura così centrale esce di scena, il segnale che manda all’industria è inequivocabile: qualcosa di sostanziale non ha funzionato nel dialogo creativo tra le parti.

La produzione di The Chairman è affidata a 101 Studios e Universal Television, due realtà con un curriculum solido nel panorama seriale americano. Il progetto resta in piedi: secondo le fonti, si sta già cercando un nuovo showrunner che prenda in mano le redini della serie. Ma trovare qualcuno all’altezza di un progetto che portava il nome di Weiner — e che ha come stella Eddie Murphy — non è un’operazione banale né rapida.

Chi è Matthew Weiner e perché la sua uscita conta così tanto

Per capire il peso specifico di questa notizia, bisogna fermarsi un momento su chi è Matthew Weiner nel panorama televisivo contemporaneo. Il suo nome è indissolubilmente legato a Mad Men, la serie AMC che ha ridefinito gli standard della narrativa televisiva americana tra il 2007 e il 2015. Sette stagioni, sedici Emmy Award complessivi per la serie — tra cui quattro consecutivi come miglior drama — e un posto fisso nel canone della Peak TV. Weiner era riuscito a fare qualcosa di rarissimo: costruire un mondo narrativo così preciso, così denso di sottotesti psicologici e sociali, da trasformare una serie ambientata negli anni Sessanta in uno specchio impietoso dell’America di oggi.

Dopo Mad Men, Weiner aveva firmato The Romanoffs per Amazon Prime Video nel 2018, una serie antologica accolta con risultati misti dalla critica ma che confermava la sua volontà di sperimentare formati e registri diversi. Il suo attaccamento alla qualità della scrittura, alla complessità dei personaggi e a una visione autoriale forte è sempre stato il suo marchio di fabbrica — e probabilmente anche l’elemento che rende difficile la coabitazione creativa quando le visioni divergono.

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Portare Weiner su The Chairman significava puntare su uno showrunner capace di costruire narrazioni stratificate, con personaggi che vivono di ambiguità e contraddizioni. Un profilo che, sulla carta, si sposava perfettamente con il tipo di dramma che una piattaforma come Peacock vorrebbe posizionare come fiore all’occhiello del proprio catalogo.

Eddie Murphy protagonista: il ritorno alla serialità di un’icona

L’altro nome pesantissimo in questa storia è ovviamente quello di Eddie Murphy. La sua presenza come protagonista di The Chairman era già di per sé una notizia capace di muovere l’attenzione dell’industria e del pubblico. Murphy è un’icona della cultura popolare americana con una carriera che attraversa decenni e generi: dalla stand-up comedy agli anni d’oro di Saturday Night Live, dai successi al botteghino di Beverly Hills Cop e Coming to America fino al ritorno trionfale con Dolemite Is My Name nel 2019, che gli valse un riconoscimento critico rinnovato e trasversale.

La televisione, però, è un territorio che Murphy ha frequentato poco nella sua carriera adulta. Un progetto seriale su Peacock avrebbe rappresentato un salto significativo — e coraggioso — verso un formato narrativo che richiede tempi, ritmi e profondità diversi rispetto al cinema. La scelta di un autore come Weiner come showrunner suggeriva che Murphy e i produttori volessero costruire qualcosa di ambizioso, non un prodotto di intrattenimento leggero ma un dramma con le ambizioni di un’opera d’autore.

Ecco perché la partenza di Weiner pesa doppio: non solo si perde uno showrunner di altissimo profilo, ma si mette in discussione la direzione creativa che era stata immaginata per la serie. 101 Studios e Universal Television dovranno trovare qualcuno capace non solo di gestire la produzione, ma di dialogare con una star del calibro di Murphy e di portare avanti una visione narrativa coerente.

Le differenze creative in televisione: un fenomeno strutturale

La formula “differenze creative” è forse la più abusata del lessico dell’industria dell’intrattenimento, ma dietro quella locuzione si nascondono dinamiche reali e spesso molto complesse. In televisione, il rapporto tra showrunner, produttori e network è per sua natura conflittuale: ogni parte ha aspettative, priorità e visioni che non sempre coincidono. Lo showrunner vuole libertà artistica; i produttori vogliono un prodotto che rispetti i tempi e i budget; il network vuole qualcosa che funzioni per il proprio pubblico e per i propri obiettivi commerciali.

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Casi simili a quello di The Chairman non mancano nella storia recente della televisione americana. Showrunner di grande talento che lasciano progetti importanti per divergenze creative sono una costante del settore — basti pensare alle turbolente gestazioni di serie che poi sono diventate capolavori, o di progetti che invece non hanno mai trovato la loro forma definitiva. La differenza, in questi casi, la fa spesso la capacità del network e dei produttori di ripartire rapidamente con una guida creativa che sappia raccogliere il testimone senza disperdere il capitale narrativo già costruito.

Per The Chairman, il cantiere è ancora aperto. La serie resta in sviluppo su Peacock con Eddie Murphy protagonista e con 101 Studios e Universal Television alla produzione. La ricerca di un nuovo showrunner è già in corso, e i prossimi mesi diranno molto sulla direzione che il progetto prenderà — e su quanto del lavoro già svolto da Weiner verrà preservato o rimesso in discussione.

Cosa succede ora a The Chairman su Peacock

La domanda più concreta che l’industria si sta ponendo in questo momento riguarda i tempi e le modalità del rilancio creativo di The Chairman. Trovare uno showrunner capace di raccogliere l’eredità di un progetto nato con le ambizioni di Weiner non è operazione che si risolve in poche settimane. Il mercato degli autori televisivi di alto profilo è competitivo, e le trattative per questo tipo di ruolo richiedono tempo, negoziazioni complesse e — soprattutto — la capacità di costruire una sintonia creativa con il protagonista e i produttori.

Nel frattempo, Peacock resta con un asset prezioso in mano — il nome e la presenza di Eddie Murphy — e con la necessità di non lasciare il progetto in uno stato di limbo troppo prolungato. Le piattaforme streaming operano in un contesto di competizione feroce, dove i ritardi nello sviluppo possono tradursi in perdita di slancio, di interesse da parte del pubblico e, nei casi peggiori, di interesse da parte della stessa star coinvolta.

Quello che è certo è che The Chairman rimane uno dei progetti più seguiti del panorama televisivo americano, e che il nome di Matthew Weiner — anche dopo la sua uscita — continuerà a pesare sulla percezione che l’industria e il pubblico hanno di questa serie. Chi raccoglierà il testimone si troverà a lavorare nell’ombra di un autore ingombrante, con la sfida di dimostrare di poter portare il progetto a un livello degno delle aspettative che lo circondano. Un compito difficile, ma anche — per il giusto showrunner — un’opportunità straordinaria.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.