Categorie: Sul set

Fathers and Daughters, Gabriele Muccino: al via le riprese

Con un po’ di anticipo, Gabriele Muccino torna finalmente sul set: le riprese del suo nuovo film Fathers and Daughters non inizieranno il prossimo aprile, come annunciato in precedenza, bensì il 14 marzo. E il regista romano – che in questi giorni si trova a Pittsburg – non nasconde il suo entusiasmo; anzi, assicura che sarà il film più “potente” della sua carriera. Non nasconde neppure i legittimi timori: “paura – scrive su Twitter – soffocata dalla tenacia e un solo punto di vista. Il tuo. Il Mio“. Quella M maiuscola la dice lunga.

La vicenda raccontata in Fathers and Daughters si snoda attraverso un arco temporale di 25 anni – con frequenti slittamenti dal passato al presente – e si basa su “un dramma straziante tra passato e presente“; è la storia “di uno scrittore vedovo reduce da un esaurimento nervoso e di sua figlia” e i protagonisti sono attori del calibro di Russell Crowe e Amanda Seyfried. Padre e figlia, appunto. Il cast è completato da Diane Kruger, Aaron Paul e Octavia Spencer (Premio Oscar per la sua interpretazione in The Help).

Le riprese saranno realizzate proprio a Pittsburgh, città alla quale Muccino si sente ormai molto legato e che definisce “la New York della Pennsylvania“. La sceneggiatura porta la firma dell’esordiente Brad Desh e “è uno di quei film – ha anticipato Gabriele tramite il quotidiano La Repubblica – che negli anni Settanta e Ottanta avrebbero potuto produrre studios come la Paramount o la Columbia, film come Midnight Cowboy o Kramer contro Kramer“. Avere Crowe nei panni del personaggio principale rappresenta senza dubbio un gran bel colpo: “Quando il film sarà finito si capirà che non c’era nessuno meglio di lui. E non solo perché ha già vinto un Oscar interpretando un uomo con problemi mentali in A beautiful mind“.

Quanto al titolo, “è legato al libro che il padre scriverà poco prima di ammalarsi seriamente e morire, una testimonianza del suo amore per la figlia“. si comincia, allora!

©Claudio Bernardi/Lapresse

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Redazione

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