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The giver – Il mondo di Jonas, l’adattamento cinematografico non cade nella retorica

E’ uscito ieri, giovedì 11 settembre, nelle sale cinematografiche italiane il film The Giver – Il mondo di Jonas in ben 251 copie: si tratta di una pellicola fantascientifica tratta dall’omonimo romanzo di Lois Lowry, diretta dall’australiano Phillip Noyce e con un cast d’eccezione, ovvero composto da Meryl Streep, Alexander Skarsgård, Jeff Bridges, Katie Holmes, Brenton Thwaites (il Principe Azzurro di Maleficent) ed anche la cantante Taylor Swift. La storia si svolge in una società futuristica in cui l’umanità ha scelto di annullare le differenze tra le persone e quindi dimenticando il passato. C’è solo un Donatore (the giver, per l’appunto) che custodisce la memoria di tutti gli uomini e le donne del Pianeta: quando il compito viene dato a Jonas (Thwaites) le cose cambiano, infatti il ragazzo è intenzionato a scardinare per sempre l’ordine precostituito.

Sicuramente è la componente visuale del film a colpire maggiormente il pubblico, infatti la prima parte è in bianco e nero proprio per rappresentare un mondo in cui nessuno prova più emozioni e sentimenti (con una descrizione precisa ed inquietante di tutti i particolari), mentre nella seconda torna il colore come una specie di rinascita. La migliore interpretazione è senza dubbio quella di Thwaites che si è immedesimato perfettamente nel suo personaggio (certamente non facile), al contrario dei Premi Oscar Bridge e Streep che non hanno dato il meglio di loro stessi in questa prova. Forse perché è un tema difficile da trattare?

In realtà nell’ultimo periodo al cinema ci sono stati molti lungometraggi ispirati a questi mondi utopici/distopici, come per esempio Divergent e la saga di successo Hunger Games (leggi la trama su Velvet Cinema); a volte si rischia solo di cadere nella retorica e proporre situazioni già viste spesso sul grande schermo. Questo però non è assolutamente il caso. Infatti vengono trattate tematiche come l’omicidio assistito e l’infanticidio in maniera originale ed assolutamente naturale, con una narrazione lineare e senza problemi di alcun tipo. Una pellicola che nel bene o nel male stupisce lo spettatore, portandolo in uno spazio lontano anni luce dal nostro.

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Samantha Suriani

Toglietemi tutto, ma non la musica, il buon cibo…e la tinta rossa. Potrei diventare pericolosa.

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Samantha Suriani

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